Scandalo della gestione appalti del Comune di Ponza, rinviata l’udienza preliminare

PONZA – Ha conosciuto un colpo di scena l’udienza preliminare iniziata e subito rinviata mercoledì davanti il Gup del Tribunale di Cassino Alessandra Casinelli relativamente alla posizione di 17 tra imprenditori, dipendenti, funzionari ed ex amministratori del Comune di Ponza accusati di far parte di un’associazione in grado di pilotare lo svolgimento di alcuni appalti e le assunzioni nel comune isolano. L’udienza preliminare è stata rinviata al 16 marzo per l’omessa notifica ad alcuni indagati ma è stata vivacizzata perché una delle imprese danneggiate dallo svolgimento di una licitazione pubblica ha impugnato la richiesta di archiviazione disposta dalla Procura per l’ipotesi di reato di associazione a delinquere.

Su questo ricorso si pronuncerà il Gip del Tribunale di Cassino il 2 luglio 2025 ed è probabile a questo punto che l’udienza preliminare di marzo venga rinviata per definire l’entità dei capi d’imputazione per i quali l’ex sostituto procuratore Eugenio Rubolino aveva prodotto un’attività investigativa di circa 18mila pagine svolta dai Carabinieri della Compagnia sulla gestione, dal 2017 alla primavera del 2020, tutt’altro che ortodossa dell’amministrazione comunale isolana. Alcune assunzioni di persone vicine a politici ed amministratori in carica durante il governo del sindaco Francesco Ferraiuolo ma anche la gestione pilotata di appalti e servizi pubblici campeggiarono nella conclusione delle indagini preliminari in cui l’ex sindaco Ferraiuolo, il suo ex vice Eva La Torraca, l’ex assessore Fabio Aversano, l’ex segretario del Comune, Raffaele Alloca, e l’attuale assessore Giuseppe Mazzella ma anche i vari Fabio Aversano, Simona Cristo, Ercole Diodoro, Michele Di Biase, Antonella Farnetti, Francesco Fiato, Giuseppe Mazzella, Alessandra Navarra, Michele Nocerino, Mauro Nunzi, Giovanni Passariello, Mario Pietroniro e Francesco Vetere dovranno difendersi dalle ipotesi di reato, a vario titolo, di abuso d’ufficio, omessa denuncia, falso in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti.

In questa indagine il lavoro investigativo dei Carabinieri è stato sollecitato da diverse denunce dell’ex sindaco di Ponza Piero Vigorelli – guidava l’opposizione durante la consiliatura di Franco Ferraiuolo – ma anche dal fratello dell’ex assessore Michele Nocerino, Francesco, che, dopo la conclusione del suo matrimonio con Simona Cristo, di 43 anni, avrebbe regolato i suoi conti con l’ex moglie aprendo un vaso di pandora – è stato il pensiero di alcuni collaboratori del Pm Rubolino – condito da illegittimità, abusi e vendette di natura sentimentale e non solo. La donna, l’ex cognato ed ex assessore Nocerino, l’ex sindaco Ferraiuolo, gli ex assessori La Torraca e Mazzella e l’ex segretario comunale sono indagati per concorso in abuso d’ufficio grazie alle confessioni e alle rivelazioni di Francesco Nocerino.

L’uomo per vendicarsi della traumatica e vivace conclusione del suo matrimonio aveva raccontato agli inquirenti che l’ormai ex moglie Simona era stata assunta come vigilessa urbana del comune con una serie di artifici concordati con l’ex segretario Raffaele Allocca che, inseguito da anni da alcune sentenze di condanna della Corte dei Conti, ha lasciato il Comune isolano lo scorso luglio… Ma cosa sarebbe successo nel 2019 quando fu assunta la Cristo e per farle spazio il dipendente comunale Di Viccaro venne trasferito d’imperio presso l’ufficio ragioneria del Comune di Ponza? Il bando di concorso venne pubblicato nella primavera di quattro anni fa sebbene non fosse ancora stato approvato il bilancio di previsionale. La donna fu assunta nonostante fosse arrivata quarta classificata, a fronte di un concorso che prevedeva 3 posti a tempo indeterminato come Vigile Urbano. E per la sua assunzione, peraltro, fu anche modificato il piano triennale del fabbisogno personale. E chi erano i componenti della commissione concorsuale? L’allora comandante della Polizia municipale del Comune di Fiuggi di cui Allocca è stato a lungo segretario generale ed un’agente della Polizia locale del Comune di Montelanico, in provincia di Roma, di cui il 57 alto dirigente originario di Ottaviano, in provincia di Napoli, era sindaco.

