Sonnino / Il mistero della morte di Gaspare Stamegna: dopo sei anni e mezzo si riapre il caso

SONNINO – C’è forse un’altra verità per la morte di Gaspare Stamegna, il 35enne di Sonnino che il 14 ottobre 2018 venne ritrovato cadavere nell’abitazione della madre in cui viveva nel centro storico di Sonnino. Dopo sei anni e mezzo, la Procura della Repubblica di Latina ha deciso di riaprire le indagini. Sono state affidate dal sostituto Procuratore Antonio Sgarrella ai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Latina della Compagnia di Terracina, chiamati ad effettuare ulteriori approfondimenti investigativi legati alla morte del 35enne celibe e disoccupato.

La relazione medico legale, disposta dal sostituto procuratore Claudio De Lazzaro ed eseguita dal dottor Tommaso Cipriani, stabilì come il decesso di Stamegna fosse stato provocato da un’overdose ed il caso venne chiuso con l’archiviazione. La riapertura delle indagini dei Carabinieri scaturisce invece da una precedente attività investigativa sulla vita privata di Stamegna, processato e assolto in Cassazione, con le accuse di lesioni aggravate e porto e detenzione illecita di arma, per aver gambizzato nel febbraio 2015 sul lungomare di Terracina un presunto rivale in amore, il 37enne Marco Padovano, assolto dopo tre anni dal Gup del Tribunale di Latina Giorgia Castriota per insussistenza del fatto.

Successivamente si instaurò un altro procedimento: il legale, che un tempo aveva difeso Stamegna, l’avvocato Lorenzo Magnarelli per conto dei familiari del 35 deceduto chiese un risarcimento danni per la lunga ed ingiusta detenzione, istanza accolta nell’ottobre 2022 dai giudici della quarta sezione penale della Corte di Cassazione ribaltando il precedente e negativo pronunciamento della Corte di Appello di Roma. La Suprema Corte ha chiesto che ci sia un nuovo processo di secondo grado naturalmente davanti ad una diversa sezione rispetto al primo.