Aprilia / Ordigno esplosivo in Via Aldo Moro, la pista porta al “Colosseo”: forse un’intimidazione legata allo spaccio

APRILIA – A venti giorni dal rinvenimento dell’ordigno artigianale in via Aldo Moro, ad Aprilia, le indagini dei carabinieri proseguono senza sosta. L’obiettivo è duplice: capire chi ha lasciato la bomba su un marciapiede a pochi passi dalle auto in sosta, da una palestra, da un centro per ragazzi con disabilità e da diverse attività commerciali, e soprattutto individuare a chi fosse indirizzata l’intimidazione. Un gesto grave e preoccupante, che ha riportato tensione in una comunità già scossa da precedenti episodi criminali.

Secondo gli accertamenti tecnici degli artificieri antisabotaggio del comando provinciale di Roma, intervenuti l’8 marzo scorso sul posto, l’ordigno conteneva circa 500 grammi di polvere nera. Un quantitativo tale da renderlo potenzialmente letale. Dopo aver isolato l’area, interdetto il traffico e evacuato gli edifici più vicini, la bomba è stata rimossa in sicurezza e fatta brillare in una cava nelle campagne apriliane. Il boato, avvertito distintamente anche a chilometri di distanza, ha dato la misura della pericolosità dell’ordigno.

Ma a chi era destinato quel messaggio esplosivo? Una delle ipotesi investigative porta al cosiddetto “Colosseo”, il grande edificio popolare a semicerchio all’incrocio tra via Aldo Moro e via Mascagni, a poche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento. Qui, secondo gli inquirenti, l’ordigno sarebbe dovuto essere posizionato inizialmente, ma qualcosa sarebbe andato storto: chi trasportava la bomba potrebbe aver avuto un ripensamento, o potrebbe essere stato ostacolato da un imprevisto. Così, la bomba è stata abbandonata sul marciapiede, lasciando aperta la pista dell’intimidazione mancata.

Il Colosseo è da tempo considerato un’area sensibile della città, conosciuta anche come una delle principali piazze di spaccio di Aprilia. Vi abitano soggetti noti alle forze dell’ordine e l’intera zona è costantemente monitorata dai carabinieri del vicino reparto territoriale di via Tiberio. Gli investigatori stanno cercando di capire se la bomba sia riconducibile a una faida interna al mondo della criminalità locale o a una vendetta mirata.

Quel che è certo è che l’episodio si inserisce in una preoccupante escalation di violenza: colpi di pistola contro l’auto di due carabinieri in via Lazio, spari in via Lussemburgo, tredici proiettili contro il portone di una palazzina in via Belgio. Aprilia sembra attraversata da un clima di tensione che impone una risposta forte e decisa.

L’attenzione delle forze dell’ordine resta altissima. I controlli straordinari disposti sul territorio, con il coinvolgimento di carabinieri, polizia di Stato e reparti speciali “ad alto impatto”, puntano a ristabilire l’ordine e la sicurezza, mentre le indagini sull’ordigno continuano nel massimo riserbo. La comunità attende risposte e soprattutto un segnale chiaro che lo Stato è presente, anche nei momenti più bui.