FORMIA – Un altro duro colpo al welfare e alle politiche destinate all’accoglienza a Formia. Appartenuta nei primi anni ottanta al vice sindaco democristiano di Santa Maria Capua Vetere Di Muro, la bellissima ma abusiva villa confiscata alla camorra diventò, grazie all’iniziativa dell’amministrazione comunale di centrosinistra, l’unico esperimento riuscito di uso sociale appunto di un bene confiscato.
Da alcuni giorni la “Casa Giusta” è chiusa, desolatamente vuota dopo aver incarnato un segnale di speranza, di solidarietà e di infrazione. L’immobile era diventato un accoglienza straordinaria che, autorizzato dalla Prefettura di Latina, fu riservato alle sole donne migranti con bambini piccoli. Aveva rappresentato un progetto pilota significativo sul piano dell’integrazione, tanto da essere al centro di documentari anche stranieri sul modello di assistenza e sostegno per ragazze vittime di tratta con tanto di luoghi di aggregazione e di lavoro femminile.
Ora ha chiuso i battenti in concomitanza della conclusione dell’esperienza del “Cas” alla Prefettura di Latina. Alcuni giorni fa gli operatori sociali addetti hanno consegnato le chiavi della villetta all’amministrazione comunale di Formia.
Il Comune ha sul groppone un altro bene confiscato da gestire e paradossalmente è chiuso da dicembre, ovvero il centro diurno riservato alle persone disabili. La sua riapertura è prevista – secondo quanto ha informato il sindaco Gianluca Taddeo nel mese di marzo – la sua previsione è condensata nel documento unico di programmazione allegato al bilancio di previsione 2025 e l’inizio di marzo è previsto meno di una settimana.