MINTURNO – Il governo nazionale blocchi con gli strumenti a disposizione il progetto dell’impianto di essiccazione solare dei fanghi a Minturno che, finanziato al 70% attraverso fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, potrà avere una capacità di circa 6.000 tonnellate annue, “senza che sia stata fatta una procedura di valutazione di impatto ambientale”. E’ la principale considerazione che il deputato ed ex presidente nazionale del Pd Matteo Orfini hanno inviato al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e al Ministro della Cultura Alessando Giuli.
Orfini ha avanzato una serie di considerazioni maturate nel corso di una serie di battagliere iniziative che hanno visto sul piede di guerra negli ultimi mesi il Pd all’interno della maggioranza del sindaco Gerardo Stefanelli da una parte, Fratelli d’Italia e la Lega tra i banchi delle minoranze dall’altra. Il progetto – sul quale si è espresso negativamente anche il consiglio regionale del Lazio – insiste su un un’area di elevato valore ambientale, agricolo, turistico, archeologico e paesaggistico, “senza una preventiva valutazione di impatto ambientale, nonostante la contrarietà espressa dagli organi competenti”. L’Onorevole Orfini nell’interrogazione parlamentare ha chiesto di conosce le garanzie adottate per scongiurare il rischio idrogeologico di esondazioni (l’area prescelta si trova alle spalle del complesso archeologico di Minturnae a a poche centinaia di metri dalla riva destra del fiume Garigliano) con la possibile contaminazione delle falde acquifere e se siano state o meno prese in considerazione soluzioni alternative a minore impatto ambientale e sociale in siti più idonei della provincia di Latina.
L’impianto previsto a Minturno sarebbe collocato – ricorda Orfini nell’interrogazione a Pichetto Fratin e a Giuli. in prossimità dell’attuale impianto di depurazione, che le normative del piano territoriale paesistico regionale (Ptpr) raccomandano di delocalizzare in virtù dei vincoli paesaggistici gravanti sull’area. Questa localizzazione risulta inoltre parzialmente in zona destinata a servizi e parzialmente in area agricola, secondo il vigente piano regolatore generale (Prg). Sul piano politico, poi, Orfini, ricorda come il consiglio comunale di Minturno sia stato chiamato a discutere il progetto soltanto il 23 dicembre 2024, su richiesta urgente delle forze di opposizione, sebbene l’approvazione del progetto fosse già avvenuta nel febbraio del 2022, in occasione della conferenza dei sindaci, con il voto favorevole del rappresentante del comune di Minturno.
“Rimane tuttavia oscuro sulla base di quale mandato il delegato abbia espresso parere positivo – osserva Orfini – in sede di consiglio comunale, l’assemblea si è espressa in senso contrario alla realizzazione del progetto, e analoga presa di posizione si è registrata al consiglio regionale del Lazio nel gennaio 2025. È evidente come questo atto rappresenti un ostacolo fondamentale alla realizzazione del progetto, poiché una delle condizioni imprescindibili è la piena disponibilità dell’area da parte del Comune di Minturno, la cui concessione rientra nelle prerogative del consiglio comunale, massimo organo rappresentativo dell’ente”.
Orfini, poi, prende atto come, “nonostante le opposizioni, l’amministratore delegato di Acqualatina, il soggetto proponente dell’opera, abbia dichiarato a mezzo stampa che l’iter progettuale proseguirà. Ha sostenuto come il consiglio comunale di Minturno non sia competente a esprimersi in merito e definendo la mozione approvata illegittima. Ha inoltre intimato al Comune di Minturno di compiere tutti gli atti necessari per la prosecuzione del progetto, asserendo che il rappresentante comunale aveva espresso parere favorevole in sede di conferenza dei sindaci, sebbene non sia chiaro a quale mandato consiliare tale parere si riferisca. Nel frattempo, il presidente della provincia di Latina, nonché sindaco di Minturno e presidente della conferenza dei sindaci, Gerardo Stefanelli, si è visto conferire mandato dalla Provincia per richiedere al Ministero interrogato una proroga dei termini, al fine di evitare il naufragio del progetto per mancato rispetto del cronoprogramma; parallelamente, il soggetto proponente, Acqualatina, ha sollecitato lo stesso a regolarizzare la documentazione necessaria. Tuttavia, il consiglio comunale di Minturno ha dato esplicito mandato al sindaco affinché rappresenti in tutte le sedi competenti la posizione ufficiale del comune, ossia la netta contrarietà alla realizzazione dell’impianto”.
Da qui la richiesta ai Ministri Pichetto Fratin e Giuli di promuovere i dovuti accertamenti perché l’impianto di Minturnae di essicazione dei depuratori civili di Acqualatina meriti una diversa scelta ubicativa e la definizione avvenga nel più breve tempo possibile.