FORMIA – La fretta fa sempre partorire i gattini ciechi. Ha deciso di ricorrere a questa antica massima proverbiale il neo presidente del Cises, il consorzio che dovrà gestire in futuro i servizi sociali nei Comuni del distretto Latina 5. La dottoressa Carla Ciano è stata costretta a rispondere dopo le bacchettate dal capogruppo della lista di minoranza al Comune di Formia, “Guardare Oltre”, Imma Arnone che, ponendosi un interrogativo (“Ma dietro foto e proclami c’è dell’altro?”) e rilanciando un’esclamazione (“Attendiamo!”), aveva rimarcato come “la costituzione del Consorzio Socio-Sanitario Lt5, sbandierata ai quattro venti dal Sindaco come l’affare più importante per Formia… sia rimasto ferma al 17 gennaio”.
Quel giorno presso l’aula consiliare del comune di Gaeta si insediò l’assemblea dei soci (i Comuni per intenderci) per nominare il consiglio d’amministrazione guidato dall’ex consigliere comunale di Formia di Forza Carla Ciano. E’ trascorso quasi un mese e del Cises non si è più parlato, quando nel mese di marzo tradizionalmente i milionari bandi della Regione richiedono “partecipazioni qualificati”. Secondo la consigliera Arnone, “non sono stati pubblicati gli atti del dirigente al patrimonio del comune di Formia che stabiliscono dove fisicamente andranno gli uffici del nuovo Ente che si è costituito.(presso l’ex Caserma dei Carabinieri in via Lavanga). Non si trovano convenzioni, che sono alla base della “convivenza” tra Enti diversi. Manca il Pvr (Piano valutazione rischi) aggiornato. Ancora nessun avviso per la scelta del Direttore, che sarà la vera figura operativa. A marzo si dovrà partecipare a diversi bandi fondamentali per la riorganizzazione dei Servizi Socio Sanitari indispensabili per tutto il territorio del sud pontino – ha concluso Imma Arnone – Ma, a parte video e foto e chiacchiere, ad oggi di fatti concreti non se ne vede nemmeno l’ombra. E dopo 7 anni il comune di Gaeta continua a dare le carte e a tenere la cassa” che invece dovrebbe tornare a Formia dove la politica ha deciso di collocare la sede operativa del Cises.
“Mi stupisco quando qualcuno pensa che io diventata improvvisamente il mago Zurlì – ha commentato il neo presidente Ciano – Mi meraviglio che lo dica qualcuno che dovrebbe leggersi lo Statuto prima di avventurarsi in affermazioni fuori luogo. I nuovi quadri dirigenti hanno 180 giorni di tempo per adempiere a tutti gli atti di legge e rendere operativo il Consorzio. E’ trascorso soltanto un mese e certamente non siamo stati a guardare perché si tratta di trasformare il vecchio distretto socio sanitario in uno strumento più snello e funzionale. Con l’apporto di tutti, nessuno escluso, ma senza polemiche inutile”.
Capitolo – dice il direttore generale – che, in base all’accordo raggiuto tra i sindaci di Formia, Gaeta e Minturno, dovrebbe essere espressione del Comune di Gaeta. “Queste sono considerazioni giornalistiche – ha polemizzato il presidente del Cises Ciano – A giorni sarà convocato il Cd che provvederà a pubblicare l’avviso con cui sarà scelta questa figura importantissima per dare risposte immediate, certe e trasparenti a persone meno fortunate di noi”.
