LATINA – Aveva confessato ai Carabinieri del Comando provinciale di Caserta nel pomeriggio torrido dello scorso 17 settembre di aver ucciso quattro anziani che aveva assistito nel recente passato. Per questo motivo era finito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, le cui porte si sono spalancate a sorpresa venerdì pomeriggio.
Mauro Eutizia, il badante 48enne che per un periodo, alcuni anni fa, aveva lavorato anche a Latina, è tornato ad essere un uomo libero perché una perizia disposta dalla stessa Procura di via Ezio sconfesserebbe il suo racconto shock: non c’è stato alcun nesso tra il sovradosaggio dei farmaci e la morte di un anziano – l’unico dei quattro che non era stato cremato – che aveva assistito. Si tratta di Gerardo Chintemi, un 97enne residente in un centro della provincia di Salerno per il cui cadavere il sostituto procuratore Marco Giancristoforo aveva disposto la riesumazione per essere sottoposto ad autospia presso l’ospedale di Agropoli.
Eutizia aveva confessato di avergli somministrato un farmaco con un dosaggio superiore quattro volte al consentito “per non farlo soffrire”. L’esame autoptico ha dimostrato che non era invece vero. Eutizia è tornato in libertà perché il Gip ha accolto la specifica istanza presentata dai legali difensori Antonio Daniele e Gennaro Romano.
La palla ora passa alla Procura di Latina chiamata ora a disporre l’archiviazione del procedimento, incardinato con l’ipotesi di reato di omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa o disporre nuovi accertamenti nei confronti del badante napoletano che si era auto accusato dei quattro omicidi avvenuti – aveva specificato – quando si trovava in uno stato di alterazione.