LATINA – C’è sempre un’altra faccia della medaglia. Mentre gli addetti alle pulizie degli ospedali e delle strutture amministrative dell’ASL di Latina protestano per gli stipendi non pagati, emerge uno scenario che va oltre il semplice ritardo nei pagamenti: una lite interna tra le società che compongono l’associazione temporanea d’impresa (ATI) vincitrice dell’appalto.
Le parole dell’ASL sono chiare: la situazione non deve ricadere sui lavoratori né, tantomeno, sull’utenza. Tradotto: il servizio di pulizia è essenziale e deve essere garantito, indipendentemente dalle tensioni economiche e amministrative tra Meranese Servizi – la capofila dell’ATI – e le altre società coinvolte. Ma il problema rimane, ed è concreto: i lavoratori hanno diritto alla loro retribuzione e il sindacato UilTucs ha già chiesto un incontro con il Prefetto per cercare una soluzione.
Il nodo del problema: chi ha ragione?
Da una parte, Meranese Servizi comunica ufficialmente di essere in difficoltà di cassa e di non poter pagare gli stipendi di gennaio 2025. Dall’altra, l’ASL ribatte con una versione ben diversa: i problemi sarebbero interni al raggruppamento d’impresa, con una conflittualità tra le aziende e alcune irregolarità amministrative di cui non si conoscono ancora i dettagli.
Nel mezzo, i lavoratori, che ogni giorno garantiscono l’igiene e la sicurezza degli ospedali, si trovano bloccati in un gioco di rimpalli. Come sempre, chi ne paga il prezzo più alto sono proprio loro: gli ultimi della catena, quelli che dovrebbero essere i primi a ricevere il giusto compenso per il loro lavoro.
Il ruolo del sindacato e la richiesta di chiarezza
La UilTucs, attraverso il segretario Gianfranco Cartisano, ha espresso la sua preoccupazione: «Riteniamo che proprio in ragione della necessaria garanzia del servizio fornito dai lavoratori e delle lavoratrici, debba essere fatta chiarezza rispetto ai pagamenti delle retribuzioni e al regolare andamento dell’appalto».
La richiesta è sacrosanta: se l’appalto è stato assegnato, i lavoratori devono essere pagati. Se ci sono problemi interni tra le aziende, devono essere risolti senza coinvolgere chi, ogni giorno, lavora con professionalità per mantenere pulite e sicure le strutture sanitarie.
Ora la palla passa alle istituzioni: Prefettura, ASL e aziende coinvolte dovranno trovare una soluzione per garantire non solo il servizio, ma soprattutto il diritto fondamentale di ogni lavoratore a ricevere il proprio stipendio. Perché dietro ogni divisa, dietro ogni secchio e ogni mocio, c’è una persona con una famiglia, delle bollette da pagare e una dignità da rispettare.