FONDI – “I genitori prendono atto che la Procura di Latina sta facendo un lavoro egregio ma per rispetto al loro bambino e agli inquirenti chiedono che le indagini facciano serenamente il loro corso”. E’ subito rimbalzata ad Itri la svolta all’inchiesta che, coordinata dal sostituto procuratore Martina Taglione, si è concretizzata lunedì con il provvedimento di sequestro della piscina “Sport Village” in cui il 5 febbraio è deceduto a soli tre anni, mentre effettuava una lezione di nuoto, Luigi Maggiacomo.
I suoi genitori, Alessandra e Federico, hanno dettato una breve dichiarazione al loro legale, l’avvocato Antonio Fargiorgio, che li sta seguendo da poco di un mese con lo svolgimento di indagini proprie disposte all’indomani del decesso del piccolo Luigi La famiglia Maggiacomo non ha voluto prudentemente commentare il provvedimento della struttura piscina di via Appia, accompagnato dall’’iscrizione di due suoi dirigenti, di 47 e 39 anni, sul registro degli indagati con le ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo a seguito di una condotta omissiva.
Secondo le prime risultanze investigative dei Carabinieri della Tenenza di Fondi e della Compagnia di Terracina Luigi poteva, forse, salvato se fossero state messe in campo una serie di iniziative finalizzate a garantire la sicurezza in acqua dei frequentatori e degli iscritti ai corsi di nuoto dello “Sport Village”. Probabilmente la svolta alle indagini c’è stato anche sulla scorta dei primissimi risultati dell’autopsia comunicati al pm titolare dell’inchiesta dal medico legale incaricato. Un fatto è certo. Luigi era svenuto dopo aver vomitato in acqua quando il suo quadro clinico era stato definito eccellente. I soccorsi del personale del 118 erano stati tempestivi ma drammaticamente inutili: il bambino, che ha lasciato un sorella di 5 anni, aveva cessato di vivere subito dopo presso l’ospedale “San Govanni di Dio” di Fondi.
I primi due indagati potrebbero chiarire non pochi aspetti della vicenda, legati alle carenza del personale addetto al salvamento degli iscritti dello “Sport Village” e al collegamento della stessa piscina ad un pozzo artesiano, la cui manutenzione – e l’hanno appurato gli stessi Carabinieri del Maggiore Saverio Loiacono- era ferma al 2020.