Consiglio comunale infuocato a Formia: scontro sul bilancio e tensioni politiche

FORMIA – Il sindaco di Formia Gianluca Taddeo ha parlato poco nel consiglio comunale che, chiamato ad approvare il bilancio di previsionale 2025-2027, si è rivelata essere la seduta più “tosta” dall’inizio della consiliatura oltre tre anni. Il primo cittadino sapeva che il livello di litigiosità sarebbe stato alto e a tentare di rintuzzare gli attacchi, prevedibili, che alla distanza sono arrivati soprattutto dai consiglieri comunali di opposizione Imma Arnone, Paola Villa, Alessandro Carta e Luca Magliozzi.

Il principale documento contabile è passato in secondo piano rispetto all’esordio che il sindaco ha incendiato leggendo la ormai famosa lettera della Prefetto di inizio febbraio con cui si chiedeva di far rispettare le prerogative delle minoranze, le stesse che avevano deciso di andare a Latina e di censurare gli attacchi portati di recente dal presidente del consiglio comunale Pasquale Cardillo Cupo. I quattro consiglieri di opposizione nei loro interventi hanno ribadito la giustezza di quell’iniziativa politica nei confronti della quale si è differenziato il gruppo consiliare della Lega che, ormai diventato per la forma e per la sostanza una protesi aggiuntiva di una già ingolfata (numericamente parlando) maggioranza Forza Italia-Fratelli d’Italia, è arrivato a ribadire, a differenza delle altre minoranze, di non presentare gli emendamenti al bilancio “tanto – si è scusato quasi il capogruppo del carroccio Antonio Di Rocco – non ce li approverete”.

La lettura della missiva Prefettizia, tra insulti e polemiche verbali, ha trasformato in una curva da stadio la maggioranza di centrodestra che quando si tratta di difendere il sindaco – e questo è un merito che gli va riconosciuto – lo fa con un spirito di pasdaran senza neppure centellinare l’entità della portata della difesa d’ufficio a tutti i costi. Il consiglio-maratona di sabato – è terminata dopo otto ore – è stato un turbinio di incompetenza e di malafede, accompagnato da polemiche, accuse, illazioni e insinuazioni in una settimana in cui un parlamentare di Fratelli d’Italia è arrivato a censurare l’operato del Questione di Latina Fausto Vinci sulla legittimità delle indagini promosse dopo il movimento veglione del 31 dicembre scorso presso l’hotel Bajarmar e il presidente d’aula Cardillo Cupo è arrivato, con un video di dubbio gusto su una piattaforma social, a denigrare un organo d’informazione che l’ha aiutato a diventare, grazie alla sua provata bravura professionale, uno dei più stimati (ora un po’ meno sul piano comportamentale nei confronti della stampa), penalisti in circolazione.

L’avvocato Cardillo Cupo doveva ribadire di non aver mai avuto la lettera di raccomandazione inviata al Comune di Formia dalla Prefetta Ciaramella. Qualche collega si è scusata per l’equivoco ma il presidente del consiglio ha continuato, peggio ancora, ad attaccare la stampa che può sbagliare quanto lui in un’aula di Tribunale o a presiedere un consiglio comunale. Ma dell’esistenza di quella lettera, perché l’avvocato Cardillo Cupo non è stato informato subito dal sindaco Taddeo quando è stato necessaria una richiesta di accesso agli atti dell’ex sindaco Paola Villa per evidenziare l’arrivo ai vertici del Comune di Formia, al sindaco, alla fidatissima segretaria comunale Marina Saccoccia e non al presidente d’aula. Capita. Un fraintendimento è stato capace di creare un polverone – forse creato artatamente dalla maggioranza? – quando i problemi sono tutti lì insoluti sul tappeto.

Il presidente Cardillo Cupo, alla noia, ha chiesto più volte di stare fisicamente vicino al sindaco per smentire presunte frizioni (due commissioni in settima in 24 ore sono saltare per i veti di Fratelli d’Italia e di Forza Italia) e la maggioranza stile Curva Sud l’ha testimoniato con interventi di sfida alle minoranze “inconcludenti”. Alla fine il bilancio è stato approvato nonostante l’ex sindaco Villa abbia tentato di mettere in difficoltà l’assessore al ramo Francesco Traversi, che ha illustrato un piano che prevede l’acquisto del Teatro Remigio Paone per un milione di euro e lo stanziamento di 400mila euro per la realizzazione di un centro diurno per disabili. L’assessora alla cultura Luigia Bonelli ha inoltre confermato la presenza di fondi destinati al ripristino del Teatro Foa. L’indebitamento complessivo aumenterà di circa 5 milioni di euro a causa di nuovi mutui per opere pubbliche, mentre resta aperta la questione del mancato contributo dei Comuni limitrofi per il mantenimento dell’Ufficio per l’Impiego. La maggioranza ha votato compatta a favore, mentre la minoranza, compresi alcuni consiglieri che successivamente hanno lasciato l’aula, ha annunciato la propria contrarietà.

E anziché stemperare i toni, il presidente Cardillo Cupo ha incendiato ulteriormente il dibattito ancora sui privilegiati social: “Oggi in consiglio comunale abbiamo approvato il bilancio con ben 18 voti favorevoli dopo 3 anni di governo. Erano anni, forse decenni, che la Città di Formia non aveva un’amministrazione comunale così forte, coesa, compatta, determinata e affiatata, decisa a realizzare tutti i progetti messi in cantiere nell’interesse di Formia e dei formiani, rimbalzando qualunque tipo di attacco o speculazione”. Da qualsiasi parte.