Consorzio Lt4, polemica tra i Comuni: Fondi accusata di egemonia, Sperlonga e Campodimele si sfilano

SUD PONTINO – Tutto come previsto. Non è stata esente di polemiche la decisione dei sindaci dei comuni aderenti al Distretto Latina 4 che, dopo una lunga gestazione, hanno deciso a maggioranza di superare la forma del distretto con la nascita di un consorzio per la futura gestione del welfare e delle politiche socio sanitarie nei comuni di Campodimele, Lenola, Monte San Biagio, San Felice Circeo, Sperlonga e Terracina.

Lo Statuto e la convenzione non sono stati approvati, unitamente agli obiettivi strategici, dai comuni di Sperlonga e Campodimele in aperta e vibrante polemica con il comune di Fondi che, a guida Forza Italia, di deciso di cannibalizzare il disorientato comune di Terracina rivendicando la richiesta di beneficiare della presidenza e di ospitare la sede di questo neonato Consorzio.

Ad insorgere – come paventato – sono stati i sindaci di Serlonga e di Campodimele, Armando Cusani e Tommaso Grossi, secondo i quali la nascita del Consorzio del Distretto Lt 4 “è l’ennesima dimostrazione di come la cattiva politica sappia creare strutture apparentemente innovative che, nella realtà, diventano strumenti per mantenere il controllo e il potere. Per dieci anni, il Comune di Fondi (capofila) essenzialmente ha gestito la convenzione del Distretto Lt/4 portandolo allo stato di emergenza in cui versa oggi.

Ora, più o meno con gli stessi protagonisti decretano la nascita di questo nuovo carrozzone, senza assumersi alcuna responsabilità per il fallimento gestionale che hanno contribuito a creare- hanno aggiunto Cusani e Grossi – Lo stato di assuefazione allo status quo e il torpore intellettuale intorno a questa operazione è lapalissiana. C’è chi non vuole vedere, chi finge di non capire e chi, senza una ragione apparente, torna sui propri passi, smentendo sé stesso e le scelte fatte in passato. Il Consorzio, voluto e ordinato dalla Regione, rischia di trasformarsi in un organismo inutile, dannoso per i bilanci comunali e privo di reale controllo e di partecipazione dei rappresentanti delle democrazie municipali. Anziché rappresentare un’opportunità per migliorare i servizi socio-sanitari, potrebbe diventare un altro apparato burocratico autoreferenziale, etero diretto, lontano dai bisogni reali di welfare delle comunità”.

Uno degli aspetti più critici riguarda la gestione delle risorse economiche. A dire dei sindaci di Sperlonga e di Campodimele “anziché essere impiegate equamente sul territorio, rischiano di favorire alcuni comuni a scapito di altri. La creazione del consorzio costruirà un assetto in cui Fondi continuerà a perpetrare un ruolo unico ed egemonico nella distribuzione delle risorse, con gli altri tre comuni in funzione ancillare e l’isolamento di Terracina che diventerà il maggiore contributore finanziario. Questa dinamica non è casuale: è il frutto di un preciso disegno di potere del partito di Forza Italia – è la severa analisi politica di Cusani e di Grossi – he punta a marginalizzare una città strategica, Terracina e a sottometterla a processi decisionali. Cui prodest!! Non certo ai cittadini più fragili e bisognosi di servizi sociali efficienti e ben
organizzati”.

Ma il vero esempio di “lungimiranza e modernità di pensiero, volendo usare un eufemismo”, è però garantito con la “clamorosa esclusione dell’obbligo della parità di genere nella governance. In un’epoca in cui l’uguaglianza di genere dovrebbe essere acclarata, il Consorzio del distretto Lt/4 si pone come un’anomalia vergognosa. L’esclusione nella forma giuridica, delle donne dai ruoli decisionali non è un errore, ma una scelta deliberata che certifica il perpetuarsi di logiche arcaiche e patriarcali. È un’offesa non solo per chi crede nella parità sostanziale ma per l’intero mondo femminile che merita istituzioni inclusive e moderne”.

A peggiorare la situazione – hanno aggiunto i due sindaci aventiniani – “c’è poi la scandalosa decisione di lasciare all’assemblea consortile la determinazione delle indennità del consiglio di amministrazione. Si tratta di un vero e proprio assegno in bianco alla politica, che potrà decidere compensi e privilegi senza alcun controllo esterno. E chi pagherà il conto? I comuni consorziati, che ogni anno dovranno destinare risorse dai propri bilanci per finanziare stipendi e indennità, con il rischio di alimentare un carrozzone burocratico inutile e costoso. Un vero e proprio poltronificio. In più, nessuno Comune aderente potrà recedere dal Consorzio prima di tre anni”.

A questa discussione seguirà senz’altro il momento della divisione degli incarichi: “Non ha nulla di tecnico, ma solo esercizio di potere etero diretto. La meritocrazia e la competenza – hanno aggiunto Cusani e Grossi – saranno superate dalle logiche di appartenenza e di convenienza personale. Senza trasparenza e controlli adeguati, il Consorzio non sarà altro che un altro ingranaggio del sistema di un politico
locale, incapace di risolvere i problemi, ma bravissimo ad alimentarli. In un periodo in cui le risorse sono sempre più limitate e la qualità dei servizi peggiora, non possiamo accettare passivamente l’ennesima struttura burocratica inefficace”.

La chiamata alle armi di Cusani e di Grossi in conclusione: ”Serve una presa di coscienza collettiva, che eviti la nascita dell’ennesimo Consorzio come quello famigerato degli Aurunci che tanti debiti ha accumulato negli anni a carico dei bilanci comunali con effetti negativi ancora in corso, ma soprattutto, servono amministratori locali capaci di essere liberi di governare le città rispondendo direttamente ai cittadini che li hanno eletti e protesi autenticamente verso il bene comune.

A sorpresa ad attaccare la dura presa posizione del sindaco Cusani – viene definita “indecorosa” – è il direttivo del Partito Democratico di Sperlonga: “Mentre i Comuni del distretto Socio-sanitario Lt/4 hanno finalmente trovato un accordo per la gestione consortile dei servizi sociali, come previsto dalla Legge Regionale 11/2016, a Sperlonga l’amministrazione Cusani, pur di mantenere il controllo politico su questo
strumento, continua a tergiversare, isolando il nostro paese e mettendo a rischio i servizi essenziali per i cittadini più fragili, lasciando nell’incertezza decine di famiglie che necessitano di aiuto e sostegno ed esponendo il Comune di Sperlonga a costi maggiori. È uno spettacolo penoso vedere le forze del centrodestra, che governano da anni il Distretto Lt/4, litigare e accusarsi reciprocamente sulle politiche sociali, mentre i bisogni delle persone vengono ignorati – si legge in una nota dei Dem – Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ritardi, disorganizzazione e un totale disinteresse per chi ha realmente bisogno di supporto. I cittadini di Sperlonga meritano risposte. Il Sindaco Cusani chiarisca subito quale sarà il futuro della gestione dei servizi sociali, se il Comune intende aderire al Consorzio e, soprattutto, quali impegni concreti questa amministrazione intende assumere per garantire sostegno e dignità ai più bisognosi”.