FORMIA – Continua il periodo terribilis per l’immagine turistico-alberghiera di Formia. All’annuncio per la vendita dell’Hotel “Il Fagiano” si è aggiunta la fissazione della seconda asta per la cessione di una delle più belle e nuove strutture ricettive della città, l’Appia Grand Hotel. Lo ha deciso l’avvocato cassinate Maria Barbara Gradini, delegata dal giudice fallimentare Lorenzo Sandulli ad espletare l’incanto dell’albergo di via Appia (all’altezza dell’incrocio con via Mergataro) ai sensi della legge numero 80 del 14 maggio 2005 con cui le esecuzioni immobiliari sono state esternalizzate dai Tribunali fallimentari. Il prezzo è stato fissato in sei milioni e 275mila euro quando la prima vendita, fissata il 2 maggio 2024 e saltata il 18 giugno successivo, aveva avuto come base d’asta in sette milioni e 844mila, un milione e mezzo di euro in più.
I partecipanti dovranno presentare un’offerta minima di 4 milioni e 706mila euro – rappresenta il 70% secondo la legge fallimentare – con un rialzo minimo di 5000 euro. Se il termine per la presentazione delle offerte è stato fissato alle ore 10 del 23 aprile prossimo, la vendita si svolgerà il giorno dopo allo stesso orario per completarsi il 25 aprile, giorno della festa della Liberazione. Il Tribunale fallimentare di Cassino ha messo in vendita, oltre all’albergo quattro stelle, una sala Bingo, un centro estetico con sauna, una palestra, una piscina coperta ma anche tre edifici isolati adibiti a bungalow, un garage seminterrato con locali tecnici e di servizio, due piccole strutture adibite a cabina Enel e cabina Acquedotto, un’area di corte con piscina all’aperto, un bar, un campo sportivo polivalente e parcheggi a raso.
L’asta fallimentare dell’Appia Grand Hotel è stata commentata con un mix di delusione e di tristezza da parte del mondo imprenditoriale ed economico di Formia che ricordano come nostalgia gli happening politico elettorali organizzati presso la struttura di via Appia dal quattro volte parlamentare di Forza Italia Gianfranco Conte con il compianto presidente del consiglio e leader azzurro Silvio Berlusconi. Quello è stato il momento più alto toccato dall’Appia durante la sua affrettata parabola. La sua sorte è stata simile a quella del vicino Bajamar, sulla spiaggia di Santo Janni, acquistato nel 2023 dall’imprenditore turistico Roberto Sorrenti per poco più di due milioni di euro. L’asta fallimentare (aggiornata) per l’Appia Grand Hotel fa ancora più male perché la procedura dell’ufficio esecuzione del Tribunale ha svelato l’esistenza di tanta polvere accumulata sotto il tappeto nel corso degli ultimi anni. La vendita della struttura umilia ulteriormente la sempre più offuscata immagine turistica della città con la perdita di posti letto con la chiusura nel corso del tempo del Romantic Hotel, della trasformazione dell’Hotel Ariston e dell’albergo Marino in appartamenti, la cessazione per fine locazione del Castello Miramare e, appunto, la vendita dell’hotel Fagiano.
Davanti a queste gravose decisioni la politica di Formia nel corso dei decenni ha deciso di voltare le spalle alla realtà come se queste scelte appartenessero alla sfera imprenditoriale della gestione di ciascuna attività ricettiva. L’ufficio esecuzioni del Tribunale di Cassino invece non ha potuto fare altrettanto…