Latina / Sequestrato maxi centro commerciale: indagini su una lottizzazione abusiva tra vincoli ignorati e autorizzazioni sospette

LATINA – È scattato nella mattinata odierna il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di un imponente complesso commerciale, realizzato nel quartiere Q3 del capoluogo pontino, tra via del Lido e via Ferruccio Ferrazza. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina, coadiuvati dal Nucleo Carabinieri Forestale di Latina, in esecuzione del decreto emesso dal G.I.P. del Tribunale di Latina su richiesta della Procura della Repubblica.

Nel mirino degli inquirenti è finito un centro commerciale di 5.484,80 mq, composto da un unico edificio con tre distinte attività commerciali al piano terra e un’attività di vicinato al primo piano. A essere sequestrata anche l’area circostante di oltre 17.700 mq, adibita a parcheggi e viabilità funzionali al complesso stesso.

Il progetto – secondo quanto emerso dalle indagini – è stato realizzato in violazione delle normative urbanistiche e paesaggistiche, configurando il reato di lottizzazione abusiva. La costruzione sarebbe dovuta rientrare nella categoria di “grande struttura di vendita”, per la quale la competenza autorizzativa non spettava al Comune di Latina, che ha invece rilasciato tre titoli edificatori attraverso l’Ufficio SUAP, ma alla Regione Lazio, come previsto dalla Legge Regionale 33/1999.

Le irregolarità non finiscono qui. Secondo quanto accertato dagli investigatori, nel progetto sarebbero state illegittimamente incluse aree classificate come verde pubblico, esterne al perimetro della cosiddetta “variante Q3”, e zone soggette a vincolo di inedificabilità assoluta per via della fascia di rispetto della SS148 Pontina. Inoltre, la realizzazione dell’insediamento ha comportato l’eliminazione di una significativa area boscata, senza le necessarie autorizzazioni paesaggistiche.

L’area era già stata oggetto, nel gennaio 2024, di un primo sequestro preventivo per abuso edilizio e violazioni paesaggistiche, poi annullato dal Tribunale del Riesame. Tuttavia, su ricorso della Procura, la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, riaprendo la strada per una nuova misura cautelare, ora formalizzata con il sequestro odierno.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare la catena autorizzativa che ha consentito la realizzazione del complesso in spregio a vincoli ambientali, paesaggistici e urbanistici.