La Procura – secondo quando è trapelato visionando e fotocopiano da parte delle difese una prima tranche delle 18mila pagine della voluminosa inchiesta – starebbe ultimando alcuni accertamenti sul conto di Allocca, accusato di aver consegnato alla futura vigilessa il 29 maggio 2019, il giorno precedente della prova orale, le domande che la commissione (da lui presieduta) le avrebbe formulato all’indomani. Ma poteva essere assunta Simona Cristo? Per la Procura no nel momento in cui ha indagato Allocca per omessa denuncia in qualità di segretario comunale e del responsabile del settore Affari generali. La donna aveva confessato di avere prodotto la certificazione medica rilasciatele dal medico del lavoro il 3 febbraio 2020 attestante la sua propria idoneità. Ma non era vero – secondo i Carabinieri e la Procura – quella visita Simona Cristo non l’aveva mai effettuata per essere assunta, cosa che avvenne 18 giorni più tardi, il 21 febbraio di cinque anni fa – quale istruttrice amministrativa addetta alla vigilanza.

La neo vigilessa è indagata per falso per aver detto di aver effettuato quella visita il 31 gennaio ma – lo ripetiamo – non era vero. Sono destinatari di una richiesta di rinvio a giudizio per falso ideologico l’ex sindaco Ferraiuolo, Giuseppe Mazzella (all’epoca vice-sindaco) ed l’onnipresente segretario Allocca rispetto agli spazi di propaganda per lo svolgimento di alcuni referendum costituzionali in programma il 29 marzo 2020. Gli indagati dichiararono che avrebbero partecipato a una seduta Giunta per deliberare gli spazi elettorali ma l’esecutivo non si è mai riunito. Per rimediarvi Allocca avrebbe poi apportato una modifica per errata corrige alla delibera di Giunta del 27 febbraio 2020, certificandola come avvenuta il giorno dopo.

Lo stesso cliche – secondo il sostituto procuratore Rubolino, rappresentata nell’udienza di mercoledì dal Pm Fusco – sarebbe stato perseguito da Ferraiuolo, Mazzella e Allocca coinvolti nel quarto capo d’imputazione. Attestarono falsamente di aver partecipato ad una seduta di Giunta il 28 febbraio 2020 per approvare la progettazione esecutiva dell’intervento di riqualificazione energetica polifunzionale adibito a museo, scuola, e uffici comunali. Ma con una grande e curiosa mancanza: quel giorno – e l’hanno accertato gli inquirenti – l’allora vice sindaco ed assessore Mazzella non era fisicamente a Ponza. Fu verbalizzata falsamente la sua partecipazione ai lavori dell’esecutivo perché determinante per il raggiungimento del numero legale e per deliberare l’atto.

E’ indagato per questo capo d’imputazione anche l’ex capo dell’Ufficio anti-abusivismo del Comune di Latina Giovanni Passariello che, a processo per un caso di sanatorie facili a Latina, si sarebbe recato al Comune di Montelanico per far firmare la delibera di giunta del 28 febbraio in una data posteriore: 9 marzo 2020, nelle fasi iniziali del lockdown decretato a causa del Covid 19.

Il Pm Rubolino ha indagato per falso ideologico Ferraiuolo, Giuseppe Mazzella, Nocerino, Allocca e Mario Pietroniro (quest’ultimo ex responsabile dell’ufficio Suap del comune di Ponza). E’ stata dichiarata mendace la delibera con cui il 31 gennaio 2020 la Giunta affidò all’avvocatessa romana Angelo Clarizia (che è estranea all’indagine), la nomina per costituzione in giudizio del Comune di Ponza davanti al Consiglio di Stato. In quella seduta di Giunta non ci fu alcun incarico legale e, nonostante ciò, Petroniro, si prese la briga, in stretta collaborazione con l’allora sindaco di Ponza, di attribuire il numero 15 all’inesistente delibera di nomina ma comunque necessaria per permettere al Comune di non essere inadempiente per la sua inderogabile costituzione in giudizio davanti il Consiglio di Stato.

