LATINA – Nonostante il parere favorevole del sostituto procuratore Gennaro Iannarone, il Gip del Tribunale di Perugia – competente per giudicare i magistrati nel servizio nel Lazio – ha respinto la richiesta dell’ex Gip del Tribunale di Latina Giorgia Castriota a patteggiare la condanna a tre anni di reclusione relativamente ad un presunto giro di corruzione nel palazzo di giustizia di piazza Buozzi.
Arrestata il 20 aprile 2023 insieme a due suoi ex collaboratori e periti, Silvano Ferraro e Stefania Vitta, la dottoressa Castriota aveva chiesto di beneficiare del patteggiamento ma il Gup Valerio D’Andrea ha detto di no per la gravità delle accuse formulate dal Procuratore capo di Perugia Raffaele Cantone e dello stesso Pm Iannarone. I tre imputati – il quarto, Stefano Evangelista per la precisione aveva richiesto di accedere ai servizi sociali – dovranno affrontare un processo ordinario che prenderà a Perugia il prossimo 9 luglio con le ipotesi di reato di corruzione, atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari e induzione indebita a dare promettere utilità rispetto alle quali il collegio difensivo composto dagli avvocati Paolo e Leone Zeppieri, Salvatore Volpe, Giulio Liscio e Gian Luca Tognozzi ha annunciato bagarre.
Nei giorni scorsi le sezioni unite della Corte di Cassazione avevano rigettato il ricorso dell’ex Gip Castriota contro la decisione di sospensione del Consiglio superiore della magistratura. L’ex giudice per le indagini preliminari ha confermato di aver interessato la Corte di Giustizia Europea. I quattro imputati finirono nei guai dopo la denuncia presen-tata dall’imprenditore di Nettuno impegnato nel settore della logistica Fabrizio Coscione. Le sue società erano finite al centro di un’inchiesta per reati tributari e – secondo la versione di Coscione – l’ex Gip e i suoi stretti collaboratori avrebbero preteso somme di danaro ed altri benefit.
In particolare la dottoressa Castriota, che si è autosospesa subito dopo gli arresti, avrebbe preteso un versamento di 3000 euro al mese, l’abbonamento alla tribunale centrale dello Stato Olimpico in occasione delle partite casalinghe della Roma, il pagamento dell’affitto a Latina, dello stipendio della sua collaboratrice domestica oltre che gli immancabili gioielli e vacanze.