SPERLONGA – Consorzio o Unione dei Comuni? Non è stato un facile interrogativo cui ha cercato di dare risposte l’incontro che, promosso dai sindaci di Sperlonga e di Campodimele Armando Cusani e Tommaso Grossi, ha registrato la partecipazione di sindaci, assessori e consiglieri dei Comuni del Distretto Latina 4 (Fondi, Terracina, San Felice Circeo, Monte San Biagio, Lenola, Sperlonga e Campodimele) chiamati a decidere quale natura giuridica attribuire al soggetto istituzionale deputato a gestire e organizzare nei prossimi anni le politiche sociali sul territorio.
L’intento è migliorare l’efficienza, l’inclusività e l’equità dei servizi offerti ai cittadini e la discussione scaturita dal confronto ha evidenziato – e c’era da aspettarselo – come la nascita dell’Unione dei Comuni rappresenti “la scelta migliore per la gestione del Distretto Socio-Sanitario LT4 configurandosi come un ente locale a tutti gli effetti, con la partecipazione diretta e paritaria delle forze politiche di maggioranza e di minoranza”. Un elemento emerso dall’incontro è stato anche di natura economica, nel senso che l’Unione non dovrebbe comportare “costi aggiuntivi per gli amministratori, in quanto i soggetti coinvolti nelle decisioni sono gli stessi che ricoprono nei singoli comuni gli incarichi di sindaci, assessori e consiglieri”. Al contrario, il modello del Consorzio è stato accolto con maggiore scetticismo, in quanto “rappresenta un sistema oneroso che grava ulteriormente sulle casse pubbliche”.
Uno degli aspetti più controversi della discussione ha riguardato le indennità previste per gli amministratori, che rischiano di trasformare “il Consorzio in un vero e proprio poltronificio favorendo nomine politiche anziché una gestione realmente efficiente”. Insomma la formula dell’Unione dei Comuni, piuttosto che di quella del Consorzio appena varata tra i Comuni del Golfo aderenti al Distretto Latina 5, rappresenta come “soluzione più razionale e trasparente. Questo approccio consente di ottimizzare le risorse senza appesantire inutilmente la macchina amministrativa, garantendo maggiore efficienza, partecipazione e controllo”.
L’incontro ha offerto anche l’opportunità di valutare strategie per migliorare i servizi socio-sanitari, sottolineando l’importanza di una governance integrata e coordinata. “L’unione dei Comuni, garantirebbe una gestione condivisa delle politiche sociali – ha commentato il sindaco di Sperlonga Cusani – Potrebbe migliorare l’erogazione dei servizi, assicurando risposte più rapide ed efficaci ai bisogni della comunità”.
Sebbene non siano state prese decisioni definitive, il confronto organizzato presso l’Auditorium “Sanctae Maria Assunta in Cielo” ha permesso di acquisire elementi fondamentali per orientare una scelta più consapevole in sede di Consiglio comunale. “L’Unione dei Comuni – ha aggiuntyo il sindaco di Campodimele Grossi – potrebbe favorire una gestione più efficace delle funzioni montane, un aspetto particolarmente rilevante per i Comuni montani come Campodimele, Lenola e Monte San Biagio. Questi territori, insieme a Terracina e Fondi, potrebbero trarre beneficio da risorse finanziarie aggiuntive grazie al coinvolgimento in fondi e programmi specificamente dedicati alle aree montane. Una gestione integrata di questi funzioni permetterebbe di accedere a risorse esterne che, altrimenti, potrebbero non essere disponibili per i singoli Comuni”. Con un’altra conclusione politicamente significativa: l’Unione dei Comuni, che integra le funzioni montane e sociali, rappresenterebbe un modello innovativo, diventando un esempio di eccellenza per il Lazio. Sarebbe la prima unione a riuscire ad aggregare efficacemente queste funzioni, creando un sistema che risponda alle esigenze specifiche dei territori montani come Campodimele, Lenola e Monte San Biagio insieme a Fondi e Terracina, e al contempo migliora la gestione dei servizi socio-sanitari per tutta la popolazione. Questo approccio potrebbe diventare un punto di riferimento per l’intera regione, dimostrando come la cooperazione tra comuni, possa portare a risultati concreti, sostenibili e al servizio di tutti i cittadini.
Era temuta e l’assenza del sindaco di Fondi Beniamino Gallinaro, ente capofila del Distretto Latina 4, è stata un altro motivo di preoccupazione per il ruolo che il Comune ente capofila sarà chiamato a svolgere per guidare la governance del Distretto socio sanitario LT4. Feroci critiche – e c’era attenderselo – sono arrivate dal sindaco Cusani: “Non partecipando, Maschietto ha dimostrato una mancanza di volontà politica nel dialogare con le altre amministrazioni locali, mettendo in discussione il suo impegno per una gestione condivisa ed efficace dei servizi. Questo comportamento non solo solleva dubbi sul suo interesse a favorire una collaborazione tra i Comuni, ma appare come una scelta politica che rischia di indebolire la coesione e il coordinamento necessari per affrontare le sfide comuni del Distretto Latina 4”.
