Itri / Ultimatum alle strutture ricettive: 30 giorni per adeguarsi o stop alle attività

ITRI – In questi giorni sta facendo discutere ad Itri l’ordinanza del 6 marzo scorso emessa dal commissario prefettizio Antonietta Lonigro che rappresenta molto più di una diffida, una sorta di ultimatum, indirizzata ai titolari delle strutture ricettive. Il motivo? Dovranno sospendere ogni attività se, entro i prossimi 30 giorni, non provvederanno ad allacciarsi all’acquedotto pubblico ovvero a dotarsi di una cisterna per deposito di acqua potabile certificata.

Si tratta di un problema serissimo per il comparto turistico ricettivo che, avente sfaccettature di natura igienico-sanitaria, desta “non poche preoccupazioni per la tempistica imposta alle tante strutture presenti sul territorio”. A denunciarlo è il neo portavoce del circolo cittadino di Fratelli d’Italia, Simone Di Mascolo: “Ora moltissimi imprenditori del settore hanno 30 giorni di tempo per adeguarsi all’ordinanza dovendo affrontare evidenti problemi, anche economici, di non semplice risoluzione. Ad amplificare le preoccupazioni di un settore cardine e trainante dell’economia locale come il turismo, già per diverse ragioni in forte difficoltà, vi è il fatto che l’apertura della stagione turistica – osserva l’ingegnere Di Mascolo – è oramai alle porte, con il valore aggiunto in termine di turisti che saranno richiamati in Italia per via dell’anno giubilare con un impatto consistente di ricaduta anche nel nostro territorio considerata l’attrazione rappresentata dal nostro Santuario della Madonna della Civita”.

Di Mascolo ha annunciato che il rinnovato coordinamento comunale di Fratelli d’Italia proporrà al commissario prefettizio la rivisitazione dell’ordinanza, “quantomeno sulla tempistica per l’adeguamento, almeno fino al 31 dicembre 2025, Solo in queto modo si potrà permettere alle numerose strutture presenti sul territorio per adattarsi per tempo, senza compromettere la stagione turistica. Siamo convinti che questa misura si rivelerebbe meno impattante sul tessuto sociale itrano e – ha concluso il portavoce di Itri di Fdi – consentirebbe alle attività di adeguarsi senza compromettere la loro stagione turistica.