Elezioni comunali a Itri, partita a quattro: tra veti e veleni il centrodestra corre spaccato

ITRI – “Fermarmi ora? Ma non ci penso proprio. Non serviranno neppure la cannonate”. Il telefonino di Antonio Gelfù si è scaricato già nel corso della mattinata di sabato per via delle telefonate – come ha rivelato e confermato l’interessato – che ha ricevuto dopo l’ufficializzazione della candidatura a sindaco al Comune di Itri alle amministrative del 25 e 26 maggio prossimi dell’architetto Andrea Di Biase.

Il responsabile del settore tecnico dell’ente Parco Riviera d’Ulisse è stato scelto per rappresentare un centrodestra quasi unito dopo l’accordo raggiunto tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e la Lega ma è lo stesso architetto 52enne il primo a sapere e a rendersi conto che la principale incognita alla corsa del palazzo di piazza Umberto Primo si chiama solo e soltanto… Antonio Gelfù. Il 49enne imprenditore del legno è da venerdì scorso l’aspirante primo cittadino della lista “Insieme per Itri” che ha una peculiarità: il suo privilegiato terreno elettorale si chiama…Forza Italia.

E proprio dai dirigenti azzurri Gelfù sta ricevendo da due giorni le telefonate e le richieste d’incontro per bloccare la sua sfida elettorale. La teme Forza Italia nella misura in cui l’imprenditore, che nel frattempo ha ricevuto il sostegno della quarta gamba del centrodestra, Noi Moderati per l’Italia (rappresentata ad Itri dai fratelli avvocati Giuseppe e Francesco Cece), potrebbe indirettamente diventare, confermando la sua candidatura a sindaco, il principale alleato del principale outsider dell’architetto Di Biase, l’avvocato Antonio Fargiorgio.
A Gelfù sarebbero arrivate avance di assoluto livello per interrompere il suo percorso civico: da un paio di posti nella lista a sedici capeggiata dal candidato a sindaco Di Biase ad un ruolo di primo piano nella futura amministrazione itrana naturalmente in caso di successo del 52enne architetto.

L’interessato va oltre: “Mi aspetto di essere tirato per la giacca nei prossimi giorni, almeno a fine aprile quando saranno presentate le liste. Non capisco questo pressing nei confronti della mia persona e della mia lista quando leggevo sui volti dei massimi dirigenti del centro destra Itri sorrisi maliziosi circa l’insuccesso della esperienza elettorale. Io vado avanti e, per quanto mi riguarda, non arretrerò di un millimetro. La bontà della mia proposta programmatica dovranno vagliarla i cittadini che incontro da settimane quando qualcuno sta già avanzando – si è affiancato l’ex assessore ai Lavori Pubblici dell’ultima Giunta Agresti, l’avvocato Giuseppe Cece – richieste di proroghe al commissario straordinario del comune per l’allaccio delle strutture ricettive alla condotta dell’acquedotto comunale”. Questo è un argomento spinosissimo ad Itri. Lo è da sempre: molte utenze civili e commerciali, perlopiù quelle insistenti nei territori periferici, sono alimentate dai “pozzi” per la mancata realizzazione delle reti di Acqualatina.

Che la campagna sia entrata già nel vivo lo conferma la dichiarazione velenosa di Cece che, pur senza mai citarlo, identifica in quel “qualcuno” nel neo portavoce di Itri di Fratelli d’Italia, Simone Di Mascolo, firmatario di una lettera al commissario Prefettizio per chiedere di non tenere conto del termine, perentorio, dei 30 giorni per l’allaccio alla condotta idrica comunale soprattutto dei B&B. E non è un caso che l’irrigidimento di Gelfù ad andare avanti è figlio di un datato e burrascoso rapporto tra l’imprenditore del legno e l’assessora regionale di Fdi al turismo e all’ambiente Elena Palazzo. Sarebbe stata lei – secondo quanto si è sempre saputo – a mettere un veto alla candidatura a sindaco di Gelfù per conto di Forza Italia nella trattativa con Fdi e la Lega dopo un gradimento del senatore e coordinatore regionale di Forza Claudio Fazzone.

Gelfù non arretra di un millimetro anche per un’altra ragione. Oltre al sostegno elettorale di “Noi Moderati per l’Italia”, “Insieme per Itri” avrebbe assunto un impegno elettorale a dare ospitalità ad alcuni candidati vicinissimi al quattro volte sindaco Giovanni Agresti, sfiduciato il 24 marzo 2024 dai consiglieri di Fratelli d’Italia (all’epoca all’opposizione insieme a “Itri Facciamo futuro” dell’ex sindaco Antonio Fargiorgio) tra l’imbarazzo della componente di Forza Italia.

La presentazione dieci giorni fa della corsa di Gelfù aveva visto la partecipazione non solo della coordinatrice e del presidente di Fi, Donatella del Bove e Nicola di Fazio, ma anche di alcuni rappresentanti dell’ultima amministrazione comunale vicinissimi a Giovanni Agresti, l’ex assessore al bilancio Antonio Ruggieri e l’ex delegata Gabriella Dragonetti. Con loro (e soprattutto con lo sfiduciato ex sindaco Agresti) Gelfù avrebbe assunto impegni politico-elettorali che ora non può derogare o stracciare solo perché le sirene di Forza Italia, partite da Fondi, cominciano a farsi asfissianti.

