CASTELFORTE – Non stava estraendo materiali inerti, ma stava solo eseguendo lavori di messa in sicurezza, come richiesto dalle autorità competenti. Con questa motivazione il Tribunale di Cassino ha assolto Tammaro Cristiano, amministratore della LAV.IN.S., finito sotto processo per presunta estrazione abusiva all’interno di una cava dismessa da oltre vent’anni, situata in un’area sottoposta a vincolo ambientale.
I fatti risalgono al 3 novembre 2020, quando i Carabinieri sequestrarono un camion condotto dallo stesso Tammaro, carico di materiale ritenuto all’epoca estratto illegalmente. L’indagine era partita da alcuni esposti di un comitato cittadino, preoccupato per presunte attività non autorizzate nella cava.
Durante il dibattimento è però emerso che le attività svolte non avevano natura estrattiva, ma erano finalizzate a garantire la stabilità del versante, già interessato da fenomeni franosi, e prescritte anche dai Vigili del fuoco.
Il legale dell’imputato, avvocato Antonio Di Sotto, ha sottolineato l’eccessiva fretta con cui furono adottati i provvedimenti amministrativi, senza attendere l’esito del processo penale. Secondo la difesa, l’interruzione dei lavori determinata dal sequestro avrebbe persino contribuito a un nuovo crollo nel novembre 2023, quando un grosso masso si è staccato dalla parete finendo sulla strada provinciale Ausente, senza causare feriti ma con il rischio concreto di una tragedia.