L’avviso non c’è ma impazza nel frattempo il toto nomine per la figura del “direttore”. La prima ad essere stata avanzata è stata quella dello storico direttore del distretto socio sanitario del sud pontino, sin da tempi, dieci anni fa, era operativo al comune di Formia. Il manager sorano Maurizio Loreto Ottaviani ha fatto sapere che non sarà della partita per ragioni anagrafiche. Un nome gaetano che potrebbe giocarsi le sue chances è l’ex sindaco socialista della città, l’avvocato Salvatore Di Maggio. Vantando ottimi rapporti con il consigliere regionale di Forza Italia Cosimino Mitrano, Di Maggio è stato sino a pochi mesi una delle colonne dell’Asl di Latina lavorando presso la direzione amministrativa dell’azienda a stretto gomito con la futura direttrice generale Sabrina Cenciarelli. Il terzo nome riguarda un apprezzato accademico di Formia, lo psicologo, psicoterapeuta e sessuologo Giovanni D’Angiò. Di area progressista (consigliere comunale prima e assessore ai servizi sociali con Paola Villa sindaco poi), il professor D’Angiò è stato chiamato come consulente dall’ex sindaco Mitrano quando il distretto socio sanitario trovò nel Comune di Gaeta l’ente capofila. Ora, apprezzato autore di manuali accademici, D’Angiò insegna “Sessualità umana e aspetti psico-educativi” ma anche “Psicologia della coppia e sessualità” presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma.
DISTRETTO LATINA 4, CONSORZIO O UNIONE DEI COMUNI ? SI LITIGA ANCORA
I sindaci di Campodimele e di Sperlonga, Tommaso Grossi e Armando Cusani, sono promotori di un atteso incontro istituzionale in programma venerdì 21 febbraio, alle ore 16.30, presso l’Auditorium “Sanctae Maria Assunta in Cielo” a Sperlonga. Rappresenta un momento cruciale per il futuro del distretto Socio-Sanitario Latina 4 e vedrà la partecipazione dei rappresentanti istituzionali dei Comuni che ne fanno parte. Non a caso sono stati invitati i sindaci, gli assessori delegati e i Consiglieri comunali di Terracina, Fondi, San Felice Circeo, Monte San Biagio, Lenola, Sperlonga e Campodimele per “discutere e condividere strategie per il miglioramento dei servizi socio-sanitari sul territorio”.
L’assemblea di venerdì pomeriggio fondamentalmente intende definire la forma giuridica di quello che deve essere il nuovo distretto Socio-Sanitario Latina 4, un passaggio fondamentale “per la gestione coordinata e strutturata dei servizi dedicati al benessere della comunità”. Secondo i sindaci Cusani e Grossi “la creazione di un modello amministrativo efficace e condiviso permetterà di ottimizzare le risorse, garantire maggiore equità nell’erogazione delle prestazioni e rafforzare la rete di protezione sociale per i cittadini”.
I Sindaci di Sperlonga e Campodimele, sono convinti della necessità di fare vita, piuttosto che ad un Consorzio cui hanno aderito i comuni del sud pontino, all’Unione dei Comuni: “Potrebbe rappresentare la soluzione più idonea per gestire i servizi socio-sanitari del Distretto LT4. La finalità dell’ incontro – hanno ricordato Cusani e Grossi – è quello di mettere in evidenza come il sistema dell’ Unione dei comuni possa facilitare una gestione più efficiente delle risorse, migliorando l’organizzazione dei servizi e rispondendo in modo più tempestivo alle esigenze della comunità.
L’obiettivo dell’incontro non sarà prendere una decisione definitiva, ma approfondire le diverse opzioni disponibili e valutare insieme il modello più adatto al territorio, attraverso un confronto costruttivo tra i rappresentanti istituzionali. I Sindaci e gli amministratori locali, consapevoli dell’importanza di una gestione integrata delle politiche sociali, sono chiamati a confrontarsi su un modello organizzativo che permetta di rafforzare la qualità e l’efficienza dei servizi, migliorando la risposta alle crescenti necessità della cittadinanza.
Con questo spirito di dialogo e impegno condiviso, i Comuni del Distretto Latina 4 si preparano a compiere un passo determinante per il futuro del welfare locale, ponendo le basi per un sistema di governance che garantisca servizi socio-sanitari sempre più efficienti e vicini alle esigenze dei cittadini”.