Guerra politica a Formia: veti incrociati, commissioni bloccate e azioni legali all’orizzonte

FORMIA – Caos calmo. Il Comune di Formia negli ultimi giorni è la parafrasi del film diretto da Antonello Grimaldi, interpretato da Nanni Moretti e tratto dall’omonimo romanzo Premio Strega di Sandro Veronesi. Tra mercoledì e giovedì sono saltate “last minute” due sedute di commissione per i presunti veti manifestati dai due principali alleati che sostengono il sindaco Gianluca Taddeo. Se Fratelli d’Italia aveva fatto sapere di non essere pronto a sostenere – “almeno in questo momento” – la proposta di variante al Prg dell’ex Consorzio industriale del sud pontino caldeggiata dal gruppo di Forza Italia in località Mergataro-Ponzanello, gli azzurri non ci hanno messo tanto a rendere (o almeno) pan per focaccia all’alleato.

Nel tardo pomeriggio di mercoledì il presidente Mattia Zanella – unico consigliere comunale di Forza Italia espressione della dimissionaria assessora ai Lavori Pubblici Eleonora Zangrillo – firmava e inviava una Pec in cui comunicava ai componenti della commissione turismo che la seduta convocata all’indomani – e dunque giovedì 27 febbraio, alle ore 9.15 – non ci sarebbe stata e sarebbe stata rinviata “a data da destinarsi”. Zannella non ha spiegato la ragione e tantomeno l’ordine del giorno, che non era stato definito, nella commissione convocata da giorni.

Le illazioni a tal riguardo non mancano e sarebbero da inquadrare in un atto ritorsivo nei confronti del vice sindaco e assessore al turismo Giovanni Valerio (Fratelli d’Italia) che avrebbe chiesto la commissione al ramo per illustrare alcune iniziative legate al Carnevale Formiano 2025. Ma perché questa presunta ed improvvisa prova muscolare tra Forza Italia e Fratelli d’Italia? Sullo sfondo c’è sempre la querelle legata alla lettera di richiamo o di sollecitazione inviata dalla Prefettura di Latina ai vertici dell’amministrazione comunale agli inizi di febbraio dopo l’audizione davanti il Prefetto Vicario dei consiglieri comunali di opposizione Imma Arnone, Alessandro Carta, Luca Magliozzi e Paola Villa.

Il presidente del consiglio comunale Pasquale Cardillo Cupo ha sempre negato di essere stato a conoscenza e di essere il destinatario della missiva prefettizia che chiedeva “maggiore attenzione” alle prerogative dei consiglieri comunali di opposizione. Che una lettera al Comune di Formia sia arrivata il 6 febbraio l’aveva correttamente ribadito il sindaco di Formia Gianluca Taddeo. Ma l’ha fatto soltanto alcune ore dopo che la consigliera comunale di “Un’altra città”, l’ex sindaco Paola Villa, aveva formalizzato una richiesta di accesso agli atti per chiedere copia della lettera di cui facevano cenno un po’ tutti gli organi di informazione.

Insomma, l’avvocato Cardillo Cupo non avrebbe tollerato la circostanza di essere finito nel tritacarne mediatico della stampa quando nessuno dei vertici dell’amministrazione formiana gli ha comunicato dell’arrivo e dell’esistenza della lettera che, inviata dalla Prefettura, ne aveva fatto candidamente cenno il sindaco Taddeo dopo la richiesta di accesso agli atti della professoressa Villa. Da questo momento i due alleati avrebbero cominciato ad alzare l’asticella dello scontro facendo praticamente saltare – anche se non si sono mai svolte – le commissioni urbanistica (sarebbe dovuto essere convocata d’urgenza giovedì dal vice presidente Luigi Rossi in vista del consiglio del 1 marzo) e quella al Turismo.

LA GIUNTA DENUNCIA L’EX DIRIGENTE LIVORNESE E L’EX SINDACO VILLA

Tra commissioni rinviate in maniera last minute un alone circonda il contenuto della delibera di Giunta numero 37 del 13 febbraio che un po’ di giorni attende di vedere pubblicata sull’albo pretorio on line del Comune di Formia. Misteriosamente non c’è benché sia stata pubblicata la numero 40 e la penultima disponibile è la numero 34… E la delibera 37? Noi abbiamo il testo che costituisce, alla vigilia dell’approvazione del bilancio di previsione in programma nel consiglio comunale del 1 marzo, la migliore benzina per incendiare i già delicatissimi rapporti tra la sempre più contestata amministrazione Taddeo e le minoranze di centrosinistra.

