SABAUDIA – È fissato per mercoledì 26 marzo, in Tribunale a Latina, l’interrogatorio di garanzia per Enzo Cestra, maresciallo dei carabinieri in pensione, oggi ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Il settantunenne, difeso dall’avvocato Enrico Del Monte, è accusato di incendio boschivo e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Secondo l’accusa, coordinata dal Nipaaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale) e dalla Procura di Latina, Cestra avrebbe abusato del proprio ruolo di responsabile dell’associazione di protezione civile Anc di Sabaudia, incaricata della prevenzione e della lotta agli incendi boschivi. L’ex maresciallo è sospettato di aver orchestrato alcuni roghi nelle campagne pontine che, successivamente, sarebbero stati spenti dai suoi stessi volontari. In questo modo, Cestra avrebbe potuto beneficiare dei finanziamenti regionali destinati alle associazioni impegnate nella gestione delle emergenze, incassando rimborsi che, secondo le indagini, ammonterebbero a circa 30mila euro negli ultimi tre anni.
Il legale di Cestra ha già annunciato che presenterà ricorso al tribunale del Riesame per chiedere la revoca della misura cautelare.
Nel frattempo, il caso sta facendo discutere anche sui social, dove alcuni familiari del maresciallo hanno espresso il proprio disappunto, difendendo l’integrità dell’uomo. «È sempre stato una persona onesta», scrivono, aggiungendo che «la verità è un’altra e presto verrà a galla».
L’inchiesta prosegue e nelle prossime settimane saranno fondamentali gli sviluppi investigativi e la decisione del Riesame sulla posizione dell’indagato.