Mantenendo fede ad una promessa lanciata nel corso di un’assemblea tenutasi due settimana, Osvaldo Agresti – primo consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle eletto (nel 2016) in provincia di Latina – sarà il quarto candidato a sindaco al Comune di Itri alle amministrative del 25 e 26 maggio prossimi. A chiedergli di essere il candidato sindaco contro Andrea Di Biase, Antonio Fargiorgio e Antonio Gelfù è stata la civica “Un’altra Itri”: “La scelta, operata all’unanimità e con grande partecipazione è il naturale risultato del lavoro serio, onesto e determinato che Osvaldo Agresti ha sempre portato avanti nell’esclusivo interesse della comunità. Lo dimostrano le battaglie, decise e coraggiose, portate avanti per smascherare, denunciare brogli ed illegalità delle passate amministrazioni. Gli esempi sono lo scandaloso progetto per costruire una scuola in una zona ad alto rischio idrogeologico, il suo impegno a favore della fornitura dell’acqua alle famiglie in modo legittimo e a tutela dei diritti degli utenti; l’adozione degli atti in autotutela per evitare sanzioni e denunce a seguito degli illegittimi compiuti dalle stesse amministrazioni comunali e l’opera di costante informazione a favore della cittadinanza durante gli anni di opposizione”.

Secondo Un’Altra Itri il Comune aurunco “non è più da anni ormai un’amministrazione trasparente. Il nostro impegno sarà quello di invertire questa deriva per far diventare il nostro Comune un esempio di legalità e trasparenza nell’interesse dei cittadini”. “Un’altra Itri” dovrà moltiplicare i suoi sforzi per far scattare una rappresentanza consiliare contro le tre candidature di Di Biase, Fargiorgio e Gelfù che appaiono essere numericamente più robuste. Agresti potrebbe fare affidamento sullo zoccolo più a sinistra del Partito Democratico che ha deciso, grazie alla segreteria di Paolo Ruggieri, di convergere sulla nuova sfida dell’avvocato Antonio Fargiorgio, attesto questa sera all’assemblea del circolo del Pd in cui è prevista la partecipazione del consigliere regionale Salvatore La Penna, del segretario provinciale dei Dem Omar Sarubbo, del presidente della Provincia e sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli e del capogruppo consiliare al Comune di Formia e consigliere provinciale del Pd Luca Magliozzi.

Osvaldo Agresti, a modo suo, l’investitura ricevuta da “Un’altra Itri” l’ha accolta attaccando, senza peli sulla lingua, quelli che definisce poteri forti che tengono il paese stretto in una morsa. “È facile fare politica senza toccare gli interessi di un gruppo o di un altro, molto facile promettere ciò che non si può fare per avere consensi, facilissimo trattare solo ciò che porta consenso evitando gli argomenti scomodi, che ci vuole a fare politica così? Solo una grande e credibile faccia tosta – ha commentato -. Risultati? Tutto rimane uguale per non rischiare di toccare quello o quell’altro interesse. Fare politica vera, quella che cambia le cose è difficilissima, devi dire la verità, non le bugie, devi affrontare i problemi di un paese per risolverli, anche se impopolari, devi essere coerente e non accettare compromessi che bloccano il paese (sono trent’anni che è bloccato se non fortemente regredito) e ci vuole tanto coraggio e sacrificio senza nulla in cambio. Questa lista di brave persone è questo, semplicemente questo, senza maschere, senza pacchetti voto, senza interessi se non vedere, desiderare… Un’Altra Itri. Grazie infinite a queste brave persone che hanno scelto che le rappresenti, veramente grazie”.

Intanto il candidato a sindaco del centrodestra Andrea Di Biase ha deciso di attendere l’esito del lavoro diplomatico degli emissari del suo partito nei confronti di Gelfù. Ma non vuole perdere tempo: la prossima settimana convocherà una riunione per cominciare a parlare di programma. Di Biase intanto sabato è stato travolto da attestati di felicitazione per la candidatura ricevuta da Fdi-Forza Italia e Lega grazie al grande atto di generosità dell’assessore Palazzo che, pur di ottenere un centrodestra unito, ha rinunciato a coltivare la candidatura di bandiera del suo capo di gabinetto alla Regione Lazio, l’avvocato Salvatore Ciccone.

A Di Biase hanno fatto piacere due in particolare: la prima del commissario straordinario dell’ente Parco Riviera di Ulisse Massimo Giovanchelli (“Spero che Andrea, una volta eletto tra poco più di due mesi, non ci abbandoni”) e dell’ex sindaco Antonio Fargiorgio. Li legano un lontano rapporto familiare ed una datata amicizia. Già durante settimana la famiglia Di Biase organizzerà una cena ospitando l’avvocato Fargiorgio e la consorte. Sarà vietato parlare di elezioni e di politica. Almeno per una serata…