Terracina / Colpi di pistola contro la sede INPS: scatta l’allarme

TERRACINA – Un enigma avvolge il gesto compiuto all’alba di ieri contro la sede INPS di Terracina, nel quartiere Calcatore. Tre colpi di fucile ad aria compressa sono stati esplosi verso una finestra al primo piano della struttura di via Emilia. Al momento, le indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Terracina non hanno ancora individuato responsabili o chiarito il movente, ma l’episodio resta inquietante e insolito.

La dinamica dell’accaduto

L’allarme è scattato intorno alle 5:30, quando un addetto alla vigilanza del palazzo ha contattato il 112 segnalando di aver udito tre colpi distinti. Uscendo per verificare, il vigilante ha notato un furgone che si allontanava rapidamente dalla zona. Alzando lo sguardo, si è accorto che una delle finestre era stata colpita.

I danni al vetro, però, hanno subito escluso l’uso di una pistola: i colpi non hanno perforato il vetro, indicando che erano stati esplosi con un’arma ad aria compressa.

Indagini in corso

Sul posto sono intervenuti i militari dell’Aliquota Operativa, che durante il sopralluogo hanno rinvenuto e sequestrato una piccola sfera metallica, compatibile con il munizionamento per fucili ad aria compressa. Gli investigatori stanno ora analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, nella speranza di identificare il furgone avvistato e ricostruire la dinamica del gesto.

Il vigilante, sentito dai Carabinieri, ha fornito dettagli sull’accaduto ma non ha potuto aggiungere elementi utili a delineare il movente. Ogni pista resta aperta: dall’ipotesi di una bravata fino a quella di un’intimidazione mirata.

Un precedente simile

L’episodio non è il primo a coinvolgere la sede INPS di Terracina. La notte del 7 settembre 2023, un gruppo di giovani a bordo di un’auto aprì il fuoco con una carabina ad aria compressa, ferendo sette persone, tra cui una guardia giurata in servizio proprio davanti alla sede di via Emilia. I responsabili, fermati dai Carabinieri, erano sei, di cui quattro minorenni. I due maggiorenni sono stati condannati a 2 anni e 5 mesi, mentre per i minori il processo potrebbe aprirsi a breve.

Nonostante i punti di contatto, gli inquirenti ritengono che i due episodi non siano collegati, ma il fatto che una sede istituzionale sia finita nuovamente nel mirino solleva interrogativi sulla sicurezza e sulle motivazioni dietro questi attacchi.