GAETA – La battaglia per la delocalizzazione dell’acquacoltura potrebbe essere ad una svolta. L’attuazione della delibera di giunta regionale del 2010 che ha istituito l’Area sensibile del Golfo, trova finalmente un seguito da parte della Piscicoltura Golfo di Gaeta società agricola che gestisce gli impianti di allevamento delle spigole e delle orate ed i reparto di avannotteria tramite un sistema di gabbie.
Attualmente gli impianti sono collocati davanti alla spiaggia di vindicio e sono d’intralcio, in quanto obbligano a rotte convenzionali, per le attività veliche e la navigazione, nonché oggetto di attenzione per i materiali depositati sui fondali di quel braccio di mare. Le gabbie che ospitano i pesci in un’area di 91mila metri quadrati, sono destinate a rimanere nelle stesse posizioni per almeno tre anni. Ma già dal 2028 la ditta potrebbe iniziare il trasferimento di parte della sua capacità produttiva, si parla di circa il 75%.
La novità è contenuta in una serie di documenti inoltrati dall’azienda, inserita nel gruppo leader italiano del settore, a partire dall’agosto 2024. Le istanze, oltre alla richiesta di conferma dell’attuale concessione, contemplano la richiesta di una nuova concessione per 3,2 chilometri quadrati. Superficie in realtà divisa in due bracci di mare, rispettivamente di 1,45 ed 1,77 chilometri quadrati fuori punta stendardo dove, su un fondale tra i 13 ed i 15 metri, dovrebbe essere avviata una sperimentazione delle condizioni marine, sicuramente meno favorevoli, ed allocate gabbie di 30 metri. Ogni gabbia, ne sono previste sei, avrà un volume di 10.000 metri cubi pari, a fine ciclo, a 100 tonnellate di prodotto.
Il comune di Gaeta ha emesso nei giorni scorsi due avvisi pubblici, per l’assegnazione in concorrenza sia della vecchia che della nuove aree in concessione. Lo schema è mutuato dalla procedura prevista dall’art. 38 del codice della navigazione che prevede 30 giorni di tempo per coloro che volessero insinuarsi con una propria proposta.
Nell’avviso si specifica anche che la concessione avrà durata 36 mesi, “pari alla durata di un ciclo produttivo” e servirà per “avviare” la sperimentazione. Diverso invece il destino dei mitili. Dopo l’approvazione della “carta vocazionale” della regione Lazio del 2022, che aveva, tra l’altro, recepito le aree idonee alla delocalizzazione off – shore, tra cui rientrano anche quelle indicate dalla Piscicoltura del Golfo di Gaeta, con una nuova delibera la regione ha infatti modificato la valutazione dell’impatto ambientate prodotto dai filari di cozze, ed ha ritenuto questi ultimi non non nocivi, per cui rimarranno al loro posto.
L’avviso, secondo quanto è emerso nei giorni scorsi in articoli di stampa, è condiviso dal sindaco di Gaeta Cristian Leccese, mentre ad oggi non c’è alcuna reazione dell’amministrazione comunale di Formia.