VENTOTENE – Non è più solo una questione di rifiuti, ma un vero e proprio braccio di ferro istituzionale quello in corso tra il Comune di Ventotene e la società municipalizzata Formia Rifiuti Zero (FRZ). Al centro del contenzioso, il sequestro dell’ex campo di calcio, oggi noto come Memoriale del Confino, trasformato – secondo quanto accertato dai Carabinieri della stazione locale e del nucleo forestale – in un’isola ecologica abusiva.
Una prima informativa è stata inviata alla Procura di Cassino contente un report su quanto trovato: cumuli di rifiuti di vario genere e arredi in disuso che la scorsa settimane in un video avevano coperto la targa del memoriale in ricordo della presenza sulla seconda isola pontina dei confinanti politici. I Carabinieri hanno avviato accertamenti per individuare eventuali responsabilità che, al momento, se le contendono il Comune di Ventotene e la società municipalizzata Futuro Rifiuti Zero. Tra i due enti i rapporti sono pessimi, soprattutto da quando la “Frz” aveva impugnato al Tar l’ennesima ordinanza del sindaco Carmine Caputo che aveva prorogato la permanenza dell’isola ecologica sulla banchina del porto nuovo dove attraccano i traghetti e gli aliscafi diretti e provenienti da Formia.
I costi del ciclo dei rifiuti a Ventotene sono diventati insostenibili per il comune che, noto per la sua morosità nella formalizzazione dei pagamenti, sta cominciando a subire disservizi alla vigilia delle festività pasquali e dell’inizio della stagione turistica. Il sindaco Carmine Caputo ha deciso di passare alle vie di fatto e, celando a fatica la sua disapprovazione per quanto sta avvenendo nei rapporti con la “Frz”, non esclude di chiedere lo svolgimento dell’assemblea dei soci per formalizzare l’uscita della società.
“Negli ultimi mesi – ha fatto sapere il comune in una nota del Comune – sono state registrate numerose inefficienze nel servizio, con disservizi che stanno penalizzando pesantemente la popolazione locale e l’immagine turistica dell’isola”. Il sindaco Caputo – ironia della sorte – aveva stigmatizzato prima dell’arrivo dei Carabinieri del Maggiore Russo la mancata raccolta dei rifiuti nell’ex campo di calcio che, dopo l’impugnazione dell’ordinanza sindacale circa la delocalizzazione dell’isola ecologica, è diventato una vera e propria discarica.
Nel momento in cui il nome di Ventotene continua ad essere sui prime pagine dei quotidiani per via dell’attualità del contenuto del Manifesto, l’isola è sempre più sporca e trascurata, si lamentano un po’ tutti – residenti e ora anche i primi turisti – ed il sindaco Caputo chiede l’intervento della Frz di cui viene lamentato il mancato rispetto del capitolato d’appalto, una situazione che – ha concluso il sindaco Caputo – “danneggia il decoro e la vivibilità della nostra isola”.