Gaeta / Torrente Pontone, parte la procedura di esproprio

GAETA – Dal risanamento del torrente pontone e dalla realizzazione delle opere di ingegneria idraulica necessarie, gli abitanti del torrente Pontone trarranno un grande vantaggio in termini di incolumità personale e sicurezza dalle esondazioni delle proprietà. Allo stesso tempo i proprietari di appezzamenti terrieri ed edifici dovranno sacrificare parte delle aree, al fine di poter dare avvio ai lavori.

Il comune di Gaeta ha dato mandato di redigere il progetto esecutivo, per 2,2 milioni di euro, per i quali ha ottenuto uno specifico finanziamento che è suddiviso in tre lotti. Si tratta di uno stralcio del “progetto madre” per il Rio d’Itri, curato dal comune di Itri quale ente capofila dei comuni di Formia e Gaeta e che è stato approvato con determina del settore lavori pubblici del comune di Itri nel giugno 2024.

In vista della pubblicazione del progetto esecutivo, il comune di Gaeta, ente espropriante, utilizzando una procedura semplificata, sta rendendo note le superfici soggette ad esproprio per pubblica utilità, al fine di consentire ai titolari, come previsto dalla legge, di compiere le proprie osservazioni sull’elaborato che diverrà progetto esecutivo. Si tratta di una procedura che consente direttamente l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, “da formalizzarsi espressamente mediante il provvedimento che approva il progetto dell’opera. Ciò è possibile in quanto si tratta di “opere di difesa del suolo e di sistemazione idrogeologica finalizzate alla tutela della pubblica e privata incolumità”. Tra l’altro i proprietari possono chiedere, qualora risulti a seguito dell’esproprio disagevole utilizzare la parte rimanente del terreno ovvero occorrano lavori importanti per utilizzarla, che anche quella frazione venga espropriata.

In particolare, secondo le schede messe a disposizione dallo studio Galli, che sta redigendo il progetto, per il primo lotto dei lavori si prevede una superficie di esproprio pari a 3,1 chilometri quadrati ed una indennità di esproprio pari a 49mila euro, per il secondo lotto 3,9 km quadrati, pari a 60mila euro e per il terzo lotto 1,6 km quadrati, pari a 25mila euro. Sono superfici attualmente occupate prevalentemente da vigneti e uliveti, qualche particella da agrumeto ed il resto classificato come seminativo ed orto irriguo.