CISTERNA – Gestendo le sue emozioni e ricorrendo ad un linguaggio freddo e asciutto, Christian Sodano per quasi tre ore ha ripercorso, davanti la Corte d’Assise di Latina, le fasi, drammatiche, che culminarono il 13 febbraio 2024 con l’omicidio volontario a Cisterna di Nicoletta Zomparelli e di Renèe Amato, rispettivamente la madre e la sorella minore della sua ormai ex fidanzata Desireè.
Il finanziere originario di Scauri ha sintetizzato, rispondendo alle domande del Sostituto procuratore Marina Marra, le ragioni che motivarono Desirèe ad interrompere la contrastata relazione sentimentale e, ancor prima, le difficoltà che dovette affrontare subito dopo la prematura scomparsa del papà finanziere e della mamma agente presso il distaccamento di Formia della Polizia Ferroviaria.
Che Sodano avesse promosso iniziative auto-lesionistiche sino a tentare il suicidio l’ha detto in aula una ragazza di Formia, legata al finanziere per otto anni sino al 2023: “Una volta mi ha preso per un braccio – ha detto – e mi ha strappato il vestito. Non litigavamo spesso. Dopo che sono morti entrambi i genitori ricordo che una volta aveva manifestato intenti suicidari ed era andato sul tetto di una casa in stato confusionale. Lo abbiamo cercato e lo abbiamo trovato li. Aveva bevuto”.
Sodano ha confessato, poi, un affronto subito da Desirée, quando la ragazza di Cisterna le restituì l’anello che il finanziere aveva regalato alla madre, poi deceduta per un male incurabile. La tragedia del 13 febbraio 2024 arrivò al termine di 24 ore drammatiche Christian e Desiree vissero insieme nell’abitazione della famiglia Amato Zomparelli dopo che il finanziere era arrivato a Cisterna da Bologna. La ragazza le confermò la decisione di lasciarlo consegnando l’anello e l’agente della sezione operativa navale di Ostia estrasse la sua pistola d’ordinanza facendo fuoco contro Nicoletta e Renèe.
Prima dell’ ex fidanzata formiana avevano deposto altri testimoni, tra cui alcuni agenti della Squadra Mobile che si erano occupati delle indagini e hanno letto i messaggi delle chat indirizzate a Desirée (“Domani ti giuro succede un casino mi devono fermare con l’Esercito”) è stato il testo letto da un investigatore estrapolato dai messaggi tra Desirée e Christian che risalgono al novembre del 2023 inviati dall’imputato.
Le fasi della fuga di Sodano e del suo arresto sono state ripercorse in aula dallo zio, un ex Carabiniere, del finanziere omicida. Fu quest’uomo (“Lo vedevo felice con la famiglia di lei”) con il telefonino a convincere Christian a non fare ulteriori follie e a consegnarsi alla Squadra Mobile dopo che l’aveva raggiunto presso la sua abitazione, nel quartiere Q5 di Latina, di cui spesso era ospite a causa dei lavori di ristrutturazione in corso all’epoca presso la villetta di Scauri ereditata dai genitori deceduti.
Il processo proseguirà il prossimo 15 aprile con l’audizione di alcuni testi della difesa. A quel punto il dibattimento potrà dichiararsi concluso con la sentenza attesa prima dell’estate.