CASSINO – Dopo un’attesa di alcuni giorni, il Riesame ha reso noto la sua decisione sul ricorso del quarto indagato finito ai domiciliari relativamente alla presunta corruzione che avrebbe caratterizzato la selezione di partecipazione al corso indetto dall’Università di Cassino per diventare docenti di sostegno. Per il Tribunale della Libertà il dimissionario direttore delle Risorse umane dell’Unicas, l’ex consigliere comunale e provinciale Massimiliano Mignanelli può ancora reiterare il reato e, pertanto, deve rimanere ai domiciliari.
La difesa del dimissionario funzionario dell’ateneo ha preannunciato ora ricorso per Cassazione che formalizzerà solo dopo che saranno depositate nei prossimi 45 giorni le motivazioni del rigetto del ricorso. La revoca della misura ai domiciliari sarà comunque un argomento di una specifica istanza che la difesa di Mignanelli inoltrerà al Gip del Tribunale di Cassino Alessandra Casinelli. L’ordinanza cautelare richiesta dal sostituto Andrea Corvino ha superato indenne lo scoglio del Riesame che nei giorni scorsi aveva confermato la misura ai domiciliari anche per i professori Giovanni Arduini e Diletta Chiusaroli e per l’imprenditore Giancarlo Baglione, il titolare, quest’ultimo, del centro di formazione “Cervantes” presso il quale si era preparati i candidati poi partecipanti al concorso Tfa dell’Unicas: sono ora alcuni 27 indagati dal Pm Corvino.
Il loro coinvolgimento in questa inchiesta è stato reso possibile grazie alle intercettazioni, agli appostamenti e ale verifiche delle Fiamme Gialle del Gruppo di Cassino che hanno consentito di fare emergere una presunta associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Secondo gli inquirenti Arduini, Chiusaroli, Baglione e Mignanelli avrebbero fornito in cambio di danaro le domande dei test che poi avrebbero consentito il buon esito della prova scritta e quindi il facile ottenimento dell’abilitazione all’insegnamento di sostegno.