FROSINONE – Venti anni di carcere. È la sentenza emessa mercoledì pomeriggio dal Gup del Tribunale di Frosinone, Antonello Bracagalia Morante, nei confronti del 24enne di origini albanesi Mikea Zaka, per l’omicidio del suo connazionale Kasem Kasmi. avvenuto il 9 marzo del 2024 nei pressi dello Shake Bar, nella centralissima via Aldo Moro a Frosinone.
Per Zaka, processato con il rito abbreviato, la pena inflitta ricalca quella che era stata la richiesta del sostituto procuratore Samuel Amari, con la concessione delle attenuanti generiche. Era accusato dell’omicidio del 26enne e del ferimento di altre tre persone. Secondo le ipotesi della Procura – che aveva delegato le indagini alla Squadra Mobile di Frosinone – Mikea Zaka quella sera di poco più di un anno fa esplose sei colpi di pistola illegalmente detenuta, calibro 7×65, contro Kasem Kasmi, contro il fratello della vittima, Ervin, e verso i fratelli Klevin e Alvider Hidraliu. Colpi esplosi nel luogo per eccellenza dello shopping a Frosinone e in un’ora di punta e che solo per un caso non ebbero conseguenze ancora più drammatiche.
L’imputato – secondo la Polizia – si trovava ai tavoli esterni del bar quando venne avvicinato dalle sue vittime. Dopo una colluttazione partirono gli spari. Il 26enne perse la vita. Gli altri tre, pur feriti, se la cavarono. Per la Procura – lo ricordiamo – non c’è stata premeditazione. Tenendo conto di tutte le accuse mosse a Zaka la richiesta del Pm era arrivato a 29anni di reclusione piu uno per la ricettazione dell’arma, poi scesi a 20 in virtù del rito scelto e concesso. Mercoledì pomeriggio è arrivata la sentenza del Gup. Entro novanta giorni si conosceranno le motivazioni.