Sabaudia / Incendi dolosi a scopo di lucro: l’ex carabiniere Enzo Cestra nega tutto davanti al gip

SABAUDIA – Ha respinto le accuse e fornito una sua versione dei fatti, parlando di una partecipazione regolare ai bandi pubblici per l’assegnazione dei fondi regionali destinati alla lotta contro gli incendi boschivi. Ma per la Procura di Latina, Enzo Cestra, 70 anni, ex carabiniere e presidente del Nucleo Volontario e Protezione Civile Anc 147 di Sabaudia, non solo non li avrebbe prevenuti quegli incendi, ma li avrebbe addirittura ordinati.

È accusato di essere il mandante di almeno due roghi e di truffa aggravata ai danni della Regione Lazio. Davanti al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, nel corso dell’interrogatorio di garanzia svoltosi alla presenza del pubblico ministero Giorgia Orlando, l’uomo ha risposto a tutte le domande. A supportarlo, il suo legale Enrico Del Monte, che ha chiesto la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico – disposta il 17 marzo scorso – o, in subordine, un alleggerimento delle restrizioni. La decisione è attesa nei prossimi giorni.

Secondo l’accusa, Cestra avrebbe costruito un sistema truffaldino in cui i roghi – invece di essere contrastati – venivano appiccati su suo ordine per poi essere domati dalla stessa squadra di volontari da lui coordinata. Un meccanismo per ottenere i rimborsi regionali e trarne profitto economico, inducendo in errore l’ente erogatore. Due gli episodi ritenuti emblematici: gli incendi scoppiati a Sabaudia il 28 agosto scorso, rispettivamente in località Sorresca e in via degli Artiglieri. Due aree boschive di altissimo pregio naturalistico, per un totale di oltre 11.000 metri quadri coperti da querce ed eucalipti, lambiti dal centro urbano e frequentati da residenti e turisti.

Determinanti per l’inchiesta sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le intercettazioni ambientali e telefoniche. È stato così possibile individuare l’esecutore materiale degli incendi: un volontario della Protezione Civile, 41 anni, che avrebbe agito su incarico diretto di Cestra in cambio di appena 20 euro. L’uomo, ritenuto un soggetto fragile e in cura presso il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Latina, è stato sentito dagli investigatori e ha ammesso il suo coinvolgimento, indicando l’ex carabiniere come mandante.

Nonostante le ammissioni, il gip ha deciso di non applicare alcuna misura cautelare nei suoi confronti, respingendo la richiesta di obbligo di firma avanzata dalla Procura. Dal 2021 al 2024, il Nucleo Anc 147 di Sabaudia ha ricevuto complessivamente 32.000 euro dalla Regione Lazio, di cui 7.000 solo nell’ultimo anno.