LATINA – La vicenda giudiziaria dell’ex giudice del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota, si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la sospensione dalla magistratura disposta dal Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e la conferma della misura da parte delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ora il caso si sposta in Europa. Castriota ha infatti deciso di impugnare il provvedimento davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nella speranza di ottenere un ribaltamento della decisione.
Tutto ha avuto inizio il 20 aprile 2023, una data che ha segnato profondamente il Tribunale di Latina. Quel giorno, l’arresto del giudice Castriota – che all’epoca prestava servizio nella sezione gip-gup – fece scalpore, aprendo una serie di scenari giudiziari complessi. Dopo il provvedimento restrittivo, come da prassi in questi casi, fu avviato anche un procedimento disciplinare nei suoi confronti, culminato con la sospensione dal servizio decisa dal CSM nel giro di poche settimane.
Ora, a due anni di distanza, la vicenda non si è ancora chiusa. Castriota non si è arresa e ha deciso di continuare la sua battaglia, contestando la legittimità del provvedimento disciplinare davanti alla Corte di Strasburgo. La sua difesa punta a dimostrare che la sospensione sia stata ingiusta e che siano stati violati i suoi diritti fondamentali.
Intanto, il prossimo 21 marzo sarà un’altra data cruciale: davanti al giudice italiano si terrà un’importante udienza che potrebbe chiarire alcuni punti della vicenda. Mentre il ricorso europeo segue il suo iter, in Italia si attende di capire quale sarà il prossimo sviluppo di un caso che ha già lasciato il segno nel mondo della magistratura.