GAETA – Ha avuto un’eco anche a Gaeta l’assoluzione disposta dal Gup del Tribunale di Roma per l’ex direttore dell’Agenzia delle dogane e monopoli, Marcello Minenna. L’alto dirigente del Mef è stato assolto “perché il fatto non sussiste” nel processo, celebrato il rito abbreviato, con le ipotesi accusatorie di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio.
Nel 2021 a denunciare Minenna era stato il suo “vice”, Alessandro Canali, che aveva sostenuto di essere stato licenziato per una ritorsione legata al fatto di avere segnalato presunte irregolarità commesse dalla compagna di Minenna, anche lei dipendente delle Dogane. Il Gup ha assolto Minenna dopo una richiesta di archiviazione per la soddisfazione dei suoi legali. “Il giudice per l’udienza preliminare – hanno commentato gli avvocati Gianluca Tognozzi, Roberto d’Atri e David Leggi – ha emesso sentenza di assoluzione nel procedimento che vedeva Minenna imputato dopo la presentazione di 12 denunce da parte di Canali, tutte rivelatesi pretestuose e prive di fondamento. Si tratta di accuse infamanti che pretendevano di macchiare l’operato di Minenna e che la sentenza ha spazzato definitivamente via, non lasciando più spazio a strumentalizzazioni fuorvianti, all’epoca anche sbandierate in primarie trasmissioni televisive, perseguite per interessi meramente personali”.
Il nome di Minenna è molto legato ai lavori di recupero e di riqualificazione urbana di due storici e prestigiosi immobili in piazza Traniello, nel quartiere di Gaeta medioevale, l’ex Gran Guardia e l’ex Palazzo municipale, ora desolatamente fermi nonostante siano stati reclamizzati nella penultima consiliatura dall’allora sindaco Cosmo Mitrano. L’ex direttore dell’Agenzia delle Donne sottoscrisse un “rivoluzionario” – così venne definito – protocollo d’intesa con il comune di Gaeta con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, nell’ambito della nuova normativa sulla devolution fiscale sulla sdemanializzazione di alcuni beni, affidava al comune la proprietà dell’ex Gran Guardia. Era il 18 settembre 2021 quando l’allora sindaco di Gaeta Cosimino Mitrano in una manifestazione pubblica annunciava l’ultimazione dei lavori restauro e di riqualificazione funzionale della storica struttura neo classica che, prima di diventare il punto di ritrovo degli ufficiali dell’Esercito di stanza a Gaeta, era stata concepita da Re Ferdinando IV di Borbone su un disegno dell’architetto Pietro Paolo Ferrari ( discepolo di Luigi Vanvitelli) per realizzare appunto una Gran Guardia alla Guarnigione militare di Gaeta.
Dopo il via libera del consiglio comunale, l’ex sindaco Cosmo Mitrano ebbe l’onere e l’onore di sottoscrivere il primo protocollo che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva sottoscritto in Italia con un ente locale. La storica firma c’era stata presso l’aula consiliare del Comune con il direttore generale Minenna. L’accordo prevede e prevedeva che uno dei bracci armati del Ministero dell’economia investisse subito tre milioni e 500mila euro di fondi propri per il completamento, entro il 2022, del restauro dello storico complesso. Il cantiere era stato aperto per la creazione da parte dell’Agenzia del demanio di una propria sede istituzionale e di un museo, una sorta di “gate”, una porta d’accesso e di promozione del sistema museale e storico- culturale del quartiere medioevale di Gaeta S. Erasmo. Ma qualcosa da qualche anno a questo parte si è inceppato. Nel senso che i lavori, appaltati alla società guidata dall’imprenditore gaetano Eduardo Accetta, hanno subito un rallentamento o, meglio, uno stop.
Le ragioni hanno fatto parte integrante di qualcuni interrogazioni che l’ex sindaco Silvio D’Amante prima che si dimettesse da consigliere comunale aveva inoltrato al sindaco Leccese e all’ex assessore ai Lavori Pubblici Petruccelli. I lavori nel momento in cui si sono fermati sarebbero stati realizzati per circa un milione e 200 euro ma il consigliere D’Amante volle che a certificarlo fosse la Giunta Leccese. Era stata invitata a far conoscere il rendiconto dei lavori finora realizzati nelle due strutture; se la convenzione con l’Agenzia delle dogane fosse o meno “al momento” operativa e, soprattutto, di aggiornare l’iter procedurale del progetto e i tempi di esecuzione dei lavori. L’ex sindaco di Gaeta era arrivato ad un’altra conclusione tecnico-amministrativa. Di fatto aveva chiesto di sapere dal comune di Gaeta se corrisponda al vero l’indiscrezione in base alla quale i lavori di recupero dell’ex Gran Guardia sarebbero fermi perché a deciderlo sarebbe stata la stessa impresa appaltatrice: avrebbe chiesto, per via del mutato quadro economico a livello internazionale, una variazione dei prezzi fissato dal capitolato di gara.
Anche il consigliere Franco De Angelis che surrogò in consiglio l’ex sindaco D’Amante aveva chiesto di conoscere, “naturalmente nell’esclusivo interesse dei città e dei cittadini”, “adeguate risposte sulle ragioni – se ci fossero – alla base del fermo dei cantieri dei lavori pubblici iniziati dall’ex sindaco Mitrano. “Dobbiamo forse aspettare la prossima campagna elettorale delle regionali – aveva insinuato De Angelis sui social – per vedere la ripresa dei lavori con successivo ed immediato stop?”