APRILIA – La notte tra il 3 e il 4 marzo 2025, la città di Aprilia è stata scossa da un episodio di violenza che ha colpito due Carabinieri liberi dal servizio, impegnati in una conversazione tranquilla a bordo della loro auto privata in via Lazio. Quello che sembrava un incontro casuale si è trasformato in un agguato armato, in cui un gruppo di malviventi, a bordo di due vetture, ha aperto il fuoco contro i militari. Cinque colpi di arma da fuoco hanno infranto il silenzio della notte, uno dei quali ha lambito gli arti inferiori di entrambi i Carabinieri, provocando loro lievi lesioni. Un episodio che non solo ha suscitato un’ondata di solidarietà da parte della comunità, ma ha anche sollevato interrogativi inquietanti su chi si nasconde dietro a questi atti di aggressione, e quale sia il reale obiettivo di tali attacchi.
L’aggressione a danno dei due militari si inserisce in un contesto che sembra suggerire una premeditazione più ampia, un piano ben orchestrato volto a destabilizzare gli equilibri tra gruppi criminali locali, ma anche un atto che si colloca nel quadro di un’aggressione più diffusa contro le forze dell’ordine. Ad Aprilia, infatti, sono già avvenuti altri episodi di violenza simili, come l’esplosione di 13 colpi di arma da fuoco avvenuti in via Belgio poco giorni fa. Un’escalation che sembra voler mandare un messaggio, una chiara intimidazione verso chi cerca di mantenere la legalità in una zona che, seppur sotto il controllo delle forze dell’ordine, è da tempo al centro di attività illecite.
Le indagini, condotte dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia e dal Nucleo Investigativo di Latina, si stanno concentrando su una pista che potrebbe suggerire uno scambio di persona o una risposta a un conflitto tra gruppi rivali. Grazie a perquisizioni domiciliari e indagini sul territorio, gli investigatori hanno già fatto un passo importante arrestando un uomo di origini croate, trovato in possesso di due pistole semiautomatiche e un revolver, la cui compatibilità con l’arma utilizzata nell’aggressione è al momento oggetto di accertamenti. Una mossa che potrebbe rivelarsi cruciale per ricostruire l’intero scenario e, chissà, portare a un’eventuale risoluzione di un conflitto che si sta consumando all’ombra delle istituzioni.
Le reazioni politiche
Le reazioni della politica e della cittadinanza non si sono fatte attendere. Il gruppo di Fratelli d’Italia di Aprilia ha prontamente espresso la propria solidarietà e vicinanza nei confronti dei due carabinieri coinvolti, condannando fermamente l’atto di violenza. “Sentiamo di esprimere la nostra solidarietà e vicinanza – si legge nella nota stampa – nei confronti di tutti i militari del Reparto Territoriale di Aprilia e in modo particolare dei due carabinieri aggrediti la scorsa notte in via Lazio. A loro porgiamo i nostri migliori auguri per una pronta guarigione. Non possiamo che condannare fermamente un gesto deprecabile, vile, posto in essere nei confronti di persone che ogni giorno rischiano la vita per rendere le nostre strade e la nostra città un luogo più sicuro a beneficio della nostra comunità. Quanto accaduto la notte scorsa ci preoccupa e ci costringe a riflettere su quanto sia importante che ognuno di noi, nella quotidianità, faccia la sua parte per diffondere la cultura della legalità e del rispetto delle istituzioni. Al contempo, siamo fiduciosi nel lavoro che le forze dell’ordine stanno svolgendo per fare chiarezza e identificare i responsabili, certi che presto gli stessi saranno chiamati a rispondere delle loro vili azioni”.
Anche Enrico Tiero, vice portavoce regionale di FdI e presidente della commissione Sviluppo economico e Attività produttive del Consiglio regionale del Lazio, ha voluto esprimere la propria solidarietà: “Esprimo ferma condanna per l’agguato nei confronti di due carabinieri di Aprilia. A loro vanno gli auguri di pronta guarigione. Si tratta di un gesto vile verso due rappresentanti dell’Arma, che, con coraggio e abnegazione, continuano a garantire la sicurezza del territorio. Massima vicinanza e sostegno va da parte mia a tutta l’Arma dei Carabinieri. Invito i cittadini a stare vicini alle forze dell’ordine, verso le quali siamo molto riconoscenti per il lavoro difficile e delicatissimo che svolgono ogni giorno. La sicurezza e l’ordine pubblico sono un valore per la comunità apriliana, che occorre preservare e per il quale è necessario la collaborazione e l’impegno di tutti, con professionalità, competenza e rispetto. Sono sicuro che grazie al lavoro degli inquirenti e delle forze dell’Ordine i responsabili del gesto verranno assicurati alla giustizia. Ritengo infine necessario aprire una seria riflessione su quanto avviene nella nostra provincia. Bisogna tenere alta l’attenzione e contrastare con ogni mezzo la criminalità, diffondendo la cultura della legalità in tutte le sedi”.
