FORMIA – Pronto a disputare, anche se da solo, quelli che ha definito “fastidiosi tempi supplementari”. Come? Rinunciando a beneficiare di quel paracadute che nel processo si chiama prescrizione. Ha registrato questa svolta l’udienza del processo celebrato lunedì mattina davanti il giudice monocratico del Tribunale di Cassino Marco Gioia per 17 tra ex amministratori e tecnici del Comune di Formia e della Regione oltre che per alcuni imputati accusati di aver pilotato l’esito di tre datati appalti pubblici promossi dalla Giunta di centrosinistra al Comune di Formia tra il 2014 ed il 2016.
Se 16 di loro hanno sollecitato la definizione del giudizio con una pronuncia di prescrizione, a cui il tribunale ha dato seguito emettendo la conseguente sentenza di proscioglimento, il 17°, il più importante, l’ex sindaco di Formia Sandro Bartolomeo, ha deciso – come da previsione – di rinunciarvi. L’annuncio è stato formalizzato dal legale difensore del quattro volte sindaco di Formia, l’avvocato Luca Scipione, che, ribadendo la totale estraneità alle accuse formulate nella richiesta di rinvio a giudizio del Sostituto procuratore Chiara D’Orefice, ha chiesto di essere processato da solo.
E così che il dibattimento è proseguito con l’ammissione delle prove ed il giuramento del perito fonico a cui il giudice Gioia ha conferito l’incarico di trascrivere le intercettazioni eseguite nel corso delle indagini inizialmente promosse dalla Dia circa un presunto tentativo della camorra di infiltrarsi nei cantieri, mai banditi e tantomeno aperti, della strada Pedemontana. Il processo è stato poi rinviato all’udienza del 15 settembre prossimo per il solo ex sindaco Bartolomeo convinto di contribuire all’accertamento della verità fornendo tutti i chiarimenti che si riterranno nel corso necessari.
“Non vado avanti con le prescrizioni ma con le assoluzioni. Le prescrizioni si stanno rivelando in questo paese – ha dichiarato l’ex sindaco di Formia – una scorciatoia comoda che non voglio percorrere. Preferisco attendere ma arrivare sino in fondo per dimostrare la mia assoluta estraneità a fatti sui quali aveva esternato le sue riserve quando la Dia ricevette l’ennesima lettera in cui si ipotizzava il marcio dentro il comune. Comode vie d’uscite non le ho mai volute avere”. Il 76enne neuropsichiatra infantile con la decisione esternata dall’avvocato Luca Scipione al giudice monocratico Gioia ha voluto mettere in mostra il suo rigore morale che, accompagnata da una riconosciuta coerenza. Chiarisce dell’altro rispetto al quadro politico attuale: Formia prime dei propri interessi. Sedici imputati di questo pseudo “Sistema Formia” riscontrato dalla Procura di Cassino hanno deciso di guadagnare una legittima prescrizione per via della lentezza della stessa magistratura ad indagare prima ed a giudicare poi. Il diciassettesimo, che non alcuna incombenza a candidarsi, non ha fretta, vuole attendere che la giustizia faccia il suo corso e lo metta per iscritto con una sentenza. Quella auspicata è… facilmente prevedibile.