VENTOTENE – Una giornata dal forte valore simbolico e politico quella vissuta ieri sull’isola di Ventotene, teatro della manifestazione promossa dal Partito Democratico del Lazio e sostenuta da Avs, Italia Viva e +Europa. Un’iniziativa carica di significati che ha voluto riaffermare la centralità dei valori europei di libertà, unità e democrazia, proprio nel luogo dove, durante il confino fascista, prese forma il Manifesto di Ventotene, considerato il testo fondativo dell’idea di una Europa unita.
A riportare l’attenzione sull’isola pontina è stata la polemica scaturita nei giorni scorsi dalle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, che ha criticato apertamente il Manifesto, sostenendo: “Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia”, frase che ha provocato una dura reazione in Aula e acceso il dibattito tra maggioranza e opposizioni.
L’omaggio a Spinelli e i valori del Manifesto
La giornata è iniziata con la deposizione di un mazzo di fiori blu e gialli, i colori della bandiera europea, sulla tomba di Altiero Spinelli, uno dei tre autori del Manifesto insieme ad Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. Il simbolico gesto ha segnato l’apertura di una serie di interventi politici che si sono svolti presso l’auditorium di Ventotene.
“Una giornata bella e intensa a Ventotene. L’isola dove nacque il sogno europeo ci ricorda da dove veniamo e perché non dobbiamo smettere di crederci. Libertà, unità, memoria: valori che parlano ancora oggi”, ha dichiarato Daniele Leodori, segretario regionale del Pd Lazio, rivendicando l’attualità di un progetto europeo capace di rispondere alle sfide contemporanee.
Nobili: “Spinelli non è un totem della sinistra, ma il cuore degli europeisti”
Tra gli interventi più accesi quello di Luciano Nobili, consigliere regionale di Italia Viva: “Meloni ha attaccato strumentalmente il Manifesto di Ventotene per mascherare i suoi fallimenti in politica estera e nascondere le divisioni nella sua maggioranza. Ma così facendo – ha sottolineato – ha colpito il cuore di milioni di europeisti, non solo un totem della sinistra”. Nobili ha poi rilanciato il progetto federalista: “In un mondo segnato da conflitti e tensioni geopolitiche, dagli Stati Uniti all’Ucraina, dal Medio Oriente alla sfida dei dazi di Trump, l’urgenza di costruire gli Stati Uniti d’Europa è oggi più forte che mai”.
Il Pd di Formia: “Un’Europa dei popoli e delle opportunità”
Non è mancata la voce del territorio, con il Partito Democratico di Formia che ha evidenziato come “i principi di libertà, democrazia e solidarietà immaginati a Ventotene siano ancora la bussola da seguire”. “Siamo qui – hanno affermato i rappresentanti locali – per dire no a ogni deriva nazionalista e ribadire l’impegno per un’Europa dei popoli e delle opportunità, capace di affrontare le sfide del presente senza cedere ai populismi”.
Cepollaro e Leone: “Stravolto il senso del Manifesto”
Ad alzare ulteriormente il livello della discussione ci hanno pensato Marco Cepollaro, segretario provinciale del Pd di Latina, e Mario Leone, responsabile Europa del partito, che hanno duramente criticato l’uso politico e decontestualizzato di alcune frasi del Manifesto da parte della destra. “Si è travisato il significato di concetti come ‘movimento rivoluzionario’ e ‘proprietà privata’ – hanno spiegato – ignorando il contesto storico in cui Spinelli, Rossi e Colorni scrissero il testo, nel pieno della repressione fascista e della guerra mondiale”.
Entrambi hanno ricordato come il Manifesto rappresenti “un vero programma di azione per la creazione di una Federazione europea, capace di sottrarre agli Stati nazionali il monopolio sulla guerra e la difesa, ponendo le basi per la pace e la cooperazione”.
Il richiamo a Mattarella
A rinsaldare il legame tra il Manifesto di Ventotene e i valori costituzionali è stato il ricordo della visita sull’isola del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2021. “Il Capo dello Stato – ha ricordato il Pd di Latina – ha riconosciuto nel Manifesto una fonte essenziale per la nostra Costituzione e un pilastro della lotta al nazifascismo, sottolineando l’urgenza di riscoprire quella forza rivoluzionaria in un’epoca di nuove minacce sovraniste”.
Una risposta politica e culturale
La manifestazione di Ventotene si è rivelata dunque non solo una mobilitazione politica, ma anche un forte segnale culturale e civile. In un momento in cui l’Europa si trova di fronte a un bivio tra rafforzamento delle sue istituzioni comuni o ritorno a logiche di chiusura e frammentazione, l’appello lanciato dall’isola simbolo dell’europeismo è chiaro: difendere e attualizzare il sogno di un’Europa unita, capace di affrontare i tempi difficili che viviamo.
Un messaggio che, dalla piccola isola pontina, ha risuonato forte in tutta Italia e in Europa.
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