Gaeta / Concessioni demaniali, l’Agcm bacchetta di nuovo l’amministrazione comunale: critiche sui criteri dei progetti di finanza

GAETA – Continua il pressing tecnico-istituzionale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contro il Comune di Gaeta relativamente all’inopportunità di perseguire lo strumento dei progetti di finanza per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime finalizzate alla gestione nei prossimi vent’anni degli stabilimenti balneari. L’Agcm da mesi chiede che la scelta dei titolari dei lidi avvenga attraverso una procedura completamente pubblica e ora ha concesso 60 giorni di tempo all’amministrazione Leccese per controdedurre sulla determina numero 13 del dirigente del settore Urbanistica Pietro D’Orazio che il 10 gennaio scorso fissava i criteri e sub criteri utilizzati poi per l’approvazione lo scorso 19 febbraio da parte del consiglio comunale di ulteriori 8 project financing.

Il presidente dell’Authority Roberto Rustichelli apprezza l’intento del comune di Gaeta di voler privilegiare “la qualità tecnica delle offerte” ma in una relazione arrivata in Comune lunedì sulla scorta di una seduta tenutasi il 18 febbraio censura di nuovo la procedura seguita dall’amministrazione comunale di centrodestra quando una gara d’appalto – e lo ha sentenziato la sentenza numero 10131 del Consiglio di Stato del 16 dicembre scorso – “avrebbe previsto l’oggetto e la durata della concessione, l’entità del canone aggiornato da pagarsi, i requisiti di partecipazione, i criteri di aggiudicazione nel rispetto, appunto, dei principi di parità di trattamento, di massima partecipazione e di proporzionalità. Secondo Rustichelli invece i progetti di finanza approvati dalla maggioranza mutilata da non poche assenze (4 su 14 consiglieri) privilegiano i soggetti già titolari di concessioni demaniali . L’Agcm nella relazione inviata al sindaco Leccese poi contesta la legittimità del criterio – contenuto nella determina numero 13/2025 di D’Orazio – di prevedere un lauto indennizzo economico uscente al concessionario uscente.

L’Autorithy sul libero mercato sta evidenziando da tempo le restrizioni di natura concorrenziale che possono derivare dai requisiti di partecipazione o da criteri di valutazione della domanda. “Queste previsioni – si legge nella relazione a Rustichelli – possono infatti risultare ingiustificatamente restrittive e prive dei connotati di necessità e proporzionalità, in quanto preclusive della possibilità di partecipazione alla procedura di nuovi entranti e idonee a integrare una preferenza in favore di operatori già attivi nel mercato”.

Il Comune di Gaeta viene bacchettato di nuovo nella misura in cui le sue previsioni nei progetti di finanza diventano “ulteriori criticità concorrenziali” relativamente alla quantificazione del ristoro da riconoscere al concessionario uscente con riferimento “sia al riconoscimento di un’equa remunerazione degli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni sia alla procedura che il Comune di Gaeta intende seguire. L’Agcm circoscrive il riconoscimento di un indennizzo al concessionario uscente, da porre a base d’asta della procedura selettiva, solo ai casi di tutela del legittimo affidamento (ove sussistente) del medesimo concessionario e comunque limitatamente al valore di eventuali investimenti da questo effettuati e non ancora ammortizzati al temine della concessione, per i quali non è possibile la vendita su un mercato secondario.

Un’altra anomalia sollevata sull’ultima tranche dei progetti di finanza approvati – in questa prospettiva il sindaco aveva avuto delle interlocuzioni con l’Agcm ricevendo (a suo dire) le felicitazioni per il lavoro compiuto con i privati promotori – è stato il ruolo del comune di Gaeta in sede di ristoro ai vecchi concessionari. Per il presidente Rustichelli non può svolgerlo ma deve essere un soggetto terzo “attraverso una perizia che persegua parametri certi e trasparenti a tutela di tutte le parti, nonché pubblicata dall’ente concedente in tempo utile affinché i potenziali partecipanti ne possano tener conto nell’ambito della procedura competitiva. In questo modo, infatti, la procedura comparativa per il rilascio delle concessioni risulterebbe più trasparente, equa e oggettiva”.

Un altro tasto dolente che affronta l’Agcm è la tempistica per lo svolgimento delle procedure di gara. A dire dell’Authority la “determinazione numero 13/2025 non fornisce in generale alcun crono programma o altra indicazione in merito alla conclusione delle procedure per l’assegnazione delle concessioni. A ciò si aggiunga che,nonostante la sentenza del Tar sezione di Latina numero 728/2024 abbia già dichiarato illegittima la proroga disposta dal Comune al 31dicembre 2024, il Comune di Gaeta – si sbilancia a ragione Rustichelli arrivando a suggerire comune la proposta che avrebbe dovuto perseguire il sindaco Leccese alla stessa stregua di quanto deciso dal sindaco di Fondi Beniamino Maschietto sino al settembre 2027 – dovrà con molta probabilità prorogare ulteriormente le concessioni insistenti nel territorio comunale,nelle more dello svolgimento delle procedure selettive”.

E le conclusioni dell’Agcm sono tutt’altro idilliache: “L’Autorità ritiene che la determinazione dirigenziale numero 13/2025 si ponga in contrasto con i principi concorrenziali nella misura in cui impedisce il confronto competitivo che dovrebbe essere garantito in sede di affidamento dei servizi incidenti su risorse demaniali di carattere scarso, in un contesto di mercato nel quale le dinamiche concorrenziali sono già particolarmente affievolite a causa della lunga durata delle concessioni attualmente in essere”.

Il Comune di Gaeta dal 24 febbraio ha due mesi di tempo per controdedurre e se le sue giustificazioni non dovessero risultare convincenti è probabile che l’Agcm impugni al Tar la determina di D’Orazio che ha permesso l’istruttoria di altri otto progetti di finanza.