LATINA – Oltre mille partecipanti al corteo di ieri mattina a Latina, in occasione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, promossa dal presidio di Libera.
Il serpentone umano si è mosso compatto sin dalle prime ore del mattino, partendo alle 9 per raggiungere piazza della Libertà, cuore della manifestazione. Qui, al termine della marcia, la memoria ha preso voce nella lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie. A scandire quei nomi, accanto agli studenti, anche le istituzioni: la sindaca di Latina Matilde Celentano, il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli, il comandante provinciale dei Carabinieri Lorenzo Angelillo, il questore Fausto Vinci e il prefetto Vittoria Ciaramella, che ha aperto la cerimonia con un messaggio chiaro: «La lotta alla criminalità organizzata non può prescindere dall’unità tra istituzioni e cittadini».
A fare la parte del leone sono stati i giovani. Centinaia di studenti delle scuole superiori hanno ribadito il valore della memoria e la necessità di una consapevolezza diffusa. «Siamo qui perché la mafia non è un problema solo del Sud, è anche nel nostro territorio» ha dichiarato Andrada Juica, 19 anni, presidente della consulta provinciale degli studenti di Latina. «L’anno scorso l’operazione Assedio ha portato all’arresto del sindaco di Aprilia: è la dimostrazione che le infiltrazioni sono una realtà anche qui».
Andrea Canu, studente universitario di Scienze Politiche, sottolinea l’importanza della formazione: «Spiegare cosa sono state e cosa sono le mafie già dai banchi di scuola significa impedire che certi valori distorti attecchiscano. Oggi le mafie si muovono nell’ombra, cercando di mimetizzarsi nei contesti apparentemente normali: questo le rende ancora più pericolose».
Tra i partecipanti anche gli scout dell’Agesci. «Siamo qui perché la nostra associazione è tra i fondatori di Libera», spiega Michele Carturan, 35 anni, responsabile per la zona pontina. «Vogliamo che questo sia solo l’inizio di un percorso che coinvolga sempre più giovani».
La mobilitazione ha superato i confini provinciali. Aurora Iacob, 21 anni, della Rete Studenti Medi di Roma, ha portato il sostegno della capitale: «Abbiamo deciso di esserci perché la consapevolezza su questo tema, purtroppo, è ancora limitata. È fondamentale lavorare con le scuole su questo fronte».
Per Serena Biniero Ferrari, 16enne dell’Einaudi di Latina, la manifestazione rappresenta un potente strumento educativo: «Parlare di legalità e di mafia in aula è importante, ma farlo in piazza, tutti insieme, lascia un segno più profondo».
La manifestazione ha colpito anche per la compattezza con cui si è svolta. «Ho percepito una forte coesione tra i ragazzi», conferma Matteo Sammartano, 21 anni, studente di Giurisprudenza. «Non mi aspettavo un corteo così unito e determinato: c’è un chiaro bisogno di giustizia sociale».
Sulla stessa linea Martina Mayol, rappresentante della consulta del liceo Grassi: «Oggi più che mai i giovani vogliono tagliare i ponti con ogni forma di sistema mafioso. Dobbiamo essere capaci di riconoscere ogni forma di sopruso, dal bullismo fino ai fenomeni criminali più strutturati».
Il corteo del 21 marzo ha ricordato che la mafia non è solo quella dei grandi processi e delle stragi passate, ma una presenza silenziosa che si insinua anche nei contesti locali. A Latina, almeno per un giorno, è stata messa sotto i riflettori da una generazione che chiede memoria e impegno, oggi e domani.
IL CORTEO DI LIBERA AD APRILIA
Ma la provincia non si è fermata solo a Latina. Anche Aprilia ha visto una grande mobilitazione: oltre 2.000 studenti hanno animato il centro cittadino fino a parco Falcone e Borsellino, tra bandiere di Libera, striscioni e slogan. La mattinata si è arricchita di performance artistiche, monologhi e il concerto del laboratorio musicale del liceo Meucci.
«Siamo la voce della libertà e dell’istruzione», ha dichiarato Mario Balzano, docente e referente del presidio Libera del liceo Meucci. «In un mese, insieme agli studenti, abbiamo costruito un evento che per noi rappresenta un grande risultato». Soddisfatta anche Valeria Pioggia, rappresentante d’istituto: «Questa giornata ci ha unito non solo come studenti, ma come cittadini. C’è nuova energia qui ad Aprilia e vogliamo farla crescere».
Un’iniziativa che punta a diventare appuntamento fisso, come auspicato dal professor Giuseppe Peluso Cassese. «Portare i ragazzi fuori dalle aule e coinvolgerli in eventi concreti ha un impatto fortissimo».
Non sono mancate, però, alcune tensioni. Gli studenti dell’Istituto Rosselli non hanno potuto partecipare al corteo. «Una decisione ingiusta che ha umiliato i ragazzi e ha trasmesso un messaggio sbagliato», ha dichiarato Nicoletta De Rossi, rappresentante d’istituto. La dirigente scolastica, tuttavia, era presente alla manifestazione, sottolineando l’importanza dell’iniziativa.