Di rilievo, invece, la partecipazione del Comune di Terracina, rappresentato dall’Assessore Sara Norcia e da altri consiglieri comunali, la cui presenza e il cui intervento hanno evidenziato una notevole attenzione alle politiche sociali, un aspetto che non è passato inosservato ai partecipanti. L’assessore Norcia ha portato un contributo significativo alla discussione, dimostrando grande competenza e una chiara volontà di rendere più centrale la posizione di Terracina nella gestione del Distretto socio sanitario Latina 4. Il Comune di Terracina ha espresso la necessità, d’altro canto, per perseguire un maggiore coordinamento tra le amministrazioni locali ma ha sottolineato l’importanza di una governance condivisa per garantire servizi più efficienti e rispondenti alle esigenze della comunità. In particolare, è emerso con forza il tema della necessità di un ruolo più centrale per Terracina nel Distretto socio-sanitario Latina 4 dopo una lunghissima stagione caratterizzata da tagli e da una progressiva riduzione dei servizi.
A differenza di quanto avvenuto a favore del Comune di Fondi – hanno motivato i due organizzatori dell’assemblea – che ha beneficiato di un’erogazione di servizi più stabile, evidenziando una disparità che solleva interrogativi sulla distribuzione delle risorse e sulla necessità di riequilibrare gli interventi per garantire maggiore equità. Si tratta di uno squilibrio, “se non correttamente affrontato, rischia di penalizzare la cittadinanza e di compromettere la qualità dei servizi offerti”. I sindaci Grossi e Cusani hanno espresso “grande soddisfazione” per l’importante partecipazione all’incontro e per il livello degli interventi che, contribuendo “con proposte e analisi approfondite”, hanno messo in evidenza le criticità del sistema attuale e delineando possibili soluzioni per un futuro più efficiente e inclusivo. Analizzando i dati emersi durante gli interventi dei sindaci di Sperlonga e di Campodimele è apparso evidente che come l’attuale gestione del Distretto Latina, che conta ben 110mila cittadini circa, presenti “allarmanti criticità”.
Un dato su tutti desta particolare preoccupazione: la spesa pro capite per cittadino nel Distretto Latina è di poco più di 84 euro per abitante, un valore ben al di sotto della media regionale del Lazio, che si attesta sui 152 euro per abitante. Questo dato impone una seria riflessione sulla gestione attuale del Distretto e sulla necessità di adottare modelli organizzativi più efficienti e in grado di garantire maggiori risorse per i servizi socio-sanitari. Per il sindaco di Sperlonga, Cusani, quello di venerdì è stato “un passo avanti verso una gestione più efficiente delle risorse e una maggiore equità nei servizi. Tuttavia, è deludente constatare l’assenza di alcuni attori chiave – chiaro e polemico il riferimento all’assenza del sindaco di Forza Italia di Fondi Maschietto – che hanno perso un’importante occasione di confronto democratico. La mancata partecipazione del Comune di Fondi, capofila del Distretto, solleva dubbi sulla volontà di costruire un percorso condiviso e trasparente. Tuttavia, non possiamo ignorare – ha aggiunto Cusani – le gravi criticità del Consorzio, che rischia di trasformarsi in un poltronificio per la politica, gravando sulla spesa pubblica senza rispondere ai bisogni reali dei cittadini. Serve un cambio di rotta: il Consorzio non è lo strumento idoneo per migliorare i servizi, ma una macchina di spesa inutile, utile solo a garantire posizioni politiche. La politica ha il dovere di garantire trasparenza e responsabilità, evitando errori del passato che continuano a pesare sulle casse comunali”.
Gli si è affiancato il giovane sindaco di Campodimele, Tommaso Grossi: “Siamo soddisfatti- ha aggiunto – della partecipazione e dell’interesse mostrato dai rappresentanti istituzionali, sia della maggioranza che delle forze politiche di minoranza. L’incontro ha confermato la volontà di costruire un sistema socio-sanitario più forte e meglio organizzato, con l’Unione dei Comuni come strada percorribile. Questa unione rappresenta un’opportunità fondamentale – ha osservato Grossi – per ottimizzare le risorse, migliorare l’efficienza dei servizi e garantire una distribuzione più equa delle risorse disponibili. Insieme, possiamo affrontare in maniera più mirata le sfide economiche, organizzative e sociali, riducendo gli sprechi e migliorando la qualità dell’assistenza. Inoltre, va sottolineato che non ci saranno costi aggiuntivi di gestione per gli amministratori, poiché l’Unione garantirà una gestione più razionale delle risorse senza gravare sui singoli comuni. Tuttavia, affinché questo progetto possa concretizzarsi, ogni amministrazione deve assumersi la responsabilità di valutare attentamente le scelte da compiere. Il futuro del Distretto Latina 4 richiede una collaborazione seria, che integri risorse e competenze per garantire un servizio efficiente ed equo”.
Questo confronto proseguirà nelle prossime settimane, con ulteriori approfondimenti e momenti di dialogo tra le amministrazioni locali, per individuare la soluzione più adeguata per il territorio. E in questa prospettiva il prossimo incontro di questo comitato istituzionale è stato convocato per il prossimo 27 febbraio in occasione del quale si discuterà proprio dell’assetto giuridico del nuovo soggetto investito dell’onere di ridisegnare il welfare sul territorio di competenza.