GAETA – La presentazione di un nuovo ricorso al Tar dell’Agcm, l’Autorità garante del mercato e della concorrenza, contro i primi cinque progetti di finanza approvati dalla sola maggioranza il 24 agosto scorso nel consiglio comunale di Gaeta nel fine settimana ha cominciato a minare qualche certezze – si fa per dire – ad uno dei settori trainanti dell’economia cittadina, quello del turismo balneare.
Alla luce della palese situazione di conflittualità venutasi a creare tra l’Authority e la Giunta Leccese potranno aprire i battenti regolarmente gli stabilimenti balneari insistenti sulle spiagge di Serapo, dell’Ariana e, in parte, su quella di Sant’Agostino? Questo interrogativo comincia ad impadronirsi degli operatori del settore perché l’Agcm ha già messo all’angolo il Comune su un aspetto: al momento non esiste alcuna autorizzazione per l’avvio della gestione balneare per il 2025. Il Comune di Gaeta, come quello di Formia, aveva prorogato al 31 dicembre 2024 le concessioni demaniali marittime per le attività turistico ricreative scadute lo stesso giorno 2023. L’Agcm aveva impugnato con successo al Tar il provvedimento di proroga di un anno assunta “in considerazione dell’evoluzione della materia”.
Il Comune di Gaeta decise di fermarsi e di non ricorrere al Consiglio di Stato confidando nell’esito positivo dell’approvazione dei project financing utilizzati secondo quanto prevede il nuovo Codice degli appalti. Ma i primi cinque licenziati lo scorso 24 agosto sono oggetto di un ricorso al Tar a cui la stessa Authority potrebbe rivolgersi per chiedere di bloccare, qualora non avesse le giuste indicazioni nelle controdeduzioni richieste nei giorni scorsi, gli altri 8 progetti di finanza approvati nel consiglio comunale del 19 febbraio scorso. Potevano essere nove se la maggioranza, trovandosi in una palese situazione di imbarazzo e di difficoltà, non avesse ritirato il punto riguardante il progetto di finanza presentato dalla società “Cab srl” (titolare dell’omonimo lido di Serapo) ma “sospeso” dal dirigente del settore urbanistica del Comune di Gaeta Pietro D’Orazio. La famiglia Rossetti, nonostante il tattico ritiro del punto deciso dalla maggioranza Leccese in pieno consiglio comunale (!), ha deciso di perseguire due strade contro l’inedita sospensione decretata da D’Orazio. Attende l’11 marzo il pronunciamento del Tar contro la determina dirigenziale del Seap ma ha dato mandato all’avvocato formiano Luca Scipione per presentare una querela alla Procura di Cassino con le gravi ipotesi di reato di falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale e addirittura di turbata libertà degli incanti.
La decisione dell’Agcm di rivolgersi al Tar ha inasprito il dibattito politico e sui social il capogruppo del partito Democratico Emiliano Scinicariello attacca frontalmente la silenziosa anche se sempre più preoccupata maggioranza Leccese: “Tra chi ‘legge le norme’ e chi ‘fa giurisprudenza’ non serviva un mago o un profeta per prevedere ciò che sarebbe accaduto. Sarebbe bastato fare ciò che, banalmente, abbiamo fatto noi tre Consiglieri Comunali del Pd di Gaeta (Sabina Mitrano e Franco De Angelis, oltre me): leggere le norme di riferimento. Sarebbe bastato che i colleghi Consiglieri Comunali di maggioranza ci avessero dato ascolto, o avessero letto essi stessi quanto abbiamo letto noi. La conoscenza fa meno scherzi della fede cieca. Non servivano avvocati illuminati a ‘farci luce’, bastava saper leggere (e sapere cosa leggere). E invece no! Abbiamo deciso che bisognava ‘fare giurisprudenza’! Bisognava ‘fare la storia’! E invece abbiamo fatto una discreta figuraccia…”
I consiglieri Franco De Angelis, Emiliano Scinicariello e Sabina Mitrano il 19 febbraio avevano allegato alle otto delibere di approvazione di altrettanti progetti di finanza un documento che ha fatto correre un brivido lungo la schiena ai silenziosi rappresentanti della maggioranza Leccese: le proposte di progetto di finanza sono incompatibile con la Direttiva Bolkestein, ma soprattutto “incongrui”. Prevedono un diritto di prelazione in capo a coloro che li presentano e dunque non ci sono possibilità di aggiudicazione per altri soggetti. In quel documento però è contenuto un passaggio che aggiunge benzina a questo incendio in corso: l’esistenza di una presunta “azione di preventiva intesa tra i richiedenti”, elemento del quale si sta occupando una verifica conoscitiva promossa dagli uomini del gruppo di Formia della Guardia di Finanza. Il sindaco, Cristian Leccese, da par suo, ha escluso qualunque accordo tra i proponenti, definendo una “sciocchezza” l’esistenza di un cartello composto da un gruppo di tecnici progettisti e consulenti tecnico-contabili che hanno asseverato la gran parte dei 13 progetti approvati tra agosto ed il 19 febbraio scorso.
Nel luglio 2024 Franco De Angelis scrisse allora all’appena arrivato dirigente D’Orazio, sollevando una serie di dubbi sulla delibera di Giunta del 19 giugno precedente, quella che conteneva le linee guida qualificata come “atto di indirizzo” che, considerata “un vero e proprio atto decisionale/politico della Giunta e come tale con l’obbligo di acquisizione preventiva dei pareri”, era propedeutica all’esame e all’approvazione il 24 agosto dei primi cinque progetti di finanza. Il 21 agosto 2024, a tre giorni dal Consiglio decisivo sui progetti, viene sollevato dalla minoranza un triplice quesito: ma non doveva essere la Giunta l’organo che avrebbe dovuto decidere piuttosto che il consiglio comunale? Il Comune di Gaeta aveva avviato un’azione di accertamento su eventuali abusi o comunque aveva certificato l’attestazione di regolarità urbanistica sulle particelle del Demanio interessate dai progetti e in capo ai presentatori degli stessi? Insomma: i progetti di finanza erano puliti da abusi commessi negli stessi lidi. E poi: i progetti di finanza sono approvabili in una città che ha adottato ma non ha ancora approvato il Pua, il piano di utilizzo degli arenili? L’Agcm vuole che ad esprimersi sia il Tar-sezione di Latina con la stagione balneare 2025 che rischia di impantanarsi prima ancora che inizi…