SEZZE – Una storia così sembra uscita direttamente dalla Fabbrica di Cioccolato di Willy Wonka, ma stavolta non c’è nessun biglietto d’oro: c’è solo una condanna definitiva e le porte del carcere che si chiudono. A Latina, gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino italiano di 65 anni, condannato a sei anni e dieci mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta e ricettazione.
La vicenda che gli è costata la libertà risale al 2014, quando gli investigatori scoprirono nel suo magazzino a Sezze ben 20 tonnellate di cioccolato. Non si trattava di una normale scorta per golosi incalliti, ma di parte del bottino di un colpo clamoroso: il furto di 160 tonnellate di cioccolato avvenuto a Lodi. Un quantitativo che avrebbe reso felici generazioni di bambini… se non fosse stato rubato.
In questa storia, però, niente Umpa-Lumpa e nessun lieto fine. Il cioccolato, stoccato con cura maniacale, sembrava destinato a un mercato parallelo che di dolce aveva ben poco. Dopo anni di processi, la giustizia ha fatto il suo corso e il “Re del Cioccolato” ha perso la sua corona.
Adesso non ci sono tavolette di cioccolato o fontane di cacao, ma solo tempo da scontare nella casa circondariale. Insomma, una fiaba moderna finita male, che ci ricorda come la realtà possa essere molto più strana della fantasia, anche quando profuma di cioccolato.