GAETA – Per conto delle minoranze di centrosinistra è finita sotto la lente d’ingrandimento di diversi avvocati amministrativisti e di alcuni specializzati in diritto della navigazione (operanti fuori città) la rivoluzionaria disposizione firmata a due mani dal generoso dirigente del settore “Dipartimento sviluppo economico, attività produttive, pianificazione urbanistica e patrimonio” del comune di Gaeta Pietro D’Orazio e finanche dal sindaco Cristian Leccese che il 1 aprile, dopo giorni di forcing, ha messo per iscritto quanto annunciato e dichiarato.
Grazie ai discussi 13 progetti di finanza approvati dal consiglio comunale a favore di altrettanti imprenditori interessati a gestire per i prossimi vent’anni altrettanti stabilimenti balneari di Serapo – due sono “attualmente in fase di istruttoria” – il comune di Gaeta ha deciso di prorogare sino al 30 settembre 2027 le concessioni demaniali marittime a favore di tutti gli altri lidi della città, iniziando da Serapo arrivando a Sant’Agostino passando per la spiaggia de L’Ariana.
Questa disposizione del dirigente D’Orazio e del sindaco Leccese (ma avrebbe potuto co-sottoscrivere un provvedimento avente un carattere dirigenziale?) si presta a non poche interpretazioni. Naturalmente sono normative e non poteva essere diversamente: la proroga delle concessioni demaniali, prevista dal decreto legislativo numero 131 del 16 settembre 2024 poi convertito nella legge numero 166 del 14 novembre scorso, offre la possibilità ai comuni italiani di prorogare sino al settembre 2027 le concessioni demaniali (facoltà di cui hanno subito e tranquillamente beneficiato i comuni rivieraschi pontini di Fondi e Minturno) a patto che gli stessi enti locali con il congruo tempo a disposizione mettano a gara tutte le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari.
E invece il comune di Gaeta che fa? Utilizza come ombrello protettivo la discussa procedura dei progetti di finanza (D’Orazio e Leccese non li chiamano mai così ma “procedure mediate il partenariato pubblico privato, Ppp) per avviare le procedure per “il rilascio di tutte le altre concessioni demaniali. Insomma deve iniziare tranquillamente e legittimamente la stagione turistico-balneare 2025 ma con questa disposizione firmata a quattrro mani di un dirigente e del principale esponente politico dell’amministrazione comunale il comune di Gaeta tende ad anestetizzare la problematica che – secondo le minoranze consiliare – è tutt’altro che definita. Questa proroga è stata assunta quando un lido, importante, come il “Cab” ha presentato un ricorso al Tar del Lazio (con tanto degli immancabili elementi aggiuntivi) per contestare la decisione dello scorso dicembre dello scorso ingegnere D’Orazio di “sospendere” – caso unico per le soluzioni presentate comune di Gaeta – il suo progetto di finanza.
Se il comune ha deciso di prorogare ora correttamente sino al settembre 2027 tutte le concessioni demaniali in piedi, perché quattro mesi fa non ha offerto alcun tipo di risposta ad un imprenditore in lizza (che penalmente attraverso l’avvocato Luca Scipione ha denunciato il dirigente D’Orazio per turbata libertà degli incanti e falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale) approvando invece le istanze presentate da altri 13 soggetti? La proroga di D’Orazio e di Leccese ha poi curiosi destinatari: in primis i “soggetti titolari delle concessioni demaniali sul territorio del comune di Gaeta”, l’Anci, l’associazione nazionale dei comuni d’Italia, la direzione Sviluppo Economico e attività produttive della Regione Lazio e, per la prima volta, la Capitaneria di Porto (la stessa che ha avviato nei giorni scorsi dopo un’istanza dei consiglieri Emiliano Scinicariello e Franco De Angelis, un’indagine conoscitiva sugli interventi, avviati e poi sospesi, di livellamento dell’arenile di Serapo). La proroga non ha due destinatati eccellenti: l’Autorità garante per il libero mercato e concorrenza e l’Agenzia del Demanio. Ci sarà tempo.