GAETA – Tra i cinquanta contatti che mediamente mercoledì hanno seguito lo streaming del consiglio comunale di Gaeta monopolizzato dall’approvazione di ulteriori otto progetti di finanza per l’ottenimento delle ventennali concessioni demaniali per la futura gestione di altrettanti stabilimento balneari sui litorali di Serapo e dell’Ariana ce n’era un po’ particolare: il gruppo di Formia della Guardia di Finanza.
Gli investigatori delle Fiamme Gialle, come comuni giornalisti, hanno registrato la seduta e hanno preso appunti dall’intervento di presentazione dell’argomento da parte del sindaco Cristian Leccese (in qualità di assessore al demanio) sino al voto delle singole otto delibere con i soli otto consiglieri comunali presenti. Lo share più alto c’è stato nel momento più vibrante dell’intera seduta consiliare e cioè quando il capogruppo del Pd Emiliano Scinicariello ha terminato di leggere un documento che, redatto in stretta collaborazione con gli altri consiglieri comunali di opposizione Franco De Angelis e Sabina Mitrano, ha fatto correre un brivido lungo la schiena al sindaco Leccese e al resto della spaurita maggioranza presente in quel momento nell’aula consiliare. “E poi parlate di libera concorrenza quando gli otto progetti di finanza sono stati asseverati “quasi tutti” dal solito studio commercialista di Roma per quanto riguarda il piano economico finanziario e redatti dall’infaticabile studio di ingegneria di Gaeta?”
Questo sibillino interrogativo ha motivato – secondo quanto è trapelato ed è stato confermato nella giornata di giovedì – il gruppo formiano delle Fiamme Gialle a promuovere un’indagine conoscitiva su quanto affermato dal Dem Scinicariello leggendo un documento di otto – è un numero che compare spesso – cartelle.
Un fatto è certo. Quando è stato denunciata l’esistenza di un cartello tra tecnici progettisti e dottori commercialisti circa la redazione dei progetti di finanza il sindaco Leccese, pressato dagli spaventati consiglieri comunali di maggioranza, ha chiesto al presidente d’aula Davide Speringo di ottenere una sospensione per “consultazione” con la sua coalizione. Per le minoranze, convinte che le concessioni demaniali dovrebbero essere aggiudicare attraverso una vera e propria gara d’appalto, la libera concorrenza non è stata più rispettata non per demerito dei professonisti correttamente incaricati dai proponenti dei progetti di finanza quanto l’omessa vigilanza dalla dirigenza del settore urbanistico del comune di Gaeta. Non avrebbe dovuto ammettere i project financing nel momento in cui ad elaborarli sono stati (casualmente?) gli stessi ingegneri e commercialisti.
Il consiglio comunale nelle sedute del 25 agosto 2024 e del 19 febbraio ha licenziato 13 progetti di finanza ed il professionista (sicuramente per la sua apprezzata bravura ed esperienza nel settore) che ne ha firmati di più, sette (tre lo scorso anno e quattro ora), è stato l’ingegnere Giuseppe Di Chiappari. Così come la società che ha asseverato il Pef dei proponenti è stata la “Revitalia srl” di Roma: complessivamente 10, 3 ad agosto e 7 nell’elenco dei project approvati mercoledì.
Un fatto è certo. E’ iniziata la ‘scalata’ agli stabilimenti Oriente, La Perla, Sirio, Viareggio, Luna Rossa, Serapide e lido Lido per quanto riguarda il litorale di Serapo e lo stabilimento Ariana sull’omonima spiaggia. Se è sub judice la posizione del Cab – l’11 marzo il Tar del Lazio sezione di Latina discuterà il suo ricorso contro il provvedimento di sospensione del suo progetto di finanza – sono a forte rischio di esclusione i gestori uscenti di altri due lidi di Serapo che si sono visti bocciati i rispettivi project: Luna Rosa della famiglia Mammoletta e Serapide di Giorgio Riciniello. Quest’ultimo aveva esternato il suo malessere per la “preoccupante” situazione venutasi a creare in un intervento concessogli in deroga nel consiglio comunale di lunedì, poi rilanciato attraverso un blog cittadino. L’esternazione di Riciniello, per anni a capo dei balneatori di Gaeta, è stata nella serata di giovedì cancellata dopo essere stata ingenerosamente criticata, forse – aggiungiamo noi – perché mal interpretata.
Un interrogativo sta prendendo piede nelle ultime ore: ma l’operato del sindaco Leccese sull’approvazione di quest’ultima tranche dei progetti di finanza è condivisa dal suo predecessore, il consigliere regionale di Forza Italia Cosimino Mitrano? Secondo alcune indiscrezioni la risposta è negativa. Mitrano immaginava che prima o poi le minoranze avrebbero – come poi è avvenuto – denunciato l’esistenza di un cartello di professionisti comuni per l’elaborazione con tutti le possibili conseguenze di natura risarcitoria e lergali (Agcm in testa). Mitrano avrebbe cominciato a proporre ben altro: la nascita di un consorzio tra tutti gli stabilimenti balneari in maniera che avesse un solo tecnico progettista ed un solo advisor.
Il cerino, acceso, è rimasto, pertanto nelle mani del sindaco Cristian Leccese, ora nel mirino anche del Movimento Cinque Stelle: “Non può esserci interesse pubblico dinanzi ad una gestione ventennale di spazi già identificati, come riteniamo altrettanto incongruo e illogico che questo avvenga in cambio di investimenti altrettanto risibili come ridottissime aree verdi, aiuole e marciapiedi. Risulterebbe chiaro a chiunque che – osserva subito Simone Avico, referente del gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle per il Sud Pontino – vi è un innegabile e sproporzionato vantaggio in favore dei soggetti proponenti e, paradossalmente, se dovessimo prendere per buone le dichiarazioni sia del Sindaco in uno spettro più ampio sull’Istituto che quelle deliranti del Consigliere Magliozzi a questi potrebbe aggiungersi anche il diritto di prelazione. Ma tant’è che probabilmente la difficoltà di scovare l’interesse pubblico non è stata solo la nostra perché il Primo Cittadino ha parlato di un supporto dei consiglieri di maggioranza proprio nel fornire ai Dirigenti e agli uffici elementi per l’individuazione dell’interesse pubblico. E’ una dichiarazione grave perché bisognerebbe chiedersi come sono state fornite e da chi queste indicazioni: verbalmente o attraverso una nota scritta? E si è trattato di mera direttiva o di una vera e propria ingerenza politica in un procedimento concorsuale? Già ad agosto 2024 con l’approvazione dei primi Project financing parlammo di una “pratica concordata” – ha aggiunto Avico – considerato che furono presentate tutte le pratiche nell’arco di 10 giorni e 3 su 5 istruite e progettate dallo stesso tecnico”.
Il 14 febbraio, invece, il dirigente M5s ha inoltrato all’Agcm un lungo e dettagliato documento spiegando le ragioni per le quali il Comune di Gaeta “continui a ledere il corretto funzionamento del mercato. Tra queste abbiamo richiamato non soltanto la mancata approvazione del piano di utilizzazione degli arenili, ma anche la disponibilità del solo 10% di arenile riservato alla pubblica fruizione sulla spiaggia di Serapo. Lo stesso Tar di Latina ha rilevato che l’amministrazione ha il dovere di accertare il rispetto del 50%, sottolineato come l’ANAC escluda la gestione di operatori economici su beni o risorse del demanio pubblico e il Consiglio di Stato stesso specifichi come le clausole di prelazione possano sovvertire l’esito del promotore e produrre effetti negativi sulla parità di trattamento”.