Ancora un falso ideologico viene ipotizzato per la sesta ipotesi accusatoria a carico di Ferraiuolo, Giuseppe Mazzella, Nocerino e Allocca. Per non incorrere nelle sanzioni dell’Anac circa l’approvazione entro il 31 gennaio 2020 del piano triennale di prevenzione e corruzione per l’annualità 2020/2022 dichiararono di aver provveduto nella seduta di Giunta del 10 gennaio. Niente di più falso. La delibera venne assunta solo il 3 marzo 2020, giorno in cui lo stesso sindaco in carica Ferraiuolo con il decreto numero 8 nominò Pietroniro quale responsabile dell’anticorruzione dell’ente incaricandolo di approvare il piano competente con effetto retroattivo alla data del… 10 gennaio 2020.

In questa kafkiana ed inverosimile inchiesta dei Carabinieri non poteva non essere coinvolta la gestione del ciclo dei rifiuti relativamente ad un appalto pesantissimo per un importo di 7 milioni di euro relativamente alla durata di sette anni. Sono accusati di frode nella pubbliche forniture Ferraiuolo, Nocerino, La Torraca, l’assessore Mazzella Giuseppe, il segretario Allocca, Ercole Diodoro (legale rappresentante della Diodoro Ecologia Srl), Giuseppe Mazzella (responsabile del servizio ambiente del Comune), Giovanni Passariello (dirigente del settore pianificazione e territorio del Comune isolano), Enrico Avetti (redasse il contratto ed il capitolato d’appalto), Francesco Vetere (il Dec per la raccolta dei rifiuti per la cui illegittima nomina è indagato per abuso d’ufficio il dirigente comunale Francesco Passariello) e finanche Francesco Fiato, ufficiale della Guardia di Finanza presso la Scuola Nautica di Gaeta. Sono accusati di avere omesso di far rispettare gli obblighi contrattuali e di imporre alla “Diodoro Ecologia Srl” l’entrata in funzione dell’isola ecologica in località Monte Pagliaro causando un aggravio di spesa per il Comune di Ponza.

Il dirigente del settore ambiente, Mazzella, e l’assessore Nocerino, in più, avrebbero cercato di sviare le indagini dei Carabinieri di Ponza, dichiarando che a Monte Pagliaro l’area era ancora sequestrata. L’allora primo cittadino e quest’ultimi indagati sono accusati di aver simulato (a favore della Diadoro Ecologia Srl) circa l’avvio del procedimento amministrativo di contestazione per un importo di un milione di euro per inadempienze contrattuali. Le contestazioni reali furono davvero irrisorie, poco più di 33mila euro. L’estensore del contratto di gara, Enrico Avetti, avrebbe aiutato la stessa ditta a non sostituire realmente i bidoni per la raccolta stradale per rendere esecutiva la differenziata: in questo modo tutti i rifiuti finivano come indifferenziato in discarica… E quando l’allora sindaco Ferraiuolo ha provato a mettere le cose a posto Diodoro il 14 marzo 2020 avrebbe minacciato il primo cittadino in carica “se non gli fossero pagate tutte le spettanze in arretrato e non fosse raggiunto un accordo in merito alle inadempienze contrattuali”.

L’ex assessore Nocerino e Mauro Nunzi, responsabile pro tempore del settore “Territorio” del Comune di Ponza, sono accusati, inoltre, di concorso in abuso d’ufficio in merito all’affidamento dell’appalto per la manutenzione dell’illuminazione pubblica alla ditta “Lazio Impianti” di Raffaele Barone. Il motivo? Dal 21 febbraio 2018 al marzo 2020 non sarebbe stato rispettato il principio di rotazione dell’affidamento degli incarichi contemplato dal Codice degli appalti. La “Lazio Impianti” aveva avuto l’affidamento del servizio già dal 16 agosto 2017. E per la medesima manutenzione sono sotto inchiesta, oltre al dirigente Passariello, Michele Di Biase, amministratore della ditta “M.D.B. Impianti Srl” di Maenza e la compagna di quest’ultimo (esperta nel settore dei lavori pubblici) Antonella Farnetti. La ditta lepina sarebbe stata favorita tra il marzo e l’aprile 2020 per l’aggiudicazione da parte Passariello, responsabile del settore “Pianificazione e Territorio”.

Per il dottor Rubolino, l’ex segretario e dirigente del settore Ambiente del Comune di Ponza Allocca dovrà difendersi dall’accusa di turbata libertà degli appalti relativamente all’affidamento del servizio di noleggio e manutenzione dei bagni chimici sul territorio comunale alla società “Tailorsan Srl”. Allocca non poteva fare tutto da solo ed è indagato a tal riguardo insieme alla titolare della ditta incaricata (attraverso alcuni lotti ed in spregio al principio di rotazione) Alessandra Navarra.