L’intervento delle Associazioni Antimafia
Ma se la cittadinanza e le forze politiche hanno reagito con una solida condanna, la risposta delle associazioni antimafia è stata altrettanto forte, puntando il riflettore sulla natura e sulle implicazioni di questa violenza. In una nota, le organizzazioni Reti di Giustizia, Il sociale contro le mafie APS e il Coordinamento Anzio-Nettuno hanno sottolineato che quanto accaduto è il segno di una rottura degli equilibri criminali, una scossa che potrebbe avere risvolti ben più ampi sul piano sociale e politico. “Sembra la modalità tipica dell’agguato”, scrivono le associazioni, aggiungendo che la pista seguita dagli inquirenti ha già portato all’arresto di un soggetto trovato in possesso di tre pistole semiautomatiche e un revolver. “Solo pochissimi giorni fa, 13 colpi d’arma da fuoco venivano esplosi in via Belgio, nel Quartiere Toscanini”, ricordano, un chiaro segno di un’escalation della violenza. E proprio questa escalation, secondo le associazioni, potrebbe essere riconducibile alla “rottura degli equilibri criminali preesistenti”. Un concetto inquietante, ma purtroppo verosimile, che fa emergere la rapidità con cui le mafie reagiscono quando i loro equilibri sono minacciati. La lotta per il controllo delle risorse illecite, infatti, non lascia spazio a titubanze: chi perde terreno cerca di riconquistarne il controllo nel minor tempo possibile, anche ricorrendo alla violenza più brutale.
“Chiediamo a tutte e tutti di mantenere alta l’attenzione su questi temi”, scrivono le associazioni, lanciando un appello che va oltre l’incidente specifico di quella notte. Un appello a non dimenticare che, dietro ogni sparatoria, dietro ogni atto di violenza, c’è un sistema criminale che cerca di riorganizzarsi rapidamente, e che ha bisogno di un costante monitoraggio. Le associazioni ricordano, inoltre, che questi episodi devono essere inseriti nel più ampio contesto sociale, soprattutto in una fase delicata come quella attuale, in cui si attende di sapere se la città di Aprilia sarà commissariata per mafia.
Un disequilibrio che va oltre l’accaduto
Questa violenza, seppur focalizzata su due uomini in divisa, è un sintomo di un malessere molto più profondo, radicato nel tessuto sociale e nelle dinamiche di potere che attraversano la città. È una manifestazione di una guerra silenziosa, che si combatte fuori dai riflettori, ma che è tanto pervasiva quanto distruttiva. E le forze dell’ordine non sono più le sole a contrastarla. Le associazioni antimafia, la società civile e, ormai, anche la politica locale sembrano rendersi conto della gravità della situazione, della necessità di risposte forti, rapide, e soprattutto collettive.
Il clima di preoccupazione che pervade Aprilia è palpabile. Questo attacco non è solo una minaccia alle forze dell’ordine, ma un segno di una tensione crescente tra bande criminali che si scontrano per il controllo di territori vitali per i loro affari illeciti. La domanda che tutti si pongono ora è: chi c’è dietro a questa escalation di violenza? Quali interessi stanno muovendo i fili di una guerra sotterranea che si sta manifestando con sempre maggiore violenza nelle strade? E soprattutto, quanto è vulnerabile il nostro sistema di giustizia, che sembra non riuscire a tenere testa a un mondo criminale che si rinnova costantemente?
In attesa che le indagini proseguano e che si faccia chiarezza sulla dinamica dell’attacco, quello che è certo è che la violenza di quella notte non rimarrà impunita. Le forze dell’ordine, come sempre, sono in prima linea, ma anche la comunità deve stringersi intorno a loro, contribuendo a fermare questa spirale di violenza che, per quanto lontana dalle luci dei riflettori, ha inesorabilmente cominciato a infiltrarsi nelle strade di Aprilia. La guerra sotterranea tra i clan potrebbe aver scosso gli equilibri, ma la risposta delle istituzioni – ne siamo certi – sarà altrettanto forte e determinata.