Gaeta / Il Tar diffida il Comune: 90 giorni per rispondere sulle concessioni balneari

GAETA – Novanta giorni di tempo. E’ il termine, perentorio, che la seconda sezione di Latina del Tar (giudice estensore Viola Montanari, presidente Roberto Maria Bucchi) ha concesso al Comune di Gaeta per esprimersi, con una qualsiasi risposta, ad un imprenditore che chieda il rinnovo della concessione balneare ai sensi dell’articolo 36 del Codice della navigazione.

Questo pronunciamento della magistratura amministrativa è molto significativo in concomitanza del durissimo conflitto istituzionale instauratosi tra il comune di Gaeta e l’Autorità garante per il libero mercato e la concorrenza sulla legittimità o meno di dar vita e approvare i progetti di finanza per il rinnovo delle concessioni demaniali marittime a favore degli stabilimenti balneari. Il richiamo del Tar al Comune di Gaeta si inserisce anche nell’ambito di un altro spauracchio: la proroga delle concessioni demaniali marittime è scaduta lo scorso 31 dicembre che, a fronte di quella legittima del 31 dicembre 2023, è stata bocciata dal Tar dopo un ricorso del Tar.

Ora la magistratura amministrativa ha richiamato il Comune di Gaeta in ordine alla vicenda di un imprenditore titolare del complesso turistico “Rupi sul mare” impegnato sulla spiaggia dell’Ariana. L’albergatore aveva chiesto un pronunciamento che non c’è stato sino a quando non si è rivolto agli avvocati Alfredo Zaza D’Aulisio e Jessica Quatrale. La richiesta avanzata dal ricorrente ha acuito che viene definito il silenzio inadempimento.

Questa vicenda prese il via il 4 aprile 2024, quando il titolare della struttura chiese l’assentimento in concessione del tratto di arenile adiacente l’attività turistica. Il Comune di Gaeta rimase in religioso silenzio con una conclusione dell’avvocatura interna: a suo dire la richiesta dell’albergo dell’Ariana non poteva essere accolta. E invece il Tar ha chiamato in causa il Comune diffidandolo, con un obbligo, a “pronunciarsi”, a rispondere entro i prossimi novanta giorni.

E se il Comune non lo farà? Il presidente della sezione di Latina del Tar, Riccardo Savoia, ha già previsto lo scenario: se la Giunta Leccese, alla luce della situazione confusionaria in atto, non ottempererà sarà rimpiazzata da un commissario ad acta, individuato già nel Comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta. La sentenza a favore del complesso “Rupi sul mare”, tuttavia, offre una serie di indicazioni in caso di rilascio della concessione così come richiesto dagli avvocati Zaza D’Aulisio e Quastrale. Un po’ tutte si rifanno ai principi della Direttiva Bolkestein e alla legge che prevede il mantenimento di standard minimi di fruizione pubblica, in pratica la quota di spiagge libere che, nel caso dell’Ariana è un problema di vecchia data.

Interessante quanto scrivono i giudici Viola Montanari e Roberto Maria Bucchi: “Il Comune di Gaeta, ricevuta la richiesta di rinnovo della concessione demaniale marittima scaduta, prima di indire l’eventuale procedura selettiva, in primo luogo, ha il dovere di accertare il mantenimento del rispetto della quota minima del 50% da riservare alla pubblica fruizione (articolo 7 comma 5 della legge regionale numero 8 del 2015). In caso positivo ha comunque la possibilità di effettuare una preliminare valutazione discrezionale in ordine alla opportunità o meno di affidare nuovamente il tratto di arenile interessato alla gestione dell’operatore privato, previo espletamento della procedura selettiva, piuttosto che lasciarlo alla libera fruizione della collettività (eventualmente predisponendo direttamente servizi di assistenza, sicurezza e manutenzione)”.

Sul punto, infatti, il Tar nella sua sentenza ricorda che “sarebbe in contrasto con i principi costituzionali di solidarietà economica e sociale e di tutela dell’ambiente e del paesaggio consumare in modo non proporzionato i già ormai limitati tratti di spiaggia libera, rendendo le coste italiane sempre più difficilmente accessibili in modo libero e gratuito anche ai soggetti meno abbienti”.