L’esecutivo di centrodestra ha deciso di attivare “ogni azione giudiziaria per ogni fattispecie innanzi ad ogni Autorità, a tutela della attività, dell’ immagine, della credibilità e del decoro innanzitutto della Segretaria Generale Marina Saccoccio, dirigente del Ministero dell’Interno di elevato livello e qualificazione professionale di fascia A nonché Responsabile della Prevenzione della Corruzione di questo Comune, sia a tutela dell’intera Amministrazione comunale e dello stesso Comune di Formia, tutti gravemente lesi dalle palesemente infondate affermazioni, contraddette dagli atti e dai fatti, poste in essere in essere innanzitutto dalla ex dirigente Livornese e dalla consigliera Paola Villa con note divulgate attraverso mezzi di stampa, testate giornalistiche e piattaforme social”.

Insomma, la Giunta quello che aveva promesso l’ha fatto. Relativamente all’astiosa querelle legata alla chiusura dei centri diurni riservata alle persone diversamente abili, scelta costata la permanenza in Giunta dall’assessora alle Politiche sociali Rosita Nervino, l’amministrazione Taddeo ha deciso di mostrare i muscoli e di denunciare l’ex dirigente del Suap e dell’ufficio personale Tiziana Livornese, nonostante sia in pensione dal 1 gennaio dopo un’apprezzata carriera al servizio dell’ente, a prescindere dalle diverse amministrazione comunali che si sono succedute nel corso degli ultimi 40 anni.

Dovrà affrontare un contenzioso anche l’ex sindaco Paola Villa che ha deciso di stare in questo momento in silenzio: “Parlerò in una conferenza stampa – ha detto – appena sarà pubblicata la delibera che esiste ma non c’è”. Dopo aver minacciato di denunciare noi giornalisti per le presunte omissioni del Comune sulla gestione di un adolescente scomparso prematuramente a causa di un incidente stradale quando sarebbe dovuto essere in quel momento a scuola, la Giunta ha dato mandato alla dirigente del settore Affari legali Giuseppina Sciarra di arrivare “le procedure finalizzate all’affidamento di apposito incarico di assistenza legale a penalista di elevata, comprovata e specifica professionalità in materia penale” per presentare denuncia- querela nei confronti della dottoressa Tiziana Livornese e della professoressa Villa

In questo marasma inedito nella recente storia politico-amministrativa la confusione continua a regnare sovrana. Il presidente d’aula Cardillo giovedì mattina ha dovuto convocare per il pomeriggio la conferenza dei capigruppo per un’incredibile dimenticanza. Sarebbe dovuto essere convocato il consiglio comunale entro il 28 febbraio per l’approvazione della delibera che fissa le aliquote dell’Imu 2025. E così che il massimo consesso cittadino è stato convocato con un solo argomento all’ordine del giorno alle 18.45 di venerdì 28 febbraio quando la vera seduta del consiglio sul bilancio previsionale si svolgerà regolarmente sabato 1 marzo. Il dirigente dell’ufficio finanziario del Comune di Formia ha rappresentato “che a seguito di un approfondimento della vigente normativa in materia di Imu, come aggiornata recentemente con l’introduzione del prospetto di determinazione delle aliquote tramite l’apposita applicazione informatica del Portale del federalismo fiscale, è emerso che per l’anno 2025 le aliquote Imu, anche in caso di conferma delle aliquote vigenti nell’anno precedente come per il Comune di Formia, devono essere approvate con espressa deliberazione dell’Organo consiliare. Il prospetto relativo alle aliquote IMU deve essere approvato dall’organo consiliare entro il termine previsto per l’adozione del bilancio di previsione dell’anno di riferimento, fissato al 28 febbraio 2025 dal Decreto del Ministero dell’Interno del 24 dicembre 2024, adottato ai sensi dell’articolo 151, comma 1 del D. Lgs. n. 267/2000”.

Il dottor Rossi si “scusa per il ritardo nell’evidenziare le sopra riportate specifiche procedurali” e ad ammetterlo resta uno dei migliori e stakanovisti dirigenti dell’amministrazione Taddeo. Il resto è caos.