FORMIA – Le tartarughe ferite, in pericolo o in attesa di venire al mondo da venerdì lungo il litorale laziale hanno ora un lungo in cui sono assistite, curate e, perché no, coccolate. Si tratta di un innovativo e rivoluzionario laboratorio, il primo del Lazio, sulla diversità marina che l’ente Parco Riviera di Ulisse ha realizzato, grazie ad un finanziamento regionale del 2007, in uno scorci più suggestivi del sud pontino, l’area sovrastante il porticciolo romano di Gianola a Formia.
Qui le testuggini ferite saranno assistite in alcune vasche da un’equipe di veterinari che – coordinati dal responsabile del settore Naturalistico dell’ente Parco – il dottor Nicola Marrone – le permetteranno di riprendere il largo dopo un periodo di cura. Questo laboratorio è stato dotato anche di un incubatore in cui i nidi in difficoltà potranno completare la loro gestazione. Le tartarughe ferite, dunque, non potranno essere più trasferite presso la più attrezzata stazione zoologica “Anton Dohrn” procurando gli innegabili risparmi economici con la possibilità, concreta, di creare a Formia un nuovo polo turistico e scientifico.
Sono stati questi alcuni dei tratti salienti dell’intervento dell’avvocato Massimo Giovanchelli, il commissario straordinario ente Parco Riviera di Ulisse che ha voluto “certificare” quella che ha definito “una buona pagina di amministrazione” sottolineando il perseguimento dell’istituto della continuità amministrativa su un progetto che, promosso dall’apprezzata ex presidente dell’ente parco Carmela Cassetta e dall’ex direttore Oreste Luongo (presenti alla cerimonia), ha visto ora la concretizzazione. A fare da cerniera tra la penultima e attuale gestione dell’ente parco è stato l’apprezzato ed applaudito direttore tecnico, l’architetto Andrea Di Biase. Ha seguito passo dopo passo l’evoluzione di un progetto finanziato sì dalla Regione Lazio ma agevolato da un’iniziativa assunta nel 2004 dal Parco Regionale con l’acquisto di un terreno abbandonato dagli eredi della famiglia di origine spagnola Afan De Rivera, diventata in precedenza proprietaria del sito grazie ad un lascito (agli inizi del secolo scorso) della famiglia reale dei Savoia.
Questo laboratorio marino ha visto davvero una squadra di tecnici mobilitarsi, da Luigi Valerio a Fulvio La Torre, da Giovanni Ianniello a Gaetano Corelli passando per l’attuale direttore Fabio Refini che hanno progettato una struttura “che non è assolutamente finita” – hanno tenuto a sottolineare il commissario straordinario Giovanchelli, il direttore Refini e l’architetto Di Biase. Questo centro chiede di essere ampliato nell’immediato futuro nelle sue propaggini dopo aver centrato l’obiettivo di bonificare un sito insistente tra un’area privata a destra ed un fossato a sinistra e a ridosso – come detto – della bellissima spiaggia del porticciolo Caposele (prossimo il via ai lavori per la sua riqualificazione ambientale grazie al 294mila euro aggiudicati grazie al bando “I luoghi della cultura”) che si intende collegare, per ovvi motivi di sicurezza, con un passaggio pedonale.
L’avvocato Giovanchelli intende investire la parte residuale del finanziamento concesso 18 anni fa per la realizzazione di un laboratorio didattico e di un refettorio che a servizio degli studiosi e degli stessi turisti e residenti. I fondi disponibili al momento non bastano e, in prospettiva, una richiesta di finanziamento è arrivata dall’ente parco agli assessori al bilancio e al turismo della Regione Lazio Giancarlo Righini ed Elena Palazzo. Quest’ultima, vittima di una caduta e obbligata a svolgere una non prevista riabilitazione dopo un delicato intervento chirurgico, ha “inviato” nel cuore del parco di Gianola i suoi più stretti collaboratori, tra questi il dottor Pietro Stabile, il capo gabinetto all’assessorato regionale al turismo, all’ambiente e alla transizione ecologica.
Nel suo intervento – poi ribadito nell’intervista video allegata – Stabile ha sottolineato come la struttura possa centrare l’obiettivo di “dare ulteriore forza a questo progetto di sostenibilità ambientale” e nel contempo dar vita ad un nuovo polo turistico il cui elemento denominatore è naturalmente il rispetto, ma in senso laico e non dogmatico, dell’inestimabile patrimonio naturistico e ambientale di questo “pezzo” dell’ente Parco Riviera d’Ulisse.
Che quella di venerdì sia stata davvero davvero una bella giornata (al di là dell’aspetto meteorologico) l’hanno confermato la partecipazione di tantissimi cittadini comuni. Anche le istituzioni hanno voluto apprezzare questo significativo e riuscito risultato di due governante del parco e alla cerimonia hanno partecipato, oltre al presidente di “Tarta Lazio” Luca Marini – in passato è stato per un anno presidente dell’ente quando ancora si chiamava Parco di Gianola e di Monte D’Oro – il vice sindaco ed assessore al turismo del comune di Formia Giovanni Valerio, il presidente del consiglio comunale Pasquale Cardillo Cupo e, in rappresentanza del comune di Minturno, l’assessore Piernicandro D’Acunto.
La cerimonia poi è riuscita perché hanno partecipato diversi bambini e ragazzi degli istituti comprensivi “Pasquale Mattei” e “Vitruvio Pollione”. Hanno accarezzato come peluche alcuni esemplari di tartaruga ed erano felici quando hanno assistito alla liberazione di una poiana curata dopo un ferimento. Quando si investe sulla biodiversità si investe anche sul futuro.
VIDEO Interviste: Massimo Giovanchelli, commissario straordinario Ente Parco Riviera d’Ulisse; Pietro Stabile, capo di gabinetto assessorato regionale ambiente e turismo; Luca Marini, responsabile “Tarta Lazio”.
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