ITRI – Hanno 30 giorni per rifornirsi di acqua potabile certificata ad uso umano, poi il provvedimento di chiusura delle strutture ricettive, ad Itri quelle extra alberghiere sono tante, diverrà operativo. Il commissario prefettizio Antonietta Lonigro che sta ponendo riparo a tante trappole disseminate lungo il percorso tortuoso delle amministrazioni comunali di questi anni, ha annunciato con un’apposita ordinanza, di considerare reato punibile con la contravvenzione l’uso di acqua non proveniente dal proprio pozzo e assistito da certificazione che indichi l’idoneità al consumo umano.
Gli unici che potranno fornire l’acqua ad affittacamere, b&b, ed altri tipi di attività ricettive, sono quindi il concessionario del servizio idrico dell’Ato 4 Acqualatina e le ditte private che trasportano l’acqua, di cui Acqualatina stessa si serve. Chi non è allacciato dovrà dotarsi di apposite cisterne. La decisione drastica segue anni di incertezza nel settore circa l’approvvigionamento, a cui i carabinieri del Nas del comando provinciale di Latina hanno posto fine con una serie di controlli di tipo amministrativo sulle fonti di approvvigionamento diverse da Acqualatina che servono a tutt’oggi molte attività ricettizie.
Nel 2019 sono state presentate interrogazioni parlamentari riguardanti la gestione dell’acqua nel Comune di Itri. In particolare i deputati del movimento 5 stelle Ilaria Fontana, Raffaele Trano e Giuseppe D’Ippolito sollevarono la questione della fornitura idrica a circa mille abitazioni (3.000 – 4.000 residenti) attraverso pozzi privati. Secondo quanto dichiarato dall’ex consigliere comunale Osvaldo Agresti, ora in procinto di candidarsi a sostegno della lista Un’Altra Itri, che da sette anni segue la vicenda, le analisi di potabilità delle acque di cui molti sono dotati, è cosa diversa dalla certificazione di acqua potabile ad uso umano, per la quale c’è bisogno di tutta una serie di parametri ulteriori da rispettare.
I carabinieri del Nas di Latina hanno quindi presentato le risultanze dei loro rapporti al commissario prefettizio che ha deciso lo stop per le attività ricettive alla somministrazione dell’acqua non proveniente dal gestore pubblico.