Gaeta / Il porto commerciale fatica a crescere: dati 2024 in chiaroscuro

GAETA – Un porto commerciale, quello di Gaeta, che non riesce proprio a crescere. E’ la severa fotografia che ha scattato l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale per quanto riguarda la movimentazione delle merci ed il traffico crocieristico sulle banchine del “Salvo D’Acquisto” nel corso del 2024. A salvare la faccia è stato l’incremento del 17,8% delle merci solide (782.377 tonnellate totali) rispetto alle 663 mila nei dodici precedenti.

Se a Gaeta continuano ad arrivare minerali grezzi, cementi e calci e, in percentuale inferiore, il carbone, il focus dell’0ufficio studi dell’ex Autorità portuale del Lazio ha evidenziato come ci sia stato nel corso del 2024 un calo del 10,8% delle merci liquide (per lo più i cosiddetti prodotti raffinati) – pari ad un milione e 17 tonnellate rispetto al milione e 139 mila tonnellate del 2023 – che ha contribuito così, a mantenere sostanzialmente stabile il traffico complessivo del porto gaetano che, in totale, ha movimentato lo scorso anno un milione e 799 mila tonnellate, meno 4 tonnellate rispetto al 202e. Se una diminuzione è stata certificata (da 57 a poco più di 27mila tonnellate) anche per quanto concerne la movimentazione delle merci in colli – contenitori e Ro-Ro – la persistente nota dolente è costituita dal traffico crocieristico: nel corso del 2024 sono approdati soltanto 1602 turisti, 55 in più rispetto al 2023 e tutti rigorosamente in transito.

A differenza di quanto è avvenuto nel porto di Civitavecchia dove nel 2024 sono transitati 3.459.238 i crocieristi (+4,3% rispetto allo stesso periodo del 2023), cifra che, stando alle previsioni, aumenterà – secondo il commissario straordinario dell’Adsp, Pino Musolino – di un ulteriore 2,8% alla fine dell’anno in corso. Confermato il trend di crescita dei crocieristi imbarcati e sbarcati nel porto di Roma (+5,7%) che continua a caratterizzarsi sempre più come “home port”. In aumento anche il numero degli accosti delle città galleggianti che, con un totale di 841, crescono di 32 unità (+4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il nuovo record assoluto delle crociere traina anche il traffico totale dei passeggeri (crociere e autostrade del mare) che sfonda il muro dei 5 milioni (5.005.142).

Per quanto riguarda il settore delle merci, il network dei Porti di Roma e del Lazio, con un totale complessivo di poco più di 13 milioni di tonnellate di merci movimentate, ha registrato una diminuzione pari al 6,5% (-905.333 tonnellate). Diminuzione legata al calo delle merci solide del porto di Civitavecchia (-17,2%), in particolar modo al carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord, ormai prossima alla chiusura in vista del previsto phase out di fine anno e dove, negli ultimi dodici mesi, si sono sbarcate poco più di 100 mila tonnellate.

Da segnalare, invece, l’incremento percentuale, rispetto al 2023, delle altre categorie di rinfuse solide nel porto di Civitavecchia: la categoria dei “prodotti metallurgici, minerali di ferro…”, cresce del 54% per un totale di 546.990 tonnellate movimentate (+191.766), mentre è pari al 198,6% l’incremento della categoria “minerali grezzi, cementi e calci” che movimenta 175.991 tonnellate totali (+117.060 rispetto al 2023). In crescita anche le rinfuse liquide (+15,6%; +161.474), per un totale di 1.194.688 tonnellate. Nella categoria “automezzi”, si segnala la crescita dell’8,3% (+15.390) delle “auto in polizza” per un totale di 200.969 auto movimentate. Segnali positivi dal porto di Fiumicino che registra un costante aumento (+10,6%) del traffico complessivo, costituito essenzialmente dai prodotti raffinati che servono l’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, che superano i 3,4 milioni di tonnellate totali(3.414.153).

“In relazione ai dati di traffico negli scali del Network dei Porti di Roma e del Lazio del 2024, e in particolare per quanto riguarda il porto di Civitavecchia, è doveroso sottolineare – ha aggiunto Musolino – che il grosso della perdita di quasi un milione di tonnellate è imputabile, principalmente, alla chiusura della centrale a carbone Enel e a scelte nazionali e di sistema prese negli ultimi 10 anni che vanno ben oltre le nostre competenze e che sono state imposte all’Autorità e che sono, anche, fuori dalla facoltà di ogni singolo operatore di compensare questa perdita”. “Il sistema nel complesso comunque tiene – è la versione di Musolino – con dati molto significativi e importanti nei porti di Fiumicino e Gaeta soprattutto nelle rinfuse e a Civitavecchia i dati in generale sono positivi e confortanti, tenuto conto delle due importanti crisi che hanno attraversato il Mediterraneo nel 2024, vedendoci allineati alle stime di traffico della stragrande maggioranza dei porti italiani e mediterranei”.