GAETA – E ora il comune di Gaeta sveli le carte che ha prodotto prima dell’approvazione, lo scorso 19 febbraio in consiglio comunale, di ulteriori otto progetti di finanza per la futura e ventennale gestione degli stabilimenti balneari. E’ la richiesta che hanno formalizzato in un accesso agli atti i consiglieri comunali di opposizione Franco De Angelis e Emiliano Scinicariello in una Pec inviata al sindaco Cristian Leccese e ai vertici dell’amministrazione comunale presidente dell’Agcm, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
I tre rappresentanti delle minoranze hanno chiesto di avere copia delle controdeduzioni che il sindaco di Gaeta ha inviato all’Agcm in ordine al contenuto delle prime soluzioni di project financing approvate in piena estate lo scorso 24 agosto. Si tratta di controdeduzioni, quelle del Comune di Gaeta, che non sono servite a nulla a quanto pare. L’Agcm, con un autentico plotone di esecuzione – si è servito di ben tre legali – ha impugnato al Tar le delibere 41-42-43-44-45 del 2024 perché i cinque progetti di finanza violerebbero la libera concorrenza contemplata dalla direttiva comunitaria Bolkstein. I consiglieri De Angelis e Scinicariello nella stessa email certificata sono andati oltre: hanno chiesto (direttamente dall’Agcm) di avere copia del verbale della ‘call’ del sindaco di Gaeta Leccese con i funzionari dell’Agcm.
Le minoranze hanno sollecitato di avere altre risposte soprattutto se a quel collegamento dall’aula consiliare – il sindaco aveva definito l’incontro “utile e proficuo” ma era stato poco generoso sul contenuto – il primo cittadino fosse solo o in compagnia e, se sì, con chi (in rappresentanza della ripartizione urbanistica e dell’avvocatura che in questa vicenda ha deciso volutamente di svolgere un ruolo assai marginale) in rappresentanza del Comune di Gaeta. La “call” per la quale chiedono chiarimenti De Angelis e Scinicariello fu successiva alla presentazione delle controdeduzioni del Comune all’Agcm che la stessa Autorità ha bocciato sino a presentare al Tar un secondo ricorso – il primo, quello contro la proroga di un anno sino al 31 dicembre 2024 fu accolto dalla magistratura amministrativa – contro i cinque progetti di finanza approvati lo scorso 24 agosto.
Secondo alcune indiscrezioni i consiglieri De Angelis e Scinicariello starebbero preparando un dossier, con tanto di rassegna stampa locale e post di facebook, in ordine alle dichiarazioni, mai smentite, del sindaco Leccese che si era schierato apertamente contro l’operato dell’Agcm. Annunciando una lettera alla presidente del consiglio Giorgia Meloni e al governo, Leccese aveva attaccato frontalmente l’Autorità garante per il mercato e la concorrenza definendosi “sconcertato” del fatto che un organismo importante e terzo come l’Agcm recepisca gli esposti delle minoranze e poi li utilizza, attraverso il sistema del seleziona-copia e incolla, per redigere i suoi ricorsi al Tar senza verificare circostanze e informazioni procedendo comunque a spendere soldi pubblici per impugnare atti di una trasparenza assoluta e oggettiva”. Leccese, insomma – secondo i tre consiglieri comunali di opposizione – chiede alla politica “che conta di sovvertire un parere di un’Autorità Garante” e, chiudendo “il festival delle dichiarazioni deliranti”, era andato oltre. Aveva affermato che l’Autorità ‘dovrebbe supportare le amministrazioni e non invece impedire e ostruire i processi decisionali sulla base di esposti e denunce che provengono dal territorio prendendo le difese di chiunque e eccepisce cose assolutamente fuorvianti’ “.
Il dossier in fase di redazione sarebbe corredato non solo di articoli di stampa ma anche di altro. Ospiterebbe le iniziative legali assunte dalla proprietà dello stabilimento “Cab” dopo la decisione del dirigente del settore urbanistica Pietro D’Orazio e successivamente del consiglio comunale, che avevano prima sospeso l’approvazione del rispettivo progetto di finanza e, poi nel cuore della seduta consiliare del 19 febbraio, di ritirare addirittura l’argomento. Compare tra articoli di quotidiani e del web anche un post, interessantissimo, dell’ex sindaco Giuseppe Matarazzo. Aveva invitato l’Agcm a tutelare la sua immagine perché le dichiarazioni di Cristian Leccese “non sono soltanto offensive ma anche diffamatorie”.
Intanto resta in piedi un interrogativo: in questo ginepraio di accuse e di polemiche apriranno tra poco meno di due mesi gli stabilimenti balneari di Gaeta, dopo che le concessioni demaniali marittime sono scadute il 31 dicembre 2023 per essere prorogate di un anno (con tanto di successo al Tar dell’Agcm) sino al 31 dicembre scorso. E’ probabile che il sindaco chieda l’emissione di un’altra proroga, la seconda, sino al prossimo 31 dicembre con l’Authority costretta, alla luce delle inevitabili contestazioni, a ricorrere al Tar del Lazio.