Ventotene saluta Attilio Taliercio, il pescatore che parlava ai gabbiani

VENTOTENE – Il pescatore che parlava ai gabbiani. L’intera comunità di Ventotene si è fermata giovedì mattina per tributare l’estremo saluto ad Attilio Taliercio, una vera e propria istituzione isolana che nel corso del tempo era diventata un’icona per i turisti per via della sua duplice attività lavorativa: coltivatore di giorno (insieme al fratello Ermanno) delle prelibate lenticchie, pescatore di notte di murene, totani e calamari che vendeva ai villeggianti sulle banchine del porto romano al grido di “pesceee”.

Attilio Taliercio, prossimo a compiere 86 anni, era ricercato da residenti e turisti per una precisa circostanza: di indole buona e dotato di un’infinita umanità Attilio non era sposato e, davanti la sua abitazione di via Roma, intratteneva d’estate i turisti recitando in dialetto ventotenese stretto le sue poesie o raccontando storie di vita isolana. Ma la grande peculiarità di Attili era – come detto – un’altra: parlava davvero con i gabbiani durante le sue battute di pesca compiute sino a qualche mese fa prima che il quadro clinico degenerasse. L’anziano è deceduto martedì presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e giovedì saranno officiati i suoi funerali presso la chiesa parrocchiale di Santa Candida.

“E’ scomparso un altro pezzo di Ventotene, uno di quelli immortali, come Benito, Vincenzone e Zaza’ – ha scritto sui social Daniele Coraggio, imprenditore e presidente dell’associazione culturale “Ventotene mia” – La mia generazione è cresciuta con le sue poesie ed i suoi racconti di una vita vissuta con la schiena sui campi o per mare a pescare murene, totani e calamari. Hai sempre solo lavorato da quando eri bambino fino alle scorse settimane. Una roccia infaticabile, una Istituzione isolana. Buon viaggio Attilio, ci rivedremo al di là dei pianeti sconosciuti”.