ITRI – Dopo aver incarnato nei primi anni duemila la nuova forma di aggregazione dei giovani di Itri e del sud pontino, il “Play Off” cambierà nei prossimi mesi look. Addio alle 12 piste di bowling, all’area giochi, ad un ristorante pizzeria, ad un pub, ad un bar ed ad una discoteca, il Play Off diventerà altro nell’area artigianale di Pagnano-Mustaga per tentare di soddisfare altre prospettive economico-occupazionale.
Manca solo il rogito notarile ma c’è l’accordo perché la struttura passi dalle mani dei fratelli Zuppardi a quelle della mani della famiglia Gelfù che a poche decine di metri ospita – e lo sanno in pochi in pochi – una delle cinque aziende italiane per la lavorazione delle porte e, nello specifico, degli arredi in legno, la “G&A Porte”. L’azienda itrana aveva da anni disperatamente bisogno di spazi per concretizzare il progetto di ampliamento dello stabilimento attiguo al “Play Off” e per rimpiazzare quello di Fondi, la cui proprietà per scelte aziendali interne ha deciso di non prorogare il contratto di locazione (già scaduto) con la famiglia Gelfù.
L’acquisto del “Play Off” si inserisce in un coraggioso progetto di potenziamento dell’area artigianale della contrada Pagnano-Mustaga” in cui la “G&A Porte” eccelle grazie ad un sito produttivo che occupando (tra Itri e Fondi) 104 persone (senza contare l’indotto) produce ben 107 modelli di porta utilizzando legno pregiato italiano e quello importato da Serbia, Bosnia, Ucraina e Turchia tanto per fare alcuni esempi. Che “G&A porte” sia un’eccellenza della realtà imprenditoriale del sud pontino lo ha capito una delle riviste italiane economiche più prestigiose, il mensile “Il Mondo” che ha raccolto le ambizioni di un’azienda che, nonostante le non poche traversie burocratiche che sta affrontando, esporta nel mondo l’85% della sua produzione, negli Stati Uniti, Africa Centrale, Emirati Arabi uniti e Russia.

Quella che prima dell’ultima guerra mondiale era in effetti la falegnameria di Itri, ora sta guardando all’Industria 5.0 con l’inserimento di nuovi elementi di impiantistica “che miglioreranno – assicura l’amministratore unico Antonio Gelfù – le performance produttive in termini di numeri, qualità e controllo sul prodotto”. Una delle ‘mission’ più pregnanti è l’aumento del 40% della produzione “per andare incontro a un mercato estero che crede molto in noi”.
L’azienda nel 2026 compirà i suoi primi 90 anni di attività e i numeri hanno conosciuto una svolta nel 1999 quando furono prodotte e commercializzate 1000 porte in un anno. Ora ne realizza oltre 100mila negli stabilimenti di Itri e Fondi su una superfice di oltre 12mila metri quadrati che ha conosciuto ingenti e necessari investimenti tecnologici con l’informatizzazione e la robotizzazione del ciclo produttivo”. L’azienda continua a mantenere una forte caratterizzazione familiare in grado di garantire che una porta, dal materiale grezzo alla consegna, “nasca completamente in Italia, garanzia di qualità e serietà specialmente per i mercarti esteri”.
L’assorbimento dell’ex Play Off ha anche una valenza formativa. La famiglia Gelfù non intende solo potenziare la produzione ma anche dar vita ad un’innovativa scuola di formazione riservata “un po’ a tutti, dal produttore classico all’installatore di una partita. Puoi realizzare anche la porta più bella del mondo – tiene a sottolineare Andrea Gelfù, il padre del Ceo Antonio e proprietario della falegnameria che nel corso degli anni settanta pensava di fare la concorrenza al capostipite, il padre Antonio – ma se l’installazione non è a regola d’arte hai cestinato un interro lavoro che per noi deve essere durevole e pregiato”.
La burocrazia, poi, ci ha messo del suo per rovinare le uova nel paniere a questa realtà produttiva itrana. Nel 2021 presentò un piano particolareggiato al Comune di Itri per l’approvazione del progetto di ampliamento. L’allora Amministrazione Agresti impiegò 13 anni per licenziarlo tra le preoccupazioni dei dipendenti di stanza a Fondi che temettero la perdita del posto di lavoro a causa della conclusione del contratto di locazione. Il piano particolareggiato venne inviato alla Regione che lo approvò nel gennaio 2024. Bastava la presa d’atto del Comune di Itri e del commissariato prefettizio Lonigro quando alla famiglia Gelfù cadde un’autentica tegola in testa: una porzione di terreno doveva essere acquisito al Comune perché su di esso sorgeva un manufatto abusivo realizzato nel corso del tempo da un altro ramo della famiglia Gelfù e assorbito dalla proprietà di “G&A”.
Quando la burocrazia vuole, riesce a superare se stessa e a fare la differenza è stata la commissaria prefettizia Lonigro: ha condiviso la scelta di operare una permuta grazie alla quale il Comune stralcia dal piano particolareggiato la porzione di terreno su cui è stato consumato l’abuso edilizio disciplinato dalla legge 47/1985 e ottiene in cambio dalla famiglia Gelfù una superfice di sua proprietà di 1262 metri quadrati su cui sarà realizzato la nuova sede della Protezione civile del Comune di Itri.
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