LATINA – È stata fissata per il prossimo 17 aprile davanti al Tribunale del Riesame di Roma l’udienza sull’appello cautelare presentato dai sette indagati coinvolti nell’inchiesta sugli appalti e la gestione dei rifiuti che aveva acceso i riflettori sull’azienda speciale Abc. Le difese hanno impugnato le misure interdittive emesse lo scorso gennaio dal gip di Latina, Laura Morselli, per reati legati a corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
Nel mirino dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina, coordinati dal tenente colonnello Antonio De Lise, un presunto sistema che – secondo l’accusa – avrebbe condizionato l’azione amministrativa dell’Abc, pilotando alcuni affidamenti pubblici a vantaggio di imprenditori compiacenti. Un quadro definito dagli inquirenti come “deviato dai principi di trasparenza e interesse pubblico”, con pratiche irregolari che avrebbero riguardato servizi come il porta a porta e la manutenzione del verde.
Il collegio difensivo – composto dagli avvocati Gianni Lauretti, Gaetano Marino, Massimo Frisetti, Flaviana Coladarci e Alessandro Diddi – punta ora a smontare l’impianto accusatorio. Tra i principali argomenti sollevati, il lungo intervallo temporale tra le presunte condotte illecite, risalenti a oltre quattro anni fa, e la richiesta cautelare presentata dalla Procura solo nel dicembre 2022. Inoltre, le difese fanno leva sul fatto che due degli indagati, Stefano Berna e Paola Del Mastro, non rivestirebbero più ruoli esecutivi nell’ente.
L’inchiesta, coordinata dai pm Daria Monsurrò e Giorgia Orlando, ha già portato a galla presunti intrecci tra politica e affari, con uno schema di gestione degli appalti che, secondo gli investigatori, avrebbe minato la regolarità delle procedure amministrative della municipalizzata Abc.
Il prossimo 17 aprile sarà dunque un passaggio cruciale: la parola passerà al Tribunale del Riesame di Roma per decidere se confermare o meno le misure interdittive disposte dal gip di Latina.