First Cisl Latina, Antonio Viola ancora alla guida: focus su desertificazione bancaria e tutele dei lavoratori

FORMIA – “La libertà è partecipazione”. E’ stato questo il tema del terzo congresso provinciale della First Cisl, il sindacato dei bancari che ha confermato alla sua guida il gaetano Antonio Viola, componente della segreteria a Rosaria Aiello e a Stefano Valletta. Qualificati sono stati gli interventi che si sono succeduti presso il Grande Albergo Miramare di Formia e, tra questi, quelli della Segretaria Generale del Lazio Caterina Scavuzzo, del Segretario generale della Cisl di Latina Roberto Cecere, del Segretario Nazionale Ca First Domenico Iodice, del Responsabile del Settore CooperFirst Gianluca Pernisco, e dei Segretari generali First Cisl di Frosinone – Ronald Galella, Roma e Rieti – Claudio Stroppa, Viterbo – Alessandro Scorsini e Pietro Gava in rappresentanza Caritas Diocesana Latina.

Nel chiudere il suo intervento, il riconfermato Segretario generale Antonio Viola, ha ribadito con forza come “La libertà sia partecipazione, condivisione di un destino comune, prendersi cura dell’altro. Questo è il nostro compito a cui noi non vogliamo e non possiamo sottrarci, per il bene comune presente e per il bene delle future generazioni senza pregiudiziali ideologiche, dialogando e trattando con tutti ed utilizzando tutti gli strumenti disponibili forniti dalla contrattazione e dalla legislazione vigente nel paese, ad ogni livello possibile. Il terzo congresso provinciale della Cisl si è svolto in un momento delicato per il settore bancario. Non solo per alcune operazioni – come ha ben evidenziato il Segretario Nazionale della First Cisl Riccardo Colombani – che rischiano di avere degli “effetti collaterali” pesanti sul tema della desertificazione bancaria in atto nel paese quanto per perdurante ed inarrestabile desertificazione degli sportelli sul territori provocata dal risiko bancario”.

Secondo le analisi dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della First Cisl su dati elaborati dalla Fondazione “Fiba” continua il processo di disimpegno dai territori delle banche italiane. A livello nazionale le filiali sono scese sotto quota 20mila. Quasi la metà dei Comuni italiani è priva di sportelli: 3.381, il 42,8% del totale. Nel 2024 le banche italiane hanno chiuso 508 sportelli. E’ aumentato anche il numero delle persone che non ha accesso ai servizi bancari o rischia di perderlo: sono circa 11 milioni, mezzo milione in più rispetto ad un anno fa. Di queste, oltre 4,6 milioni (+ 6,5%) vivono in Comuni totalmente desertificati; quasi 6,3 milioni (+ 4,5%) in Comuni in via di desertificazione, quelli con un solo sportello. Risulta in crescita, inoltre, il numero delle imprese che hanno la propria sede in Comuni desertificati: sono 282.688, 18.834 in più rispetto al 2023.

Questo processo di desertificazione ha impattato pesantemente anche la Provincia di Latina – e l’ha evidenziato nel suo intervento il riconfermato segretario di Latina Antonio Viola – illustrando i dati forniti da Banca di Italia relativamente all’andamento del settore a partire dal 2015 nella provincia pontina. Costante e ininterrotta risulta essere la riduzione della rete fisica realizzata mediante la chiusura di sportelli e di conseguenza con una crescente “scopertura” di Comuni della Provincia. Gli sportelli attivi nel 2015 erano 185. Al 30 giugno scorso sono scesi a 138. Contestualmente è stata sostanziale la riduzione del numero dei dipendenti (con un’eccezione nel 2021 che ha registrato una temporanea inversione del trend) da 1.272 del 2015 ai 1.024 del primo semestre 2024. Sostanzialmente in crescita anche il quadro degli impieghi “reali” sino a tutto il 2021, mentre dal 2022 si registra una sensibile inversione di rotta con un evidente contrazione degli impieghi a valori costanti.

Antonio Viola
Antonio Viola

Questi dati rapportati all’andamento della Regione Lazio e delle altre Province sembrerebbero posizionare meglio la provincia pontina – secondo quanto ha rappresentato – il Segretario Viola, evidenziando come la provincia di Latina si presenti meno desertificata soprattutto in termini di desertificazione assoluta. Nel dettaglio (nei 378 comuni del Lazio il 51,1 % sono senza sportello bancario mentre il 18,5% ne ha appena uno Latina su 33 Comuni complessivi il 27,27% sono senza sportello bancario mentre sono 7 con un solo sportello, pari al 21,21 %.

“Se poi osserviamo da vicino le peculiarità del territorio pontino a svolgere un ruolo fondamentale, quasi vitale, è l’azione mitigatrice sulla desertificazione bancaria da parte delle Banche popolari, e delle BCC, sulla provincia pontina. Sono la Banca Popolare di Fondi, la Banca Popolare del Cassinate, il gruppo Banca Popolare del Lazio – Blu Banca, l’ex BCC cassa Rurale Agro Pontino, ora BCC di Roma e la BCC del Circeo e Privernate. Insieme queste realtà dal 2015 ad oggi hanno complessivamente aperto 10 filiali, 2 nuovi centri direzionali, 1 punto bancomat Gaeta medievale”.

Queste realtà presidiano, inoltre, i borghi minori della pianura pontina. Da qui l’importanza di mantenere una “biodiversità bancaria“, come alternativa strategica al ritiro dei grandi gruppi bancari, con nuove aperture di filiali da parte delle realtà bancarie locali e con un approccio “tradizionale” nel modo di fare banca, fortemente legato ai territori di appartenenza e soprattutto modernizzando i servizi senza una canalizzazione forzata delle attività e delle relazioni sugli strumenti digitali, che marginalizza le fasce più deboli, tra cui gli anziani.

“Oltre a questo tema di bruciante attualità – ha concluso Antonio Viola – abbiamo affrontato i temi delle indebite pressioni commerciali sui lavoratori bancari e del conseguente stress lavoro correlato, delle profonde trasformazioni e dell’impatto sui processi produttivi conseguenti all’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nel settore”.