Formia / Porto abusivo di arma e spari contro Bardellino: il processo Favoccia riparte per errore di competenza

FORMIA – Deve ripartire da zero il processo nei confronti di Giuseppe Favoccia, il 76enne ex autotrasportatore di bestiame di Formia rinviato a giudizio dal Gup Alessandra Casinelli con l’accusa di aver detenuto illegalmente una pistola semiautomatica calibro 7.65 e priva di matricola che – secondo la Procura – sarebbe stata utilizzata il 15 febbraio 2022 per ferire Gustavo Bardellino nella concessionaria “Autobuonerba”.

A dichiararsi incompetente a giudicare Favoccia è stato il giudice monocratico del Tribunale di Cassino Cristina Malvagni. Il reato per il quale è stato rinviato a giudizio Favoccia il 26 settembre 2023 – porto abusivo di arma da fuoco – non è di competenza del giudice monocratico ma del Tribunale collegiale. E così che l’istanza della dottoressa Malvagni, condivisa dal legale di Favoccia, l’avvocato Michelangelo Fiorentino, è stata trasmessa al presidente della sezione penale del Tribunale di Cassino Claudio Marcopido che, in vista della ripresa del dibattimento il prossimo 19 maggio, deve definire ora la composizione del collegio giudicante.

Ritenuto da anni dagli inquirenti contiguo e amico di famiglia di Ernesto Bardellino e dei suoi figli, Favoccia si è sempre difeso affermando come la pistola sequestrata dal commissariato di Formia avesse un calibro diverso da quella utilizzata per il tentativo di omicidio Bardellino junior. Per questo episodio, ancora tutto da chiarire, sono indagati l’imprenditore Luigi Diana e Giovanni Lubello, l’ex genero del boss Francesco Bidognetti. Potrebbe conoscere nuovi risvolti alla luce delle dichiarazioni che sta rilasciando da settimane l’altro genero di uno dei fondatori del clan dei Casalesi.