Formia / Caso Maiolo, la Procura chiede l’archiviazione per l’Avvocato Luca Cupolino e scatta la controquerela per calunnia

FORMIA – Emergono altri interessanti dettagli dalla richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Maria Carmen Fusco nel procedimento per il quale stato denunciato dal comune di Formia per diffamazione aggravata l’avvocato Luca Cupolino, il legale che assiste da anni la madre di Giuseppe Maiolo, il 17enne di Formia scomparso tragicamente poco più di un anno in un incidente stradale (nel tratto iniziale della Superstrada per Cassino, in località Penitro) quando sarebbe dovuto trovarsi a scuola come disposto dal Tribunale dei Minorenni di Roma.

L’avvocato Cupolino ha innanzitutto scoperto l’autore della querela per la quale sono stati investiti 5.200 euro di denaro pubblico per il conferimento dell’incarico all’avvocato Luigi Panella: il sindaco di Formia Gianluca Taddeo. Che mantenne – a quanto pare – l’impegno assunto nella delibera 91 del 14 agosto 2024 quando la Giunta, alla vigilia di Ferragosto, decise di querelare l’avvocato Cupolino per aver promosso una campagna di stampa diffamatoria nei confronti del comune di Formia relativamente alle omissioni e alle presunte responsabilità sulla gestione di un ragazzo di soli 17 anni.

L’avvocato Panella non querelò soltanto l’avvocato Cupolino ma anche noi giornalisti che correttamente seguimmo il caso. Ma ora la Procura ha chiesto al Gip, in un provvedimento di cinque cartelle, di archiviare il procedimento contro Cupolino adducendo di fatto la stessa motivazione: il legale con “espressioni del tutto educate” ha esercito il diritto di critica in merito ad un caso, ad una tragedia che aveva suscitato una vasta e comprensibile emozione”. Il pm Fusco è stata davvero corretta e generosa nei confronti dei giornalisti di radio, tv, carta stampa e web: ha ritenuto opportuno, appena ricevuta la querela del sindaco di Formia Taddeo (pagata con denaro dei cittadini), di non iscrivere neppure i nomi dei giornalisti sul registro degli imputati perché non perseguibili avendo svolto il costituzionale diritto di cronaca.

Insomma, per i giornalisti non c’è alcuna richiesta di archiviazione al Tribunale semplicemente perché non sono mai stati indagati. La Procura aveva liquidato il caso con la richiesta di archiviazione formalizzata nel settembre 2024 ma soltanto nel dicembre successivo sarebbe stata notificata al comune di Formia via posta. La volontà della Procura di chiudere questo caso è stata manifestata in una Pec arrivata al Comune il 3 marzo, giorno in cui in cui sono scattati i termini di venti giorni (scaduti il 23 marzo, domenica) per decidere o meno di impugnare l’archiviazione. L’avvocato Cupolino ha confermato la volontà di denunciare per calunnia l’autore della denuncia nei suoi riguardi anche perché il Pm Fusco esclude categoricamente che la sua azione professionale sia stata accompagnata da colpa e dolo.

La querela per calunnia potrebbe essere dietro l’angolo per il contenuto del carteggio di 132 pagine consegnato dalla Procura. A parte che sono allegati diversi documenti che l’avvocato Cupolino dice di non ricordare nel fascicolo dei vari procedimenti svolti a carico di Giuseppe Maiolo davanti il Tribunale dei Minorenni di Roma. Oltre ai resoconti di stampa e agli screenshot contenenti i post di facebook, il legale della madre del 17enne scomparso si è imbattuto in una lettera che il sindaco di Formia solo all’indomani della tragedia di Maiolo aveva inviato all’ufficio servizi sociali per chiedere una relazione sulla gestione (in vita) del 17enne residente nella frazione di Penitro.

In effetti, l’avvocato Cupolino ha sempre detto che le iniziative finalizzate al recupero di Giuseppe Maiolo (frequentazione scolastica e avvio di un percorso terapeutico) le avrebbe dovute disporre il primo cittadino perché destinatario della temporanea patria potestà del minore da parte del Tribunale. Un’ombra sull’attività dei servizi sociali arriverebbe da un altro carteggio: il comune avrebbe interpellato soltanto al telefono cinque comunità in cui inviare Giuseppe Maiolo. Cupolino, essendo formalmente ancora indagato, vuole esercitare le prerogative previste dal codice di procedura avviando indagini difensive per appurare la veridicità di questi presunti contatti telefonici (e non scritte) con cinque strutture in cui assistere Giuseppe come avrebbe meritato.

Un fatto è certo. Diversi giornalisti (e non solo di Formia) sono stati denunciati con denaro pubblico insieme all’avvocato Cupolino sulla sua testa pende come una spada di Damocle la richiesta contenuta nella delibera di Giunta numero 61 del 13 marzo scorso. L’esecutivo Taddeo ha dato mandato all’avvocatura interna di avviare (questa volta) un’azione civile ai danni del legale della madre di Giuseppe Maiolo. Quando perseverare comincia ad essere diabolico.